lunedì 4 maggio 2026

- PM10 a Frosinone: basta con la scusa dell'orografia. La scienza ha già risposto.

 



Frosinone Bella e Brutta · Civic Blog Maggio 2025
Qualità dell'aria · Documentazione scientifica

PM10 a Frosinone:
basta con la scusa dell'orografia.
La scienza ha già risposto.

CNR, ARPA Lazio, Sapienza e ISPRA concordano: i picchi invernali di polveri sottili sono causati dalla combustione di biomasse per il riscaldamento. Non dalla morfologia del territorio. I dati sono pubblici. Le politiche devono cambiare.

I punti chiave — leggili, ricordali, diffondili
1
D'inverno il principale produttore di PM10 nella Valle del Sacco è il riscaldamento domestico a biomassa — non le auto, non la morfologia del territorio.
Studio ARPA Lazio + CNR + Sapienza, pubblicato su Urban Climate, 2024
2
Da marzo a novembre il PM10 scende perché si spengono le stufe, non perché la valle "respira meglio". La chimica dell'aria cambia il 1° novembre, non il tempo.
CNR-ISAC, misurazioni Black Carbon a Frosinone Scalo, 2019–2020
3
Durante il lockdown 2020 le strade erano vuote — eppure il PM10 non è calato come atteso. Perché i riscaldamenti continuavano ad ardere.
ARPA Lombardia / SNPA, Report Qualità dell'Aria e Lockdown, 2020
4
Il blocco del traffico è un provvedimento-fotografia: serve a chi amministra per "mostrare che si fa qualcosa". Non risolve nulla se la principale fonte di PM10 è il camino di casa.
Dati ISPRA: riscaldamento = 54% delle emissioni primarie di PM10 in Italia
5
Frosinone prima in Italia per sforamenti PM10 nel 2023 (70 giorni) e nel 2024. Prima anche di Milano. Prima anche della Pianura Padana. Con 44.000 abitanti.
Report Legambiente Mal'Aria 2024 — dati ARPA Lazio

Per anni ci siamo sentiti ripetere la stessa giustificazione: "Frosinone è in una conca, l'orografia della Valle del Sacco trattiene le polveri, non c'è niente da fare." È una spiegazione comoda. Scarica la responsabilità sulla geografia. Assolve chi dovrebbe governare. E non è — scientificamente — la risposta completa.

Oggi abbiamo i dati per dimostrarlo. Non opinioni, non sensazioni. Dati raccolti da CNR, ARPA Lazio, Università La Sapienza, ISPRA. Enti pubblici, italiani, che hanno studiato il problema sul campo, a Frosinone, nella Valle del Sacco, misurando molecola per molecola.

I Lo studio che non si può ignorare

Nel settembre 2024 è stato pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Urban Climate uno studio condotto da ARPA Lazio, CNR e Università La Sapienza specificamente sulla Valle del Sacco. In 18 mesi, 94 campioni di PM10 prelevati in 12 siti diversi, analizzati per 77 parametri chimici.

"Durante l'inverno, il riscaldamento domestico a biomassa è stata la principale sorgente di PM10, mentre in estate ha prevalso la componente legata al suolo, costituita da particelle locali e polveri minerali provenienti da regioni desertiche remote."
ARPA Lazio + CNR + Sapienza — Urban Climate, settembre 2024

Il tracciante usato per identificare la provenienza del particolato è il levoglucosano, una molecola prodotta esclusivamente dalla combustione di legno. Non dalla nebbia, non dal vento di monte, non dall'asfalto. Dal fumo del camino.

II Il CNR a Frosinone Scalo: 120 giorni di misurazioni

Già nel 2019–2020, il gruppo Aerolab del CNR-ISAC aveva installato uno strumento per la misura del Black Carbon direttamente accanto alla centralina ARPA di Frosinone Scalo. L'obiettivo: capire perché una città di 44.000 abitanti superasse i limiti più di Roma.

