domenica 13 febbraio 2011

- 13/02/2011 Firmato atto costitutivo dell'Associazione di volontariato Frosinone Bella e Brutta

Il 13/02/2011, è stato firmato l'atto costitutivo dell'Associazione di Volontariato Frosinone Bella e Brutta.

I soci fondatori, nonché consiglieri che hanno formato il direttivo sono:


CHI VUOL FAR PARTE DELL'ASSOCIAZIONE PERCHE' SI RICONOSCE NELLO STATUTO ED INTENDE COLLABORARE PER IL RAGGIUNGIMENTO DELLO SCOPO SOCIALE, PUO' CHIEDERE DI ESSERE AMMESSO COME SOCIO.

....e questo è il logo ufficiale dell'associazione


Di seguito, pubblichiamo:

STATUTO DELL’ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO
“Frosinone bella e brutta“

DENOMINAZIONE - SEDE - DURATA

Articolo 1

E’ costituita l'associazione di volontariato denominata Frosinone bella e brutta ai sensi della legge 266/91 che persegue il fine esclusivo della solidarietà sociale, umana, civile e culturale.

Articolo 2

L'associazione ha sede attualmente in Frosinone, viale Parigi, 11 e potrà istituire o chiudere sedi secondarie o sezioni anche in altre località mediante delibera del Consiglio Direttivo. La sede potrà essere trasferita con semplice delibera di assemblea.
L'attività dei volontari non potrà essere retribuita in alcun modo, nemmeno dai beneficiari. Ai volontari potranno essere rimborsate soltanto le spese effettivamente sostenute per l'attività prestata entro i limiti che l'organizzazione fisserà annualmente.
L’associazione è disciplinata dal presente statuto e dagli eventuali regolamenti che, approvati secondo le norme statutarie, si rendessero necessari per meglio regolamentare specifici rapporti associativi o attività.
L’Associazione è costituita nel rispetto delle norme della Costituzione Italiana e del codice civile e della legislazione vigente.

Articolo 3

La durata dell'Associazione è illimitata.

OGGETTO

Articolo 4

Frosinone bella e brutta , è un'associazione  di volontariato  che non ha fini di lucro neanche indiretto ed opera esclusivamente per fini di solidarietà sociale.
L’associazione è apartitica e si atterrà ai seguenti principi: assenza di fine di lucro, democraticità della struttura, elettività e gratuità delle cariche sociali.
L'associazione opera in maniera specifica con prestazioni non occasionali ed  ha per scopo:  l'elaborazione, promozione, realizzazione di progetti di solidarietà sociale, tra cui l'attuazione di iniziative socio educative e culturali che possano contribuire a migliorare la vivibilità della città; la promozione di ogni attività finalizzata a migliorare e risolvere le problematiche dell’organizzazione socio-culturale e della vivibilità  della città di Frosinone, ivi comprese le tematiche ambientali, la difesa e tutela della salute dei cittadini.
Lo spirito e la prassi dell'associazione trovano origine nel rispetto dei principi della Costituzione Italiana che hanno ispirato l'associazione stessa e si fondano sul pieno rispetto della dimensione umana, culturale e spirituale della persona.
Per perseguire gli scopi sociali l'associazione in particolare si propone:
a)        di avere attenzione verso situazioni di bisogno presenti sul territorio cittadino;
b)        di promuovere attività capaci di educare e sensibilizzare i cittadini alle problematiche ambientali ed al convivere civile;
c)        promuovere attività di sensibilizzazione sulle problematiche della sicurezza stradale e della viabilità cittadina.

Nello specifico attraverso:

- l’organizzazione e, se del caso la rappresentazione, di manifestazioni pubbliche di sensibilizzazione;

- organizzazione e promozione di corsi di preparazione teorici e pratici nei settori: cultura, tempo libero,  fotografico;

- l’editare e diffondere riviste, opuscoli, prontuari e comunque ogni pubblicazione connessa all’attività istituzionale anche attraverso internet;

- lo svolgimento di attività di ricerca, gruppi di lavoro, documentazione e sperimentazione concernente ambiente, sicurezza stradale e viabilità e tutto ciò che possa dare beneficio alla vivibilità della città;

- organizzare seminari, convegni, incontri enogastronomici, conferenze, corsi didattici e informativi, dibattiti, manifestazioni, spettacoli, proiezioni, attività ricreative, ludico-motorie, mostre artistiche e artigianali anche in collaborazione con scuole, enti pubblici e privati per stimolare il senso civico del vivere sociale dei cittadini;

- effettuare beneficenza e donazioni in ambito sociale.

L'associazione si avvale di ogni strumento utile al raggiungimento degli scopi sociali ed in particolare della collaborazione con gli Enti locali, anche attraverso la stipula di apposite convenzioni, della partecipazione ad altre associazioni, società o Enti aventi scopi analoghi o connessi ai propri.
L'associazione è aperta a chiunque condivida principi di solidarietà.

