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martedì 9 aprile 2019

- Conferenza stampa e Manifestazione Unitaria Valle del Sacco

TUTTI I CONTRIBUTI DEI MEDIA E NON SOLO...


***

Si è tenuta martedì 9 aprile 2019, alle ore 10.00, presso il GRID di C.so della Repubblica, a Frosinone, la conferenza stampa di presentazione, per la Manifestazione Unitaria Valle del Sacco che si terrà il 13 aprile a Frosinone.


Mia ripresa della conferenza stampa di presentazione al GRID di Frosinone


Interviste di ITRRadio e TV


Servizio di LazioTv Frosinone


Contributo di ExtraTv



Bruno Corrado del Coordinamento ad X Radio


Attenti a quei due:
1:04:00-1:09:00 Intervento tel. di Bruno Corrado



TeleAmbiente




Il 13 aprile a Frosinone: ambiente, bonifica, sanità, sviluppo e lavoro



inquinamento suolo 400 minIl 13 aprile ’19 è l’occasione per “prendere la parola che non ci hanno dato”. Gli animatori del “Coordinamento interprovinciale per l’ambiente e la salute della Valle del Sacco e della bassa Valle del Liri” presenti alla conferenza stampa trasmettono molta energia e molto entusiasmo. Siamo al Grid con alcune televisioni, in corso della Repubblica a Frosinone, oggi 9 aprile, e Alberto Valleriani, Roberto Rosso di Re.Tu.Va.Sa con Luciano Bracaglia di “Frosinone bella e brutta”, fanno gli onori di casa a nome di ben 31 associazioni che si ritrovano nel coordinamento.
Il 13 aprile con l’appuntamento a Frosinone, partendo dalla Stazione ferroviaria alle 15,30 per arrivare alla Villa comunale dopo aver percorso via Aldo Moro, via Tiburtina e la Casilina, si intende aprire «una vera e propria vertenza per la Valle del Sacco, per quanto riguarda la dimensione territoriale e l'intreccio di problemi e, rischi e opportunità che la storia passata e recente ci ha consegnato».
Alberto Valleriani nell'illustrare anche una rilevante parte dei dieci anni di impegni e di lotte per un ambiente pulito e salubre fra Colleferro e la provincia di Frosinone ha riproposto in maniera organica tre grandi questioni da affrontare subito:
a - Ad essere a rischio sono le matrici ambientali della Valle del Sacco a causa dell'inquinamento industriale storico a cui si sono aggiunti nel tempo la gestione del ciclo dei rifiuti, il riscaldamento domestico e la mobilità su strada. I dati capillarmente raccolti dai medici di base rivelano una situazione sanitaria che richiederebbe una attività di screening capillare su tutta la popolazione, in particolare sui giovani: purtroppo nonostante queste evidenze il sistema sanitario ha subito negli ultimi anni colpi gravissimi che ne hanno ridotto in quantità e qualità le prestazioni. Manca ancora un registro dei tumori e solo ora con l’Accordo per la Bonifica della Valle del Sacco partirà una nuova indagine epidemiologica;
b – Il livello delle polveri sottili, anche se ha iniziato ad abbassarsi è ancora al disopra dei livelli ottimali e, che sia invece preoccupante, lo dimostra come nell’area della Valle del Sacco sia alto il numero degli ammalati di affezioni cardiovascolari ed alle vie respiratorie;
da sin a ds Rosso e Valleriani 350 260 min
c – la raccolta dei rifiuti è priva di una reale programmazione che armonizzi raccolta porta a porta, avvio differenziato ai termovalorizzatori e il superamento delle discariche che raccolgono tantissimi rifiuti della Capitale. Senza Colleferro ed Roccasecca la situazione si fa ingovernabile. In questo circuito sta anche la causa dell’aumento dei costi. Il 16 aprile prossimo, che deciderà il Consiglio di Stato per Roccasecca e cosa ne sarà di Colleferro dopo il 31 dicembre? (parliamo delle rispettive discariche)
Non sono cose nuove, né sconosciute ai più, noi stessi da queste colonne ne abbiamo parlato già più volte, ma nuova è la volontà di come affrontarle. Sa di consapevolezza l’affermazione contenuta nella Piattaforma di base per il 13 aprile «È mancata una assunzione di responsabilità collettiva e condivisa sulle linee di sviluppo». È il punto di partenza per illustrare la necessità di un progetto che definisca i prossimi interventi che decideranno del nostro futuro. Roberto Rosso si sofferma su come guardare alla via d’uscita dalle difficoltà e con quale stato d’animo.
