martedì 22 settembre 2026

- Deflusso caotico dei tifosi allo Stirpe. In attesa di soluzioni.

Frosinone 2 - Como 0
Deflusso caotico dei tifosi



L'appello con EXTRATV

           





Già segnalato al Sindaco nella partita precedente.



- Crocevia Corso della Repubblica, Via Acciaccarelli, Viale G. Marconi, Viale Napoli, Via del Cipresso e Via Fosse Ardeatine.

Crocevia S.Antonio: Corso della Repubblica, Via Acciaccarelli, Viale G. Marconi, Viale Napoli, Via del Cipresso e Via Fosse Ardeatine.

A seguito di segnalazione di Daniela Bertino sul gruppo Frosinone Bella e Brutta (Blog), 



abbiamo avvertito la necessità di disegnare la fotografia della segnaletica stradale attuale. 
Non abbiamo l'ambizione di insegnare nulla a nessuno ma solo fornire un pro memoria che possa tornare utile a chi avesse dubbi sui diritti di precedenza e su come disdricarsi in tale complesso crocevia.




Nessun semaforo e nessun cartello di precedenza sui rami principali.
Vale l'art. 145 del CdS, (dare la precedenza a destra).


Via Fosse Ardeatine è a senso unico in uscita dall'incrocio e non immette veicoli nello stesso.

Via del Cipresso si innesta subito alla fine di Viale Napoli.


Ordine di precedenza:
Viale Napoli. Alla sua destra c'è Via Fosse Ardeatine, che non immette nessuno. Viale Napoli, quindi, passa per primo.
Viale G. Marconi. Alla sua destra c'è Viale Napoli. Se svolta a destra verso Viale Napoli, non deve dare precedenza a nessuno. Se va dritto verso Via Fosse Ardeatine o svolta a sinistra verso Corso della Repubblica, cede a Viale Napoli.
Corso della Repubblica. Alla sua destra c'è Viale G. Marconi. Se svolta a destra verso Viale G. Marconi, non deve dare precedenza a nessuno. Se va dritto verso Viale Napoli o svolta a sinistra verso Via Fosse Ardeatine, cede a Viale G. Marconi.
Via del Cipresso e Via Acciaccarelli. Hanno lo STOP. Quello di Via del Cipresso è subito prima dell'imbocco di Via Fosse Ardeatine. Entrambe si fermano e cedono a tutti, in qualsiasi manovra.
Manovre obbligatorie (cartelli blu):
Viale Napoli: dritto (Corso della Repubblica) o destra (Via Fosse Ardeatine), per tutti i veicoli. Svolta a sinistra verso Viale G. Marconi vietata, eccetto bus e taxi.
Via del Cipresso (STOP): dritto (Corso della Repubblica) o destra (Via Fosse Ardeatine).
Via Acciaccarelli (STOP): destra (verso Viale G. Marconi o Viale Napoli) oppure sinistra (verso Corso della Repubblica). Dritto vietato.
Svolte a sinistra:
Chi svolta a sinistra cede a chi arriva dal senso opposto e va dritto o gira a destra.
Bus e taxi che da Viale Napoli svoltano a sinistra cedono ai veicoli in arrivo da Corso della Repubblica.
NB:
Sempre precedenza a pedoni e ciclisti che attraversano.
Le frecce sull'asfalto indicano le corsie, non danno precedenza.

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RESTIAMO IN ATTESA DI SEGNALETICA STRADALE O DI SOLUZIONE CHE POSSA MIGLIORARE E RENDERE SICURO TALE CROCEVIA.

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PEC inviata al Sindaco Riccardo Mastrangeli


Oggetto: Richiesta di verifica e regolarizzazione della segnaletica stradale.

Al Sindaco del Comune di Frosinone

Dott. Riccardo Mastrangeli 

Egregio Signor Sindaco,

a nome dei cittadini attivi di “Frosinone Bella e Brutta” (Blog), sottoponiamo alla Sua attenzione la disciplina della circolazione nel nodo tra Viale Marconi, Via Napoli, Via del Cipresso, Via F. Ardeatine, Corso della Repubblica e Via Acciaccarelli.

Chiediamo cortesemente una verifica da parte degli uffici competenti affinché la disciplina delle precedenze risulti chiaramente individuabile e conforme al Codice della Strada, attraverso l'eventuale installazione o adeguamento della necessaria segnaletica stradale.

L'obiettivo è evitare qualsiasi dubbio tra gli automobilisti e garantire una circolazione più chiara e sicura.

RingraziandoLa per l'attenzione, porgiamo cordiali saluti.

I cittadini attivi di

“Frosinone Bella e Brutta” (Blog).

sabato 12 settembre 2026

- Via Casone: il doppio senso è ormai urgente

 Via Casone: il doppio senso è ormai urgente


Non vorrei passare per bastian contrario, ma a mio modesto avviso il Comune dovrebbe rendere al più presto via Casone a doppio senso su tutto il tratto. Non è più rimandabile: si eviterebbero spiacevoli conseguenze causate da chi non rispetta i sensi unici.
Del resto gli spazi sul ponte sono identici a quelli della strada già a doppio senso: non ci sono ragioni tecniche per mantenere due regimi diversi sullo stesso percorso. Anche perché quel ponte è stato realizzato proprio per collegare il quartiere Cavoni con la zona centro-  De Matthaeis.

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Bisognerebbe creare più alternative alla rete viaria principale ma accompagnandole con soluzioni di sicurezza.