"Fino ai primi di novembre 2019, data ufficiale di avvio dei riscaldamenti, il Black Carbon da combustione di biomasse oscillava tra il 10 e il 25% del totale. Da metà novembre, appena terminate le piogge, almeno il 50% del PM10 è stato generato da combustione di biomasse."
CNR-ISAC, Aerolab — Analisi Black Carbon Frosinone Scalo, 2020

Gli stessi ricercatori del CNR si sono posti la domanda decisiva: "È possibile che la meteorologia cambi improvvisamente le caratteristiche del PM10, come osservato dai primi di novembre?" La risposta è no. La variazione coincide esattamente con l'accensione dei riscaldamenti, non con un cambiamento del vento o della pioggia.

50%
del PM10 invernale a Frosinoneproviene dalla combustione di biomasse — stufe, caminetti, caldaie a legna e pellet. L'orografia trattiene quello che voi stessi producete.
III Il banco di prova del lockdown 2020

Se l'inquinamento fosse davvero causato principalmente dal traffico, il lockdown del 2020 avrebbe dovuto far crollare il PM10. Le strade erano vuote. Le fabbriche ferme. I dati dicono altro.

"Nonostante lo stop delle attività produttive e di gran parte dei trasporti, le emissioni di PM10 sono diminuite soltanto del 17%, proprio a causa di un incremento nell'utilizzo dei riscaldamenti."
ARPA Lombardia — Studio qualità dell'aria durante il lockdown 2020 (confermato da SNPA)

E per Frosinone, lo stesso è stato riconosciuto pubblicamente: "Quando c'era il lockdown e le strade erano vuote dalle auto non si è registrata quella diminuzione di polveri in atmosfera come ci si aspettava, segno evidente che l'inquinamento da PM10 riguarda anche e soprattutto altri fattori come l'uso dei riscaldamenti."

IV I dati nazionali ISPRA: il riscaldamento è il vero problema
54%
delle emissioni primarie di PM10 in Italia
proviene dal riscaldamento domestico (dati ISPRA 2020). È la prima fonte assoluta, davanti al traffico, alle industrie, all'agricoltura.

La biomassa — legna, pellet, cippato — è la componente più inquinante: produce tre volte più PM10 del metano, a parità di energia termica prodotta. Un camino aperto tradizionale emette oltre 860 mg/Nm³ di particolato. Una caldaia a metano moderna: una frazione minuscola.

V Il blocco del traffico: un teatro senza senso
!

Un provvedimento che non affronta la causa

Bloccare il traffico in una città dove il 54% del PM10 viene dai riscaldamenti equivale a svuotare il mare col secchiello mentre si lascia aperto il rubinetto. Le auto bloccate su una strada si riversano su quelle adiacenti. Il PM10 non diminuisce: si sposta. Gli amministratori "fanno vedere che agiscono". I cittadini continuano a respirare polveri.

Il blocco del traffico è uno strumento di comunicazione politica, non di protezione ambientale. Colpisce le famiglie meno abbienti, che hanno auto vecchie e non possono permettersi l'auto elettrica né il trasporto pubblico (spesso inesistente). Non colpisce chi riscalda casa con stufe a legna — che è legale, non è visibile, non è multabile in strada.

La vera azione richiede coraggio politico: incentivare la sostituzione delle stufe vecchie con sistemi moderni o con pompe di calore. Regolamentare l'uso del caminetto aperto in zone residenziali. Investire nel trasporto pubblico. Costruire percorsi ciclabili che alleggeriscano il traffico strutturalmente — non per un giorno di blocco simbolico.

La verità scientifica — in sintesi

L'orografia della Valle del Sacco è una condizione passiva: trattiene ciò che viene immesso. Ma ciò che viene immesso d'inverno è principalmente il fumo dei riscaldamenti a biomassa. Da marzo a novembre il PM10 cala perché le stufe si spengono, non perché la Valle "respira diversamente". Questo è dimostrato da studi pubblicati su riviste scientifiche internazionali, condotti sul territorio di Frosinone. Non è un'opinione. È la scienza.

Cosa chiediamo agli amministratori

Non chiediamo impossibili miracoli. Chiediamo che le politiche si basino sui dati reali e non su alibi geografici. Chiediamo che le misure adottate siano proporzionate alle cause reali, non alle fotografie da comunicato stampa.