Egli affronta un tema che traduciamo in una domanda chiave: A quali attività verranno finalizzate le decine di milioni di euro che l'istituto dell'Area di crisi complessa metterà a disposizione? È importantissima la risposta a questa domanda che non è affatto peregrina, ricordiamo tutti che cosa successe con l'accordo di programma per l'area di crisi della Videocon? Non ricadute positive per il territorio (se si escludono due colossi farmaceutici che beneficiarono di interventi milionari) e nemmeno l’obiettivo minimo di ricollocazione di quel 25% di disoccupati che quell'accordo avevano faticosamente conquistato.
Ed ora si tratta di intervenire su assetti complessivi del territorio e per giungere a questo risultato è necessario realizzare dispositivi di partecipazione dei cittadini alla elaborazione delle decisioni, che oggi sono del tutto assenti. Non è cosa semplice. Non esistono magie, nessuno le pretende, forse, ma ferme volontà non debbono mancare. Questa vertenza può inaugurare un grande cantiere di idee e di attività con immense occasioni di lavoro. Ne abbiamo bisogno come il pane in questo territorio.
Non si tratta di una prospettiva di breve periodo. «I siti inquinati della valle sono una ferita purulenta che ha infettato la salute della popolazione». La conversione ecologica è la ricetta, ma è un «processo di transizione verso un nuovo assetto economico e sociale sganciato dalle fonti fossili di energia, si fonda sulla ‘economia circolare', che si fonda sull’uso delle risorse rinnovabili, recupera quelle non rinnovabili e riduce al minimo la diffusione nell'ambiente di sostanze che i sistemi naturali non possono metabolizzare. In essa non si parla più di ‘ciclo dei rifiuti’, ma di recupero, riuso dagli oggetti e riciclo delle materie utilizzate per costruirli».
Nessuno può farcela da solo. Ogni territorio realizzerà un proprio percorso elaborando proposte e sperimentazioni, prendendo esempio dalle realizzazioni più avanzate, con cui può mettersi in rete, con vantaggio reciproco.
La transizione non riguarderà solo la produzione. Coinvolgerà necessariamente anche i consumi, gli stili di vita, l’organizzazione, la gestione del territorio, i rapporti tra le istituzioni la partecipazione ai processi decisionali: cioè la democrazia, che è un carburante indispensabile ed insostituibile.
Si tratta di una vera rottura col passato e non è certo cosa semplice «proprio per questo è necessaria una mobilitazione di risorse locali come mai abbiamo conosciuto».
In anni di confronto con amministrazioni locali, regionali e con i parlamentari, i promontori del 13 aprile frusinate hanno misurato concretamente le carenze nell'azione delle singole istituzioni, soprattutto nel coordinamento tra di loro, tra pubblica amministrazione, servizi di pubblico interesse, reti associative e reti imprenditoriali.
Le forme di partecipazione che vogliono attivare «devono produrre una profonda e radicale innovazione organizzativa - un cambiamento del modo di funzionare delle istituzioni - capace di renderle più efficienti, di rendere più efficaci e giusti i processi decisionali.»
Istituzioni, sindacati, associazioni degli imprenditori dovranno misurarsi con questa Vertenza, ma forse, pensiamo, prima di tutto dovrebbero collaborare con essa.
Il primo passo con cui inizia la costruzione dell'organizzazione necessaria, insieme alla messa a punto dei contenuti è la conquista di numerose gambe con cui camminare e del maggior numero di intelligenze con cui pensare.
Questo 13 aprile 2019 potrà essere il punto di partenza verso tutto ciò?
9 aprile 2019
I virgolettati sono tratti dalla “Piattaforma di base”




Interessante l'invito fatto da SILUERIE
(cliccare sul testo)


Dal minuto 51 su Radio Day Bruno Corrado




L'appello di un "VERO" sindaco
(Arturo Gnesi di Pastena)