SOCI

Articolo 5

Possono far parte dell’associazione in numero illimitato tutti coloro che si riconoscono nello Statuto ed intendono collaborare per il raggiungimento dello scopo sociale.
Possono chiedere di essere ammessi come soci sia le persone fisiche sia le persone giuridiche, sia le associazioni di fatto, mediante inoltro di domanda scritta sulla quale decide senza obbligo di motivazione il Consiglio Direttivo
 I soci, possono essere :
- Soci Fondatori
Sono soci Fondatori le persone fisiche o giuridiche che hanno firmato l’atto costitutivo e quelli che successivamente e con deliberazione insindacabile ed inappellabile del comitato direttivo saranno ammessi con tale qualifica in relazione alla loro fattiva opera nel ambiente associativo.
- Soci Operativi
Sono soci operativi le persone fisiche che aderiscono all'associazione prestando una attività gratuita e volontaria secondo le modalità stabilite dal Consiglio Direttivo e versando una specifica quota stabilita dal Consiglio stesso.
- Soci Onorari,
Sono soci Onorari le persone fisiche e giuridiche e gli enti che abbiano acquisito particolari meriti per la loro opera a favore dell’associazione o che siano impossibilitati a farne parte effettiva per espresso divieto normativo.
- Soci Sostenitori o Promotori
Sono soci sostenitori tutti coloro che contribuiscono agli scopi dell’associazione in modo gratuito o mediante conferimento in denaro o in natura.

Articolo 6

Gli associati sono tenuti ad osservare le disposizioni statutarie e regolamentari nonché le direttive e le deliberazioni che nell'ambito delle disposizioni medesime sono emanate dagli organi dell'associazione.

Articolo 7

La qualità di socio  si perde per:
- Mancato pagamento della quota sociale: la decadenza avviene su decisione del Consiglio Direttivo trascorsi sei mesi dal mancato versamento della quota sociale annuale.
- Dimissioni: ogni socio può recedere dall'associazione in qualsiasi momento dandone comunicazione scritta al Consiglio Direttivo; tale recesso avrà decorrenza immediata. Resta fermo l'obbligo per il pagamento della quota sociale per l'anno in corso.
-  Espulsione: il Consiglio Direttivo delibera l'espulsione, previa contestazione degli addebiti e sentito il socio interessato, se possibile e richiesto dallo stesso, per atti compiuti in contrasto a quanto previsto dal presente statuto o qualora siano intervenuti gravi motivi che rendano incompatibile la prosecuzione del rapporto associativo. 
Gli associati che abbiano, comunque cessato di appartenere all'associazione non possono richiedere i contributi versati e non hanno alcun diritto sul patrimonio dell'associazione stessa.
I soci  prestano la loro opera gratuitamente in favore dell’organizzazione e non possono stipulare con essa alcun tipo di lavoro dipendente o autonomo.

RISORSE ECONOMICHE

Articolo  8

Le risorse economiche per il conseguimento degli scopi ai quali l'associazione è rivolta e per sopperire alle spese di funzionamento dell'associazione saranno costituite:
-dalle quote sociali annue stabilite dal Consiglio Direttivo;
-da eventuali proventi derivanti da attività associative (manifestazioni e iniziative);
-da ogni altro contributo, compresi donazioni, lasciti e rimborsi dovuti a convenzioni, che soci, non soci, enti pubblici o privati, diano per il raggiungimento dei fini dell'associazione;
-contributi di organismi internazionali;
-entrate derivanti da attività commerciali e produttive marginali;
L'associazione può inoltre effettuare tutte le operazioni economiche di cui all'articolo 5, comma 2, legge n. 266/1991 e successive modificazioni.
Il patrimonio sociale indivisibile è costituito da:
-        beni mobili ed immobili:
-        donazioni, lasciti o successioni;
Anche nel corso della vita dell'associazione i singoli associati non possono chiedere la divisione delle risorse comuni.

ORGANI DELL'ASSOCIAZIONE

Articolo 9

Sono organi dell'associazione:
a)    l'assemblea dei soci;
b)        il Consiglio Direttivo;
c)        il collegio dei revisori;
d)        il presidente.
Tutte le cariche elettive sono gratuite, è ammesso il solo rimborso delle spese effettivamente sostenute per l'adempimento della carica.

ASSEMBLEA DEI SOCI

Articolo 10

L’assemblea regolarmente costituita rappresenta l'universalità degli associati e le sue deliberazione prese in conformità alla legge ed al presente statuto obbligano tutti gli associati.
L’assemblea  può essere ordinaria e straordinaria.
L'assemblea è il massimo organo deliberante.
In particolare l'assemblea ordinaria  ha, il compito:
a) di ratificare l'entità delle quote sociali annue stabilita dal Consiglio Direttivo;
b) di approvare il bilancio consuntivo e quello preventivo dell'associazione;
l'assemblea straordinaria  ha il compito di:
a) deliberare sulle modifiche dello statuto dell'associazione;
b) deliberare sullo scioglimento dell'associazione stessa.