Chiediamo che si smetta di presentare il blocco del traffico come soluzione a un problema che nasce nei camini e nelle caldaie. Chiediamo incentivi veri per la sostituzione degli impianti obsoleti. Chiediamo che la Valle del Sacco non sia più — per il terzo anno consecutivo — la più inquinata d'Italia.

I dati ci sono. Le soluzioni esistono. Manca solo la volontà politica di agire sulle cause vere, invece di gestire l'apparenza.
Fonti principali: ARPA Lazio + CNR + Università La Sapienza, Urban Climate (2024) · CNR-ISAC Aerolab, Frosinone Scalo (2020) · ISPRA, Inventario Nazionale Emissioni (2020) · SNPA, Qualità dell'Aria in Italia · Legambiente, Mal'Aria 2024

Ricerca delle fonti scientifiche e redazione dell'articolo realizzate con il contributo dell'intelligenza artificiale Claude (Anthropic).

1. Lo studio principale — ARPA Lazio + CNR + Sapienza su Urban Climate (2024) Pagina SNPA (Sistema Nazionale Protezione Ambiente): 

👉 https://www.snpambiente.it/notizie/snpa/arpa-lazio/il-contributo-delle-sorgenti-emissive-al-pm10-e-al-suo-potenziale-ossidativo-nella-valle-del-sacco-uno-studio-arpa-lazio-cnr-e-sapienza/


2. La scheda dello studio — Università La Sapienza (archivio IRIS) 

👉 https://iris.uniroma1.it/handle/11573/1710841


3. L'articolo CNR — "Fumo nelle valli: il caso della Valle del Sacco" 

👉 https://www.cnr.it/it/news/9231/fumo-nelle-valli-il-caso-della-valle-del-sacco


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Una precisazione importante di ARPA Emilia-Romagna
Piano Aria Integrato Regionale 2020

Impianto

PM10 emesso

Equivalenza

Caminetto aperto

860 g/GJ

× 4.300 caldaie a metano

Stufa a legna

480 g/GJ

× 2.400 caldaie a metano

Caminetto chiuso

380 g/GJ

× 1.900 caldaie a metano

Stufa a pellet

76 g/GJ

× 380 caldaie a metano

Caldaia a gasolio

25 g/GJ

× 25 caldaie a metano

Caldaia a metano/GPL

0,2 g/GJ

= 1 (riferimento)

Pompa di calore

0 g/GJ

ZERO emissioni locali




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Da INEDITORIALE di Stefano Di Scanno la diretta del 6 maggio 2026 sulle PM10 a Frosinone. 
[Link della diretta a fine testo]


L'intervista condotta dal Direttore Stefano Di Scanno a Luciano Bracaglia e Giorgio Minotti affronta l'emergenza cronica dell'inquinamento a Frosinone, una delle città più colpite dallo smog in Italia. Gli ospiti sfatano i miti delle soluzioni tampone, come le domeniche ecologiche, e analizzano l'impatto reale di riscaldamenti a pellet e legna, offrendo ai cittadini informazioni pratiche per difendersi e chiedendo a gran voce la trasparenza dei dati ambientali.
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Frosinone soffoca sotto lo smog: ma le soluzioni attuali sono davvero efficaci? Stefano Di Scanno ne discute con Luciano Bracaglia e Giorgio Minotti in un'intervista shock sull'inquinamento cittadino.
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In questa analisi senza filtri, Bracaglia e Minotti sdoganano l'inefficacia delle domeniche ecologiche, spiegando come paradossalmente possano aumentare i picchi di inquinamento. Il dibattito si sposta sui killer silenziosi dell'aria: i riscaldamenti a pellet e legna, responsabili di un massiccio aumento delle polveri sottili.