L'invito alla manifestazione di Lucilla, una cittadina che ha perso i genitori per il brutto male




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Il 13 aprile
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Il contributo del TGR TRE




Clicca l'immagine per leggere l'articolo e vedere il video di Unoetre




Clicca l'immagine per leggere l'articolo e vedere il video di Ciociaria Editorialeoggi



Di nuovo il sindaco di Pastena Arturo Gnesi
(bacchetta gli organi istituzionali di Frosinone assenti)


Alcune fasi della Manifestazione da me riprese(Con David Toro presidente Ass. FR Bella e Brutta)  


Parte il corteo



Il contributo di ExtraTv alla manifestazione
del 13 aprile



ITR radiotv Pubblicato il 13 apr 2019
Si è tenuta nel capoluogo la Manifestazione Unitaria Valle del Sacco e bassa valle del Liri organizzata dal Coordinamento Interprovinciale Ambiente e Salute. La vertenza finalmente prende vita; molta la partecipazione, nonostante la pioggia, di cittadini, sindacati e istituzioni.

Intervistati:
Giuseppina Aureli – Cittadina
Francesco Raffe – Coordinamento Provinciale Legambiente
Arturo Gnesi – Sindaco Pastena
Guido Tomassi – Lega Spi CGIL FR-Anagni
Alberto Valleriani – Retuvasa




TG24


Brigallè (La ballata del Sacco)
13 aprile
Eccoci di ritorno da una nuova esperienza che non vedevamo l'ora di condividere con voi. Non ci siamo allontanati molto, siamo rimasti nel nostro territorio: la CIOCIARIA! Più precisamente nella VALLE DEL SACCO. Abbiamo realizzato una clip che parla di sentimento per la terra. Sul Brano "La Ballata del Sacco" (Testo di Tommaso Bauco e musica di Luciano Moriconi ), più volte proposta nei nostri spettacoli, avevamo in mente l' idea di voler realizzare un video musicale difficile a venir fuori per svariati motivi: Parlare di inquinamento e di angoscia per un territorio deturpato non è facile perchè può sembrare retorico e noioso per chi non vive direttamente il dramma. Molte domande ci siamo poste prima di uscire con questo video, prima su tutte "quali immagini mettere su un video del genere?". Noi abbiamo fatto l'indispensabile, abbiamo pensato a una storia umile e propositiva che non trascende e che siamo sicuri lascerà in voi l'emozione giusta. Sperando che le bellezze della nostra terra Ciociara possano ritornare allo splendore di una volta, vi presentiamo "La Ballata del Sacco".





martedì 2 aprile 2019

- Roma-Fiuggi-Alatri-Frosinone, il trenino di una volta.

Roma – Fiuggi – Alatri - Frosinone, il trenino di una volta. Scavi alla rotatoria di Ponte Rio: scoperti i vecchi binari.

Da circa una settimana, alla rotatoria in zona Ponte Rio sono riprese le indagini archeologiche della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio finanziate da ACEA. Ultimo ritrovamento annunciato sono i binari della vecchia ferrovia Frosinone - Alatri -Fiuggi - Roma e nello specifico, quella urbana che da Madonna della Neve passando per lo Scalo collegava Frosinone Città.  Importante rinvenimento di archeologia industriale. La valorizzazione dei ritrovamenti, una volta conclusi gli scavi, non sarà né semplice, né immediata anche se c'è la volontà manifestata dall'amministrazione comunale. Sarà necessario un reperimento di fondi abbastanza importante, vista la complessità dell'idea manifestata dall’amministrazione Ottaviani. Anche il Ministero dei Beni Archeologici, sicuramente si attiverà per reperire i finanziamenti necessari ma per ora è presto ipotizzare qualunque idea, in quanto i lavori di scavo sono appena iniziati e poi, non esiste ancora un progetto di valorizzazione, per quanto ci è dato sapere. Le notizie lette nei giorni passati, a nostro avviso sono ipotesi che troveranno le opportune considerazioni, quando saranno finiti gli scavi appena iniziati e si potrà procedere con i vincoli ed opportuna progettazione. Se è venuta fuori una tomba, non è da escludere che ci potrebbero essere altri reperti interessanti. Dovranno essere chiamate in causa diverse forze economiche, se si considerano le molteplici aziende presenti nell'area, punto centrale e nodale di smistamento di servizi. I binari della ferrovia che non necessiterà di grandi investimenti, sicuramente saranno i primi ad essere vincolati e valorizzati, in quanto si trovano ad una quota alta, tangente alla rotatoria ed allo stesso livello di via Vado del Tufo, tratto che veniva appunto percorsa dalla vecchia ferrovia.