Articolo 11

L'assemblea è convocata presso la sede sociale o altrove purché nel territorio nazionale almeno una volta all'anno entro il mese di aprile.
Essa deve inoltre essere convocata ogni qualvolta ciò venga richiesto dal Presidente dell'associazione, dal Consiglio Direttivo o da almeno un terzo dei soci.
La convocazione è fatta dal Presidente dell'associazione o da persona dallo stesso a ciò delegata, mediante comunicazione raccomandata spedita agli associati o consegnata a mano almeno otto giorni prima della data della riunione o mediante affissione dell'avviso di convocazione all'albo dell'associazione presso la sede almeno quindici giorni prima della data della riunione, o a mezzo fax e posta elettronica. Nella convocazione dovranno essere specificati l'ordine del giorno, la data, il luogo e l'ora dell'adunanza, sia di prima che di eventuale seconda convocazione. L'assemblea può essere convocata in seconda convocazione in ora successiva dello stesso giorno della prima convocazione.

Articolo 12

Hanno diritto di intervenire all'assemblea i soci in regola con il versamento della quota sociale.  Essi possono farsi rappresentare da altro socio mediante delega scritta.  Non è ammessa più di una  delega alla stessa persona.
Spetta al presidente dell'assemblea constatare la regolarità delle deleghe.
 
Articolo 13

Ogni socio ha diritto ad un voto. Le deliberazioni dell'assemblea, in prima convocazione sono prese a maggioranza di voti e con la presenza fisica o per delega di almeno la metà degli associati.
In seconda convocazione le deliberazioni sono valide a maggioranza qualunque sia il numero degli intervenuti.  Nel conteggio della maggioranza dei voti non si tiene conto degli astenuti.
Per la modificazione del presente statuto o per deliberare lo scioglimento dell'associazione occorre il voto favorevole di almeno il settantacinque per cento degli associati intervenuti sia in prima che in seconda convocazione e il parere favorevole del Consiglio Direttivo.
L'assemblea è presieduta dal presidente dell’associazione o in sua assenza dal vicepresidente o, in assenza di quest'ultimo, da un presidente eletto  dall’assemblea.
Le funzioni di segretario sono svolte dal segretario dell'associazione o in caso di suo impedimento da persona, nominata dall'assemblea.
I verbali dell'assemblea saranno redatti dal segretario e firmati dal presidente e dal segretario stesso.
Le decisioni prese dall’assemblea, sia ordinaria che straordinaria,  impegnano tutti i soci sia dissenzienti che assenti.
Ogni socio ha diritto di consultare il verbale dei lavori redatto dal segretario e sottoscritto dal presidente.

CONSIGLIO DIRETTIVO

Articolo 14

Il Consiglio Direttivo è composto da un numero di membri non inferiore a  tre e non superiore a undici incluso il presidente che è eletto direttamente dall’assemblea.  L'assemblea elegge il Consiglio Direttivo, determinando di volta in volta il numero dei componenti. Il Consiglio Direttivo ha il compito di attuare le direttive generali, stabilite dall'assemblea e di promuovere ogni iniziativa volta al conseguimento degli scopi sociali.
Al Consiglio Direttivo compete inoltre di assumere tutti i provvedimenti necessari per l'amministrazione ordinaria e straordinaria, l'organizzazione e il funzionamento dell'associazione, l'assunzione eventuale di personale dipendente; di predisporre il bilancio dell'associazione, sottoponendolo poi all'approvazione dell'assemblea; di stabilire le quote annuali dovute dai soci.
Il Consiglio Direttivo può demandare ad uno o più consiglieri lo svolgimento di determinati incarichi e delegare a gruppi di lavoro lo studio di problemi specifici.

Articolo 15

Il Consiglio Direttivo nomina tra i suoi membri il vicepresidente, il tesoriere e il segretario.
Sarà in facoltà del Consiglio Direttivo preparare e stilare un apposito regolamento che, conformandosi alle norme del presente statuto, dovrà regolare gli aspetti pratici e particolari della vita dell'associazione.
Detto regolamento dovrà essere sottoposto per l'approvazione all'assemblea che delibererà con le maggioranze ordinarie.

Articolo 16

I membri del Consiglio Direttivo durano in carica tre anni e sono rieleggibili.
Se vengono a mancare uno o più consiglieri, il Consiglio Direttivo provvede a sostituirli nominando al loro posto il socio o soci che nell'ultima elezione assembleare seguono nella graduatoria della votazione.
In ogni caso i nuovi consiglieri scadono insieme a quelli che sono in carica all'atto della loro nomina.
Se vengono a mancare consiglieri in numero superiore alla metà, il presidente deve convocare l'assemblea per nuove elezioni.