Mi riferisco sempre a Via del Casone che è stata aperta nel senso opposto a quello da me proposto e se il motivo è stato per la presenza di un fabbricato all'uscita del ponte, perché non valutare una soluzione di moderazione della velocità, come un attraversamento rialzato o altro dispositivo idoneo a ridurre la velocità, prima dell'intersezione? In questo modo si potrebbe verificare se sia possibile prevedere anche il doppio senso di marcia, garantendo contemporaneamente la sicurezza.

E poi aggiungerei il collegamento con Via Vado del Tufo.

Allo stesso modo, sarebbe interessante valutare la riapertura a senso unico del tratto di via oggi chiuso alle auto, con uscita sulla rotatoria della SS156. Sarebbe un ulteriore sbocco per il traffico proveniente da Via Simoncelli e una possibile valvola di sfogo per la viabilità della Monti Lepini.  



giovedì 3 settembre 2026

- Priorità semaforica per il BRT: una proposta per l'unico incrocio semaforizzato

Proposta per l'unico incrocio semaforizzato

Nel consueto ruolo di cittadino attivo che cerco di svolgere quotidianamente e, considerando che ormai il BRT lo abbiamo e penso che nessuno ce lo toglierà, vorrei proporre al sindaco Riccardo Mastrangeli, un suggerimento, per ridurre i tempi di percorrenza:

l'attivazione della priorità semaforica all'incrocio di via Marittima/via Armando Fabi, l'unico semaforo che insiste sul tracciato.

Propongo che venga dotato di un sistema di preferenziamento semaforico attivo (Transit Signal Priority): comunicazione automatica tra bus e centralina, con estensione del verde o riduzione del rosso al passaggio del mezzo.

Un solo incrocio, ma se resta un punto di rallentamento fisso per il BRT, vanifica in parte lo scopo stesso del servizio.




sabato 22 agosto 2026

- BIKE SHARING E CASETTE DELL'ACQUA A FROSINONE: UNA STORIA DA RISCRIVERE

 BIKE SHARING E CASETTE DELL'ACQUA A FROSINONE:

UNA STORIA DA RISCRIVERE


Frosinone sa inaugurare bene. È il "dopo" che va allenato.

Era il 29 ottobre 2011. Villa Comunale, sindaco, assessore alla mobilità, ditta fornitrice, taglio del nastro per il bike sharing. Sei stazioni previste. Io c'ero ed avevo messo per iscritto quello che serviva perché il progetto non restasse un flop: piste di collegamento tra le stazioni, punti di ancoraggio vicino alle attività commerciali, una campagna informativa vera nelle scuole, per costruire una cultura della bici che a Frosinone non è mai stata di casa.

[ Qui l'evento  Bike-sharing a Frosinone ]

Avevo anche suggerito di valutare una seconda cabina dell'ascensore inclinato, dedicata al trasporto delle bici verso la parte alta della città. L'idea non fu mai sviluppata, ma il segno è rimasto: la stazione di via Aldo Moro, nella mappa ancora affissa sulla colonnina, porta la dicitura "Parcheggio Ascensore". Il collegamento tra i due impianti era già previsto sulla carta. Nella pratica, entrambi hanno avuto un percorso complicato, ognuno per la propria strada.

Non è un caso isolato. La stessa sorte è toccata alle casette dell'acqua, che facemmo installare noi come associazione Frosinone Bella e Brutta, una ai Cavoni e una alla Villa Comunale. Entrambe sono state chiuse e poi lasciate lì, abbandonate al degrado, con conseguente occupazione di suolo pubblico e un danno erariale che nessuno ha mai quantificato. Quella della Villa è stata infine rimossa, quella ai Cavoni è ancora sul posto, ridotta a un rudere arrugginito, esattamente come le colonnine del bike sharing. Stessa parabola: nascono da un'esigenza reale, vengono installate e poi restano senza manutenzione finché non si trasformano in un problema più grande di quello che dovevano risolvere.

Tre settimane dopo l'apertura del bike sharing, un lettore mi segnalava già che le stazioni erano lasciate senza cura. Un segnale precoce che, con un presidio costante, si sarebbe potuto correggere.

Con il tempo il servizio è stato accantonato e poi eliminato. Oggi restano le colonnine, la cartellonistica con tariffe e orari, la mappa delle sei stazioni: un'infrastruttura fisica ancora presente, sulla quale si potrebbe ripartire senza costruire da zero.

Quindici anni e tre amministrazioni diverse dopo, la domanda utile non è più di chi sia la responsabilità, ma cosa si può fare oggi. 

Ecco alcuni spunti concreti:

  • Censire lo stato reale delle 6 postazioni del bike sharing (Stazione FS, Campo Coni, via Aldo Moro, Villa Comunale, Conservatorio Refice, Cavoni) per capire cosa è ancora recuperabile e cosa va sostituito.
  • Rimuovere o recuperare la casetta dell'acqua ai Cavoni, chiudendo una situazione che dura da anni e che comporta occupazione di suolo pubblico.
  • Valutare un modello di gestione con presidio continuo per qualsiasi nuova infrastruttura, magari in convenzione con soggetti privati o associazioni locali, per evitare che un rilancio si areni per mancanza di manutenzione come accadde nel 2011.
  • Fare un censimento delle "infrastrutture dimenticate" in città, per capire quali possono essere recuperate con un investimento minimo prima che il degrado le renda irrecuperabili.

Frosinone ha già dimostrato di saper inaugurare con entusiasmo. Ora ha l'occasione di dimostrare che sa anche far durare quello che inaugura.

BRT?
Speriamo meglio...