I cittadini di Frosinone hanno diritto a una corretta informazione: quali sono i comportamenti da evitare? Come possiamo tutelare la nostra salute? Ma soprattutto, perché i dati sull'aria non sono esposti e accessibili a tutti in tempo reale? Un appello alle istituzioni per la trasparenza e una guida pratica per chi vive nel "cratere" dello smog frusinate.
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00:00​ Introduzione: Stefano Di Scanno e l'emergenza aria a Frosinone
00:10​ Bracaglia e Minotti: Perché le domeniche ecologiche sono un paradosso
00:20​ Riscaldamenti: L'impatto di pellet e legna sull'aumento dello smog
12:10​ Comportamenti sbagliati: Cosa facciamo noi per peggiorare l'aria?
16:30​ Difesa e Tutela: Consigli utili per i cittadini per proteggersi dallo smog
21:15​ La trasparenza dei dati: Perché i monitoraggi devono essere pubblici e visibili
26:40​ Politiche Fallimentari: Cosa dovrebbero fare davvero Comune e Provincia
29:40​ Conclusioni: L'appello finale per una Frosinone più pulita


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sabato 11 aprile 2026

- Giardino Comunale Sellari a Frosinone da anni abbandonato

Ci siamo già occupati in passato del giardino comunale Sellari che da anni è abbandonato senza alcuna manutenzione e molti pericoli incombono su chi ci vive...

 Intervenne anche il noto Peppe Manzo:

@ilpeppemanzo Il parco dimenticato da tutti👇🏻 In via Sellari c’è un luogo che potrebbe essere vita, gioco e comunità. Invece oggi è solo silenzio e abbandono. Giochi rotti, erba alta e incolta, un campo da calcio/basket ormai ridotto a uno scheletro: segni evidenti di un’occasione sprecata, di sogni messi da parte, di bambini lasciati senza spazio per crescere. Eppure le potenzialità ci sono tutte.Basterebbe poco per restituire al quartiere un parco vero, un punto di incontro per famiglie, ragazzi e bambini. Un luogo di sorrisi e socialità, non di degrado. Ma ancora si preferisce girarsi dall’altra parte, scegliendo cemento e asfalto al posto del futuro dei più piccoli. #Frosinone #Parco #Degrado #Bambini #Quartiere ♬ suono originale - PEPPEMANZO

Qui il video 

 Giardini comunali Sellari a Frosinone


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Il servizio di luglio 2025

https://www.facebook.com/share/p/1GjWBZfYDQ/

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Oggi, di nuovo, mi è stato risollecitato, per l'ennesima volta, da alcuni redidenti di via Sellari, lamentando che si è aggravata la situazione ed è un immenso schifo. Tutti quanti passano per per recarsi al parcheggiare del vecchio ospedale Umberto I, restano impressionati e meravigliati da tale abbandono.

Cliccare la foto qui sotto per vedere tutte le altre: 


lunedì 30 marzo 2026

- Mobilità Sostenibile per Frosinone: una proposta concreta per ridurre traffico e inquinamento

 🚦 Mobilità Sostenibile per Frosinone

Una proposta concreta per ridurre traffico, inquinamento e migliorare la qualità della vita

🖼️ Introduzione

Il traffico in ingresso a Frosinone — come quello documentato nella foto da via Casilina Nord — rappresenta uno dei principali fattori di congestione urbana e di peggioramento della qualità dell’aria.
La città registra da anni un numero elevato di sforamenti dei limiti di PM10, con impatti diretti sulla salute dei cittadini e sulla vivibilità complessiva.

Questa proposta mira a introdurre un sistema moderno, equo e sostenibile per ridurre il traffico privato in ingresso, migliorare la qualità dell’aria e rendere la città più accessibile.



1️⃣ Perché intervenire subito

  • Frosinone è tra le città italiane con più sforamenti dei limiti di PM10.

  • Il traffico veicolare è una delle principali fonti di emissioni.

  • Le misure emergenziali non sono più sufficienti: serve una strategia strutturale.


👉 Per approfondimenti: “Qualità dell’aria a Frosinone: dati, cause e impatti sulla salute”


2️⃣ Obiettivo della proposta

Ridurre in modo significativo:

  • la congestione automobilistica in ingresso,

  • le emissioni di PM10 e NO₂,

  • i costi sociali e sanitari dell’inquinamento.


3️⃣ Nodi di scambio alle porte della città

Realizzazione di parcheggi scambiatori in prossimità dei principali assi viari (Casilina Nord, Monti Lepini, Via Maria, Scalo).

Caratteristiche:

  • Ampi spazi di sosta.

  • Illuminazione e videosorveglianza.

  • Predisposizione per bike sharing e ricariche elettriche.

  • Collegamento diretto con il centro tramite navette.