Articolo 17

Il Consiglio Direttivo si raduna su invito del presidente ogni qualvolta se ne dimostra l'opportunità, oppure quando ne facciano richiesta scritta almeno due membri del Consiglio stesso.
Ogni membro del Consiglio Direttivo dovrà essere invitato alle riunioni almeno tre giorni prima; solo in caso di urgenza il Consiglio Direttivo potrà essere convocato nelle ventiquattro ore. La convocazione della riunione può essere fatta: a mezzo lettera raccomandata, o da consegnare a mano, a mezzo fax, posta elettronica e telegramma.
L'avviso di convocazione dovrà indicare gli argomenti posti all'ordine del giorno.

Articolo 18

Per la validità della riunione del Consiglio Direttivo è necessaria la presenza della maggioranza dei membri dello stesso.
La riunione è presieduta dal presidente dell'associazione o, in caso di sua assenza dal vicepresidente o in assenza di quest'ultimo da altro membro del Consiglio più anziano per partecipazione all'associazione.
Le funzioni di segretario sono svolte dal segretario dell'associazione o in casi di sua assenza o impedimento da persona designata da chi presiede la riunione.
Le deliberazioni sono prese a maggioranza di voti; in caso di parità prevale il voto di chi presiede.
Delle deliberazioni stesse sarà redatto verbale sottoscritto dal presidente e dal segretario.

Articolo 19

Al tesoriere spetta il compito di tenere e aggiornare i libri contabili e di predisporre il bilancio dell'associazione; tutti gli altri libri vengono tenuti dal segretario.

Articolo 20

Il presidente è eletto dall’assemblea e dura in carica tre anni. La prima nomina è ratificata nell’atto costitutivo.
Il Presidente ha la rappresentanza legale dell’associazione nei confronti dei terzi e presiede le adunanze del Consiglio Direttivo e dell’Assemblea dei soci.
Il Presidente assume nell’interesse dell’associazione tutti i provvedimenti, ancorché, ricadenti nella competenza del Consiglio Direttivo nel caso ricorrano motivi d’urgenza e si obbliga a riferirne allo stesso in occasione della prima adunanza utile.
Il presidente ha i poteri della normale gestione ordinaria dell’associazione e gli potranno essere delegati altresì eventuali poteri che il comitato direttivo ritenga di delegargli, anche di straordinaria amministrazione.
In particolare compete al Presidente:
- predisporre le linee generali del programma delle attività annuali ed a medio termine dell’associazione;
- Redigere la relazione consuntiva annuale sull’attività dell’associazione;
- vigilare sulle strutture e sui servizi dell’associazione;
- determinare i criteri organizzativi che garantiscano efficienza, efficacia, funzionalità e  puntuale individuazione delle opportunità ed esigenze per l’associazione e gli associati;
- emanare i regolamenti interni degli organi e strutture dell’associazione.
Il presidente individua, istituisce e presiede comitati operativi, tecnici e scientifici determinandone la durata, le modalità di funzionamento, gli obiettivi.
Per i casi d’indisponibilità ovvero d’assenza o di qualsiasi altro impedimento del presidente lo stesso e’ sostituito dal vicepresidente.

Articolo 21

COLLEGIO DEI  REVISORI

L'assemblea qualora lo ritenga opportuno può eleggere il Collegio dei Revisori dell’associazione composto da tre membri effettivi e due supplenti e dura in carica tre anni.
 Il collegio dei revisori è nominato dall’assemblea. Il collegio ha il compito di partecipare alle riunioni del consiglio direttivo e dell’assemblea, verificare e controllare l’operato del consiglio direttivo, e l’operato dell’associazione per verificarne la rispondenza agli scopi statutari ed alla normativa vigente. I controlli sono trascritti su apposito libro. Il collegio potrà altresì indirizzare al presidente ed ai membro del consiglio direttivo le raccomandazioni che riterrà utili al fine di permettere il miglior assolvimento dei compiti loro assegnati nel rispetto delle norme e dello statuto. Il compenso ai membri del collegio dei revisori, solo se non soci, è determinato dal consiglio direttivo nel rispetto della legislazione vigente.

ESERCIZIO SOCIALE

Articolo 22

Gli esercizi sociali si chiudono il 31 dicembre di ogni anno e con la chiusura dell'esercizio verrà formato il bilancio che dovrà essere presentato all'assemblea per l'approvazione entro quattro mesi dalla chiusura dell'esercizio sociale.

SCIOGLIMENTO

Articolo 23

In caso di scioglimento il patrimonio dell'associazione non potrà essere diviso tra i soci ma, su proposta del Consiglio Direttivo approvata dall'assemblea, sarà interamente devoluto ad altre associazioni di volontariato operanti in identico o analogo settore.