I binari e le traverse in legno ritrovati



A proposito dei binari.


“Un'epoca, quella del trenino che si è conclusa in occasione dell'anno giubilare. La lunga storia del trenino di una volta, Roma - Fiuggi - Alatri - Frosinone ebbe inizio verso la fine del ‘800. Fu costruita tra il 12 luglio 1916 ed il 14 luglio 1917, giorno in cui il primo treno percorse l'intero tratto ‘Roma – Frosinone’. Era a binario unico e a scartamento ridotto (cm. 95), con una rete ferrata di circa 140 km ed una ventina di stazioni. Il 3 ottobre 1919 venne approvata la convenzione con la SFV (Società delle Ferrovie Vicinali. Il momento di massimo splendore fu raggiunto il 13 novembre 1926 quando fu attivato il nuovo tratto urbano di Frosinone: ‘Madonna della Neve - Frosinone Città’. Il tratto ‘Frosinone – Alatri’ fu chiuso al traffico tra 1935 ed il 1937 e smantellato definitivamente nel 1947. Nel 1941, la concessione era passata alla STEFER, (Società Tranvie e Ferrovie Elettriche di Roma). Nel 1976 la STEFER si trasformò in A.Co.Tra.L., (Azienda consortile trasporti Lazio). La chiusura al traffico del tronco ferroviario ‘Alatri – Fiuggi’ avvenne nel 1978. L'ultimo collegamento tra Fiuggi e Roma avvenne il 16 marzo 1983. il 2 dicembre 1987 fu revocata la Concessione della ‘Roma – Fiuggi’ al Consorzio A.Co.Tra.L. Restò invece invariata la tratta ‘Roma - San Cesareo’, fino al 20 novembre 1990. Tra il 1998 ed il 2000, anno del Giubileo, il tratto ‘San Cesareo – Fiuggi’, lungo la ex ferrovia fu trasformato in pista ciclabile”.


***


La tratta ‘Madonna della Neve - Frosinone Città’ che riguarda i binari scoperti negli scavi della rotatoria in zona Ponte Rio (Brunella) interessava le fermate di: Madonna della Neve, Frosinone Scalo (SFV), Bivio Ceccano, Vignali, Valle Fredda, S. Antonio, Largo Turriziani, Largo Politeama Excelsior, Bivio del Campo, Frosinone Città.


Stazione Madonna della Neve


Il tratto originario ‘Madonna della Neve - Frosinone Scalo (SFV)’, passante per il centro cittadino, fu in parte abbandonato dal 15/07/1926 per il cedimento della galleria Cavalli (attuale viale Roma), con l'attivazione di una variante che giungeva direttamente a Frosinone Scalo (SFV), senza passare per il centro. Il tronco superstite dell'originario tracciato tra Frosinone Scalo (SFV) e S. Antonio fu prolungato a Frosinone Città (attuale piazzale Vittorio Veneto) e rimase in esercizio dal 13/11/1926 al 01/03/1937 per il servizio urbano di Frosinone.

Alcune foto storiche















Il mio articolo su L'Inchiesta del 03/04/2019


lunedì 1 aprile 2019

- La Uespa 2019.

Qui di seguito i miei contributi a La Uespa 2019

La novità di quest'anno è stata la collaborazione ricevuta dalla bravissima fumettista Rosa Fiorillo. Grazie Rosa, ad maiora...



- Uiente Aculone 2019

Qui di seguito i miei contributi a Uiente Aculone 2019

La novità di quest'anno è stata la collaborazione ricevuta dalla bravissima fumettista Rosa Fiorillo. Grazie Rosa, ad maiora...




Cosa ha detto di me Uiente Aculone