4️⃣ Navette gratuite ad alta frequenza

Un servizio di navette elettriche, gratuito per chi parcheggia nei nodi di scambio.

Vantaggi:

  • Riduzione immediata del traffico in ingresso.

  • Zero emissioni.

  • Accesso rapido e comodo al centro.


5️⃣ Tariffa di accesso per i non residenti

Introduzione di una tariffa per i veicoli non residenti che scelgono di entrare nel perimetro urbano senza utilizzare i nodi di scambio.

Principi:

  • Esenzioni per residenti, elettriche e categorie protette.

  • Entrate destinate a finanziare navette e manutenzione dei nodi.

  • Equità: chi genera traffico contribuisce ai costi.


6️⃣ Perimetro urbano regolamentato

Definizione di un’area a traffico controllato con:

  • accesso libero per residenti,

  • accesso a pagamento per non residenti,

  • integrazione con sistemi digitali di controllo.


7️⃣ Benefici attesi

  • Riduzione delle emissioni di PM10 e NO₂.

  • Strade più scorrevoli e sicure.

  • Centro urbano più vivibile e attrattivo.

  • Sistema economicamente autosostenibile.

  • Miglioramento della salute pubblica.


8️⃣ Perché è una proposta realistica

  • Modello già adottato con successo in molte città europee.

  • Risponde ai dati ambientali e alle esigenze locali.

  • È equa, sostenibile e facilmente implementabile.


📌 Conclusione

Frosinone ha bisogno di una strategia moderna e coraggiosa per affrontare il problema del traffico e dell’inquinamento. Questa proposta offre una soluzione concreta, sostenibile e già sperimentata altrove con ottimi risultati.

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mercoledì 18 marzo 2026

- ZONA MADONNA DELLA NEVE – UN GRIDO D'ALLARME PER IL VERDE PUBBLICO

 ZONA MADONNA DELLA NEVE – UN GRIDO D'ALLARME PER IL VERDE PUBBLICO



Un appello al Sindaco Riccardo Mastrangeli, al Vice Sindaco Antonio Scaccia e al Dirigente Giuseppe Sarracino: la vegetazione arborea intorno alla fontana De Carolis e lungo Via Livio De Carolis è da troppo tempo senza manutenzione.

La situazione è già critica: le palme si stanno seccando, soffocate dagli alberi che le sovrastano e le privano di luce.

Questo è il momento giusto per potare. I cittadini della zona chiedono un intervento immediato. Il quartiere non può aspettare ancora.

▶️ Il video allegato mostra la situazione sul posto.



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Inviato PEC

frbeb@pec.it
A: pec@pec.comune.frosinone.it

Frosinone, 19 /03 / 2026

Al Sindaco del Comune di Frosinone Riccardo Mastrangeli
Al Vicesindaco e Assessore all’Ambiente Antonio Scaccia
All’Ufficio Verde e Ambiente – Comune di Frosinone
PEC: pec@pec.comune.frosinone.it

Oggetto: Richiesta di intervento di potatura necessaria sugli alberi intorno alla fontana De Carolis ed in via Livio De Carolis

Egregi Rappresentanti,

A nome anche di alcuni residenti della zona Madonna della Neve e cittadini attivi per il bene di Frosinone, si fa presente che la vegetazione arborea intorno alla fontana De Carolis e lungo Via Livio De Carolis è da troppo tempo senza manutenzione.

La situazione è già critica: le palme si stanno seccando, soffocate dagli alberi che le sovrastano e le privano di luce.

Questo è il momento giusto per potare. I cittadini della zona chiedono un intervento immediato. Il quartiere non può aspettare ancora.

La presente vuole essere una collaborazione, nella convinzione che la cura del verde urbano sia un valore condiviso tra cittadini ed amministrazione.