NORME FINALI

Articolo 24

Per quanto non contenuto nel presente statuto, valgono le norme ed i principi del codice civile.

sabato 12 febbraio 2011

-Terme Romane e area archeologica attigua alla Villa Comunale a Frosinone

Vi ricordate "Indovina cosa c'è sotto la coperta?"
Ebbene è giunto il momento di venirlo a scoprire il giorno 22 Febbraio alle ore 19, presso il teatro ARCI, in Via P.L. da Palestrina, allo Scalo di Frosinone.


Ma, non vogliamo essere così antipatici da tenervi in ansia fino al 22, quindi, cosa c'è sotto, ve lo riveliamo subito.
Per chi non lo sapesse, in quell'area, tra via Giacomo De Matthaeis e la Villa Comunale, c'è un importante impianto termale di epoca Romana.
Gran parte dei ritrovamenti archeologici risulta oggi ricoperta da parcheggi sia pubblici che privati che comunque ne hanno garantito la conservazione.
Siamo venuti a conoscenza dell'importante iniziativa immobiliare che si sta avvalendo di un concorso internazionale di idee denominato "I PORTICI", finalizzata all'edificazione di un complesso polifunzionale "Residenza, commercio, Spazi pubblici" ed i dettagli di tale iniziativa, sono consultabili all'indirizzo http://www.iportici.info
Nell'incontro del 22, organizzato da una moltitudine di associazioni e cittadini, ci si è posti l'obbiettivo di raccogliere il maggior numero di firme da apporre ad un documento che condivideremo ed invieremo agli organi competenti, per esprimere preoccupazione per la futura integrità dei resti archeologici presenti nell'area e quindi chiedere che questi siano debitamente tutelati nella loro completezza. Si desidera che tale patrimonio sia adeguatamente valorizzato per l'importanza che esso riveste dal punto di vista archeologico ma soprattutto culturale, storico ed identitario per la città di Frosinone.

Potete leggere la lettera integrale di seguito



18/02/2011, 05:30

Il.TEMPO-Frosinone

A Frosinone nella zona che è compresa tra via de Matthaeis e la Villa Comunale

Reperti archeologici a rischio edilizio Dimenticato impianto termale di epoca romana

Franca Roma

A lanciare l'allarme è l'associazione di volontariato «Frosinone Bella & Brutta» che insieme ad altre associazioni cittadine sta promuovendo una raccolta di firme per presentare un documento in cui richiedere l'intervento degli organi competenti (Soprintendenza per i beni archeologici del Lazio, Comune e Provincia) a tutela del patrimonio archeologico della città. «In quell'area – spiega il presidente dell'associazione, Luciano Bracaglia - c'è un importante impianto termale d'epoca romana. Gran parte dei ritrovamenti archeologici risulta oggi ricoperta da parcheggi pubblici e privati che comunque ne hanno garantito la conservazione. Siamo però venuti a conoscenza di un'importante iniziativa immobiliare che si sta avvalendo di un concorso internazionale d'idee, finalizzata all'edificazione di un complesso polifunzionale finalizzato a residenza, commercio e spazi pubblici. L'associazione ha già organizzato per il prossimo 22 febbraio un incontro, con l'obiettivo di raccogliere il maggior numero di firme da apporre a un documento che condivideremo e invieremo agli organi competenti, per esprimere preoccupazione per la futura integrità dei resti archeologici presenti nell'area e chiedere che siano debitamente tutelati nella loro completezza. Auspichiamo che tale patrimonio sia adeguatamente valorizzato per l'importanza che riveste dal punto di vista archeologico, culturale, storico e identitario. Troppo spesso, infatti, è stato deturpato e compromesso, come nel caso dell'anfiteatro romano». L'iniziativa, di tipo privato, prevede un'edificazione su terreno di proprietà dell'ente banditore del concorso d'idee, per circa 34.854 metri cubi fuori terra, di cui l'80% a destinazione residenziale e il restante 20% non residenziale, in gran parte ricadenti in zona B del Prg. Nel bando è prevista la costruzione di nuovi alloggi, con attività commerciali da ubicare al piano terra, ma sono previsti anche spazi aperti ad uso privato (portici e piazza pedonale all'angolo tra via Landolfi e via De Matthaeis) e coperti ad uso pubblico (galleria pedonale tra via De Matthaeis e la Villa comunale) e privato (ulteriori gallerie e piazza interna coperta), che si integrino tra di loro configurandosi come luoghi d'incontro. Un insediamento che nell'ottica dei proponenti «dovrà svolgere un ruolo strategico per la riqualificazione edilizia, ambientale e sociale della parte di città sulla quale insiste».


Alcune foto dell'incontro del 22/02/2011 c/o il cinema ARCI






Si è svolto il 22/02/2011, c/o il cinema Arci, l'incontro organizzato per condividere la lettera ormai nota. Il fatto che l'incontro si sia realizzato, è da considerarsi, secondo me, un successo.... - penso tra le 50 e le 60 persone presenti - (anche se me ne sarei aspettate centinaia, considerando l'importanza dell'evento) ma, purtroppo, Frosinone è anche questa. Sono state raccolte tante firme ancor prima di dare lettura del documento e questo dimostra che chi ha partecipato era molto motivato. Mi sono occupato personalmente di introdurre l'argomento, dopo aver dato spiegazioni, sugli scopi sociali e sui motivi della costituzione dell'associazione. Posso riferire con orgoglio che il lungo applauso di consensi ricevuto alla fine dell'intervento, ci gradifica alla grande, per quello che stiamo facendo per la città e che la gente ci riconosce. La lettera è stata condivisa anche se, sulla proposta di Antonucci, di mettere tra i destinatari - "per conoscenza" - alla Procura della Repubblica, ci sono state un paio di persone contrarie. Si è comunque reso disponibile Riccardo Copiz, del WWF, a preparare un esposto alla Procura della Repubblica e, chi vorrà, potrà firmarlo, in parallelo alla nostra lettera, alla quale comunque, dovrà essere apportata qualche correzione e poi, ricondivisa martedì prossimo, sempre al cinema Arci. Intanto, chi vorrà, domenica potrà partecipare ad un'azione di spikeraggio per Frosinone, considerando che tra i quotidiani locali, del caso, se ne è occupato solo "Il Tempo". Sono stati raccolti 65 euro, per sostenere le spese per le raccomandate e le fotocopie. 
20 Maggio 2005            ARCHEOLOGIA
Il Messaggero
«Un tesoro antico sotto la città»
tempo di lettura previsto 2 min. circa
Frosinone è una vera e propria miniera archeologica. Dagli scavi effettuati fino ad oggi sembra che sotto i nostri piedi ci sia proprio tanta storia da scoprire. Dopo l´annuncio della sovrintendente ai Beni Archeologici del Lazio, la dottoressa Sandra Gatti, del ritrovamento delle 21 tombe nel sito archeologico di Via De Matthaeis, il Direttore del Museo di Frosinone, dottor Dario Pietrafesa, ha illustrato la situazione del sottosuolo ciociaro. Non solo una necropoli volsca formata da più di 20 tombe nei pressi del grattacielo, ma anche un importante sito archeologico nella zona di Fontanelle, ricco di reperti risalenti al medesimo periodo storico, databile cioè intorno al V secolo a.C. «Nell´area di Fontanelle sono state rinvenute due tombe contenenti ciascuna due scheletri più vari oggetto di corredo, mentre in una terza abbiamo trovato i resti di un solo corpo, spiega Pietrafesa - che siamo riusciti a datare intorno al V secolo a.C. Ci aggiriamo quindi intorno allo stesso orizzonte cronologico del sito di De Matthaeis, ma ci sono anche testimonianze di epoche più tarde, cioè del IV e del III Secolo a.C., cioè in pieno periodo di romanizzazione. Ci sono anche importanti testimonianze della popolazione volsca, come la presenza di tre fornaci, di cui una in ottimo stato, e numerosi vasi e scodelle. Purtroppo non è stato possibile scavare per tutta l´area del sito, che si estendeva fin sotto le fondamenta dei palazzi, e quindi ci sono reperti che non riusciremo a recuperare». In realtà la scoperta di quest´ulteriore tassello della vita dei volsci in Ciociaria non è recente. I lavori sono iniziati nel ´99. «Il motivo di questo riserbo nell´annunciare la scoperta - spiega ancora Dario Pietrafesa - sta nelle difficoltà riscontrate nel recupero e nello studio del materiale, ma ora si può pensare, grazie ad un maggior numero di risorse disponibili e anche ad una maggiore attenzione da parte delle istituzioni, ad una svolta importante per lo sviluppo del museo archeologico di Frosinone. Ora possiamo lavorare, con l´aiuto di professori e studenti dell´Università di Cassino, al restauro e alla datazione dei reperti rinvenuti, e potremo anche studiare la più che probabile relazione fra i diversi siti archeologici, quali questo di Fontanelle, la necropoli di De Matthaeis e il nuovo sito dell´Interporto».

Finalmente, dopo la registrazione di Rai Tre di martedì 15, anche altri quotidiani locali, partecipano al grido d'allarmr di decine di associazioni e di  migliaia di cittadini. Li ringraziamo.