Restiamo in attesa di un cortese riscontro e forniamo di seguito il link alla pagina del blog che contiene la opportuna documentazione video-fotografica a supporto

https://frosinonebellaebrutta.blogspot.com/2026/03/zona-madonna-della-neve-un-grido.html 

Cordiali saluti,


Luciano Bracaglia (Blogger) alcuni cittadini attivi della zona Madonna della Neve

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domenica 15 marzo 2026

- Richiesta informazioni – intervento sulle magnolie del Santuario Madonna della Neve

 


🌳 Le magnolie del Santuario Madonna della Neve: un intervento che fa discutere

Nelle ultime ore sta circolando sui social una foto che ha acceso il dibattito tra i cittadini di Frosinone: le due magnolie sul sagrato del Santuario Madonna della Neve sono state sottoposte a una capitozzatura drastica, con la rimozione di tutti i rami principali.

Al di là delle polemiche, vale la pena fare chiarezza: la capitozzatura è una tecnica fortemente sconsigliata per questa specie, che cicatrizza male e rischia di non riprendersi. E su un edificio storico del 1675, in un'area potenzialmente vincolata(?), un intervento di questo tipo avrebbe richiesto autorizzazione comunale(?).

Come cittadini, abbiamo il diritto — e forse il dovere — di chiedere spiegazioni in modo civile e costruttivo all'amministrazione comunale.

Per questo mettiamo a disposizione una lettera già pronta, da scaricare, compilare e inviare via email al Comune di Frosinone. Bastano cinque minuti.

Sia in formato stampabile:


che in formato testo:

Frosinone, ___ / ___ / 2026

Al Sindaco del Comune di Frosinone Riccardo Mastrangeli
Al Vicesindaco e Assessore all’Ambiente Antonio Scaccia
All’Ufficio Verde e Ambiente – Comune di Frosinone
Email: info@comune.frosinone.it

Oggetto: Richiesta di informazioni sull’intervento di potatura effettuato sulle magnolie del sagrato del Santuario Madonna della Neve – Frosinone

Egregi Rappresentanti,

Il/La sottoscritto/a, __________________________________ in qualità di cittadino/a attivo/a di Frosinone, ha preso visione del recente intervento di potatura effettuato sulle due magnolie presenti sul sagrato del Santuario Madonna della Neve, edificio storico risalente al 1675.

L’intervento, che ha comportato la rimozione di tutti i rami principali (cosiddetta “capitozzatura”), desta preoccupazione sia dal punto di vista agronomico – essendo questa tecnica fortemente sconsigliata per la specie Magnolia – sia dal punto di vista normativo, in considerazione del contesto storico e paesaggistico in cui le piante si trovano.

Chiedo pertanto di conoscere:

1.    Se l’intervento di potatura sia stato regolarmente autorizzato dal Comune, come previsto dalla normativa vigente per interventi straordinari su alberi in aree soggette a vincolo paesaggistico o monumentale.

2.    Se sia stato predisposto un piano di monitoraggio o di recupero per le piante, al fine di preservarne la sopravvivenza e garantirne il ripristino nel tempo.

3.    Quali misure si intendano adottare per la tutela del patrimonio verde storico della città, in particolare negli spazi di pregio urbano come i sagrati delle chiese storiche.

La presente non vuole essere una denuncia, bensì una richiesta di trasparenza e dialogo, nella convinzione che la cura del verde urbano sia un valore condiviso tra cittadini ed amministrazione.

Resto in attesa di un cortese riscontro e rimango disponibile a fornire documentazione fotografica a supporto.

Cordiali saluti,

 

Nome e Cognome: _________________________________

Indirizzo: _________________________________________



__________________________________________________________________________

SE CI TIENI VERAMENTE ALLA TUA CITTA' DIMOSTRA DI ESSERE UN SUO CITTADINO ATTIVO INVIANDO QUESTA RICHIESTA TRAMITE MAIL O ALTRI CANALI

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Inviata PEC



Poiché vedo improbabile una risposta del comune alla nostra richiesta, ho recuperato sul sito istituzionale, il Regolamento del Verde pubblico e PRIVATO, approvato con D.C.C. n. 20 del 26 marzo 2014.