!!! EVVIVA !!!
TERME ROMANE
Nei saggi del terreno predisposti dalla Soprintendenza dei beni archeologici, sono stati rinvenuti reperti che lasciano presumere la presenza di insediamenti. Il grido d'allarme di associazioni e cittadini, ha dato i risultati attesi.
Ritengo, di aver raggiunto il mio "personalissimo" obiettivo, quello di rendere un contributo a livello mediatico, affinché la cittadinanza venisse a conoscenza di una parte archeologica della città che era stata tenuta in ombra dalle istituzioni e che rischiava di essere sommersa.
Ora tocca agli amministratori e agli enti preposti "fa...re il loro mestiere che è ben retribuito".
Da questo momento, voglio restare alla finestra a guardare e, .... poi vedremo.



 da Il Messaggero di Lunedì 21 Marzo 2011
I primi saggi nell’area tra via De Matthaeis e la Villa comunale confermano la presenza di reperti. Lettera appello inviata anche al sindaco
Terme Romane, parola alla Soprintendenza
Le 22 associazioni dopo i nuovi ritrovamenti chiedono che l’area sia sottoposta a vincolo


Lo studio della Gatti e della Raiano
Nove sale, tra cui il calidarium:
vi si accedeva dalla via Latina
Terme romane, ora che si fa? Se lo stanno chiedendo le 22 associazioni che avevano avviato una raccolta di firme per chiedere verifiche preventive sull’area tra via Giacomo De Matthaeis e la villa Comunale dove dovrebbe sorgere un nuovo mega complesso immobiliare. I primi saggi archeologici, infatti, hanno portato alla luce i primi reperti. Non è un ritrovamento casuale, nell’area adiacente infatti - quella che affaccia su via Cicerone - sono stati rinvenuti i resti di quello che per Sandra Gatti e Diana Raiano, della Soprintendenza archeologica del Lazio è senza ombra di dubbio un complesso termale. Questo lascia ipotizzare, quindi, che l’intera area possa essere interessata da altri reperti. E per questo le 22 associazioni frusinati hanno dato vita ad un sito internet (www.termeromane.info) dove sono riportate planimetrie e fotografie dei reperti ritrovati e la loro collocazione nell’area adiacente alla villa, oltre ovviamente alla lettera appello inviata alla Soprintendenza.
Ad oggi, i ritrovamenti fin qui effettuati sono stati ricoperti e si trovano sotto al parcheggio dell’edificio all’angolo tra via De Matthaeis e via cicerone, sul lato della villa comunale. Ora i nuovi ritrovamenti saranno analizzati dagli esperti della Sovrintendenza e solo a quel punto si potrà capire cosa accadrà. Le 22 associazioni sono pronte a dare battaglia. Nella lettera-appello hanno chiesto «alla Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici per il Lazio, di valutare se, per i beni di sua competenza, l’area compresa tra via G. De Matthaeis e i terreni della Villa Comunale sia da sottoporre a vincolo». E «al Sindaco di Frosinone, agli Assessori del Comune di Frosinone e al Museo Archeologico di Frosinone, di far rispettare i vincoli imposti dal PTPR, mettendo in atto tutti gli strumenti di tutela della suddetta area archeologica, (intera area compresa tra via G. De Matthaeis e la Villa Comunale) nonché di reperire le risorse necessarie al suo recupero per il bene di tutta la città»
Nel primo scavo, avvenuto alcuni anni fa, «sono stati individuati 9 ambienti, più altri 4 di cui sono visibili solo le fondazioni; in particolare i vani sud-occidentali costituivano il reparto delle sale calde. Di questi, l’ambiente 5 , ampio 40 mq e disposto nell’angolo sud-occidentale dell’impianto, è il più articolato dal punto di vista planimetrico, con un’abside al centro del lato occidentale e due nicchie rettangolari alla estremità e costituiva certamente il calidarium», spiegano le archeologhe Sandra Gatti e Diana Raiano, della Soprintendenza per i beni archeologici del Lazio nel loro intervento pubblicato con gli Atti del Convegno “Sesto Incontro di Studi sul Lazio e la Sabina”. «Il complesso sembra rivestire un carattere pubblico, a giudicare dalle notevoli dimensioni, dalla mancanza totale di connessioni con strutture di carattere abitativo privato e soprattutto dalle caratteristiche di complesso accessibile direttamente dalla via Latina», continuano le archeologhe. «E’ possibile che l’edificio fosse alimentato da un’acquedotto che passava nei pressi del Ponte e della Fontana, i cui resti delle arcate erano visibili fino alla metà del ’900».