Chiunque vorrà approfondire e meglio comprendere, in particolar modo l'art. 21, può scaricarlo qui:

https://comune.frosinone.it/wp-content/uploads/2025/03/Regolamento-Verde-Pubblico-e-Privato.pdf


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𝐂𝐎𝐍𝐂𝐋𝐔𝐒𝐈𝐎𝐍𝐈 𝐒𝐔𝐋𝐋𝐀 𝐕𝐈𝐂𝐄𝐍𝐃𝐀 𝐌𝐀𝐆𝐍𝐎𝐋𝐈𝐄


Voglio ringraziare, a nome di tutti gli iscritti Elena Bauco per aver scelto il nostro gruppo, per porre la domanda e chiarimenti sulla potatura delle magnolie del Santuario Madonna della Neve e sperare che il nostro contributo di approfondimento abbia chiarito le idee a tutti, per quanto riguarda le regole "𝐬𝐜𝐫𝐢𝐭𝐭𝐞", da rispettare, anche in ambienti che riguardano le proprietà PRIVATE, (vedere regolamento comunale).
Ricapitolando, da regolamento comunale, risulta che, per la potatura delle piante in suolo privato occorre:
* Comunicare e protocollare per il Settore Ambiente Verde Pubblico, il nome, luogo e la data dell'intervento:
* Potature: devono essere eseguite nel RISPETTO delle piante e con ditte specializzate;
* 𝐍𝐎 𝐂𝐀𝐏𝐈𝐓𝐎𝐙𝐙𝐀𝐓𝐔𝐑𝐀 = 𝐀𝐁𝐁𝐀𝐓𝐓𝐈𝐌𝐄𝐍𝐓𝐎 = 𝐒𝐀𝐍𝐙𝐈𝐎𝐍𝐈.

Prossimo impegno, su richiesta di alcuni residenti a Madonna della Neve, ci occuperemo degli alberi abbandonati intorno alla fontana De Carolis e di quelli enormi ed invasivi di via Livio De Carolis, verso il cimitero.
Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo "Ognuno ha le sue priorità. Le Lemiecomprendonolacur mie comprendono la cura e ela salvaguardia delle piante. Non è tempo perso- è tempo scelto. E questo questofatuttaladifferenza. fa tutta la differenza."

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Arrivata risposta chiarificatrice dal Comune che conferma quanto già da me precedentemente pubblicato.
Di seguito un estratto
👇




martedì 10 marzo 2026

- Indice del clima 2026: I cittadini di Frosinone meritano aria pulita. Non il prossimo temporale.

 

Frosinone soffoca: la scarsa ventilazione non è un alibi, è un'emergenza


I numeri parlano chiaro. Frosinone è all'88° posto su 112 capoluoghi italiani nell'Indice del Clima 2026, ultima nel Lazio, e figura stabilmente tra le città con il maggior numero di sforamenti di PM10. Nel 2024 ha toccato il triste primato nazionale con 70 giorni fuori limite. Nel 2025 si scende a 55: un miglioramento che, però, dobbiamo onestamente attribuire alle abbondanti piogge della stagione — non certo a interventi strutturali degni di nota. Grazie al cielo, letteralmente.

Il problema è noto: la conformazione orografica della città favorisce il ristagno dell'aria e la scarsa ventilazione trasformano ogni emissione in una trappola. E la causa principale di quella trappola ha un nome preciso: i bruciatori a biomasse — stufe e caminetti a legna — che nelle stagioni fredde rappresentano la fonte primaria di polveri sottili in ambito urbano. Tutto quello che altrove il vento disperde, qui rimane sospeso nell'aria che noi disgraziati cittadini siamo costretti a respirare ogni giorno.

E c'è un dato che dovrebbe far riflettere: allo Scalo — una delle zone più trafficate e densamente abitate del territorio — manca ancora una centralina per il rilevamento del PM2,5, la frazione più fine e pericolosa delle polveri sottili, quella che penetra più in profondità nei polmoni. Non sapere non significa che il problema non esista: significa solo che nessuno lo misura e lo nasconde sotto il tappeto.

Non si può continuare ad aspettare la pioggia come unica alleata. Servono una mobilità urbana ripensata, un monitoraggio della qualità dell'aria finalmente completo e trasparente e soprattutto incentivi concreti per la sostituzione dei bruciatori a biomasse con sistemi di riscaldamento moderni e meno inquinanti. Una misura efficace, misurabile, e alla portata di chi amministra.

I cittadini di Frosinone meritiamo aria pulita e non il prossimo temporale.

Luciano Bracaglia (Cittadino attivo Blogger)