«Il Comune faccia rispettare
i vincoli imposti dal Piano
territoriale paesistico
 regionale»
Terme romane, ora che si fa? Se lo stanno chiedendo le 22 associazioni che avevano avviato una raccolta di firme per chiedere verifiche preventive sull’area tra via Giacomo De Matthaeis e la villa Comunale dove dovrebbe sorgere un nuovo mega complesso immobiliare. I primi saggi archeologici, infatti, hanno portato alla luce i primi reperti. Per questo le 22 associazioni frusinati hanno dato vita ad un sito internet (www.termeromane.info) dove sono riportate planimetrie e fotografie dei reperti ritrovati e la loro collocazione nell’area adiacente alla villa, oltre ovviamente alla lettera appello inviata alla Soprintendenza.
Ad oggi, i ritrovamenti fin qui effettuati sono stati ricoperti e si trovano sotto al parcheggio dell’edificio all’angolo tra via De Matthaeis e via cicerone, sul lato della villa comunale. Ora i nuovi ritrovamenti saranno analizzati dagli esperti della Sovrintendenza e solo a quel punto si potrà capire cosa accadrà. Le 22 associazioni sono pronte a dare battaglia. Nella lettera-appello hanno chiesto «alla Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici per il Lazio, di valutare se, per i beni di sua competenza, l’area compresa tra via G. De Matthaeis e i terreni della Villa Comunale sia da sottoporre a vincolo». E «al Sindaco di Frosinone, agli Assessori del Comune di Frosinone e al Museo Archeologico di Frosinone, di far rispettare i vincoli imposti dal PTPR, mettendo in atto tutti gli strumenti di tutela della suddetta area archeologica, (intera area compresa tra via G. De Matthaeis e la Villa Comunale) nonché di reperire le risorse necessarie al suo recupero per il bene di tutta la città»


22/03/2011 - Cosa affiora negli scavi?




 

Il Messaggero di Mercoledì 23 Marzo 2011

«Sembrano resti di epoca arcaica»



Sandra Gatti: tra una settimana avremo un quadro chiaro
I ritrovamenti che stanno emergendo a De Matthaeis, là dove è prevista la nascita del complesso residenziale “I Portici”, potrebbero essere di epoca arcaica e quindi non avere nulla a che fare con il complesso termale scoperto nel 2007 nell’area adiacente. La Soprintendenza dei Beni Archeologici di Roma al momento non si sbilancia e predica prudenza: «Forse tra una settimana - dichiara la responsabile dell’area di Frosinone, Sandra Gatti - potremo essere più precisi ma dai primi accertamenti escluderei che quei resti possano appartenere al complesso termale emerso nel 2007. Piuttosto sembrano resti di età arcaica. Gli scavi proseguiranno con la supervisione di una nostra archeologa». Al momento, è bene precisare, sono emerse vicino al confine con la villa comunale (dove tra l’altro dovrebbe essere realizzata la strada e non l’edificio) una serie di pietre allineate che potrebbero far pensare alla base di un antico edificio. Gli imprenditori, chiamati in causa, intendono precisare: «Stiamo facendo tutto alla luce del sole - spiega Carlo Vellucci - e già nel febbraio del 2010 abbiamo eseguito in via preliminare, prima di indire il concorso internazionale di progettazione, un’accurata indagine con la strumentazione del georadar che ha fatto emergere come l’area fosse quasi completamente pulita. Il quasi si spiega con il rilevamento di possibili presenze, tutte da confermare, ma al di là del palazzo che ospita la vetreria, lontano dagli attuali sondaggi. Sondaggi che, è bene precisare, sono seguiti dalla Soprintendenza e che abbiamo voluto eseguire prima del rilascio del permesso a costruire. In questo modo, se si dovesse scoprire qualcosa, si potrà modificare il progetto secondo le esigenze che emergeranno». Intanto anche il comune di Frosinone si muove. La commissione cultura presieduta da Gerardina Morelli è stata convocata per martedì prossimo alle 9,30 con un unico punto all’ordine del giorno: i ritrovamenti a De Matthaeis. «Intanto vogliamo comprendere - dichiara la Morelli - cosa si sta verificando in quell’area. Chiederemo di eseguire un sopralluogo per verificare che tipo di scoperte stanno emergendo. Alla riunione saranno presenti anche un rappresentante delle associazioni e l’assessore alla Cultura». E proprio l’assessore alla Cultura, Angelo Pizzutelli, ha dichiarato: «Al momento - afferma l’assessore - si deve ancora comprendere cosa effettivamente sta emergendo in questi giorni. Nel caso in cui ci trovassimo di fronte a reperti da tutelare, valuteremo le eventuali azioni da intraprendere, interessando il Ministero dei Beni Culturali deputato a finanziare determinate opere di salvaguardia che il Comune, da solo, non è in grado di affrontare». Sulla questione si muove anche il Museo Archeologico di via XX Settembre che ha formalmente inviato una nota al dirigente del settore Urbanistico, Matteo Capuani, offrendo un supporto ed una collaborazione tecnico scientifica. Proprio in un volume “Lazio e Sabina” di Giuseppina Ghini, si evince che l’area oggetto degli scavi di questi giorni è stata inserita nel Ptpr (piano territoriale paesistico regionale) del 2007. In quest’area si ritiene possano esserci o i resti di un’antica villa romana oppure i resti di materiale fittile-arcaico. Nei prossimi giorni se ne saprà di più.
Gia.Rus.

Prefettura e Provincia hanno risposto all'appello della Consulta delle associazioni



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