giovedì 14 febbraio 2013

- Crescere bene, un gran progetto

Il foto/video della manifestazione

Un momento di educazione alimentare per i più piccoli
con i genitori ed il nutrizionista, Biologo Nutrizionista Jacobo Bertini

GIORNATA DI FESTA E DI GIOCO PER I BAMBINI DELLA CITTÀ
DOMENICA 17 FEBBRAIO ORE 10:00-13:00
QUARTIERE CAVONI – FROSINONE
Nell’ambito della programmazione annuale delle attività della Ludoteca Comunale di Frosinone Acuna Matata, gestita dalla Cooperativa Sociale Altri Colori per conto del Consorzio Parsifal, si svolgerà una Giornata di festa e di gioco per i bambini della città organizzata in collaborazione con il GASP (Gruppo di acquisto solidale e partecipativo) della città, in occasione della domenica ecologica del 17 Febbraio.
Una collaborazione nata dalla volontà comune di promuovere una crescita sana sin dai primi anni di vita e di trasmettere anche ai bambini buone pratiche sull’alimentazione e di cittadinanza consapevole, a partire dalle abitudini quotidiane, in linea con le proposte ludico-educative contenute nella programmazione annuale delle attività svolte dalla Ludoteca. Il nome “Acuna Matata” è un antico motto africano che significa “vivere senza pensieri” e ben rappresenta lo spirito libero del servizio rivolto ai minori di Frosinone; l’iniziativa deve la sua realizzazione alla forte volontà d’investire in servizi rivolti all’infanzia, per rendere la nostra città sempre più vivibile, a misura di bambino. La ludoteca, aperta tutto l’anno per quattro pomeriggi a settimana (Lun-Gio dalle 16 alle 19), è un servizio completamente gratuito ed è rivolta ai bambini di Frosinone di età compresa fra i 3 ed i 14 anni. Il locale che la ospita si trova a Frosinone in Via cavoni, 100 ed è suddiviso in varie stanze ognuna delle quali si caratterizza per una ben distinta attività: l’angolo morbido, la sala per i giochi, il laboratorio, la mediateca, oltre ad un ampio cortile esterno.
L’iniziativa prevista per domenica 17 – voluta fortemente dal Comune, dalla Cooperativa Altri Colori e dal Consorzio Parsifal e ospitata dall’Associazione Frosinone Bella e Brutta negli spazi della propria sede in Viale Parigi (parcheggio antistante la casetta di legno) nel Quartiere Cavoni – prevede un ricco programma che dalle 10:00 alle 13:00 si riempirà di iniziative ludiche, di animazione, laboratori e interventi informativi rivolti a bambini e famiglie, sul tema conduttore della giornata: “Crescere bene, un grande progetto”.
La mattinata si aprirà con l’attività ludica a tema “Riempi il piatto vuoto con la tua fantasia” durante la quale verrà animato il percorso proposto dalla campagna ActionAid “Io mangio tutto. No al cibo nella spazzatura”. Una ricerca della Coldiretti del 2011, infatti, dimostra che in Italia, dal campo alla tavola, viene sprecato cibo per oltre dieci milioni di tonnellate, equivalente a un valore annuale di 37 miliardi di euro. In altri termini è come dire che il 3% del PIL annuale del nostro Paese si perde nelle discariche. E’ un dato davanti al quale non possiamo rimanere indifferenti. E proprio con il riciclo di ortaggi provenienti dagli scarti dei negozi di frutta e verdura della città sarà organizzato uno dei laboratori a cui i piccoli partecipanti potranno prendere parte durante il corso della mattinata, parallelamente a un atelier in cui i bambini vestiranno i panni di piccoli agricoltori sperimentando come piantare e coltivare una piccola piantina di insalata personalizzata. Uno spazio dedicato agli agrumi, inoltre, vedrà i bambini cimentarsi nella spremuta di succosissime arance provenienti dalla “casa delle acque” un’antica masseria siciliana situata alle pendici dell’Etna, nella valle del Simeto a 15 km da Catania, che rifornisce la rete Ressud, l’espressione meridionale della più ampia Rete Nazionale di Economia Solidale.
Mentre i bambini s’intratterranno insieme in animatissimi giochi di movimento – a ricordare che l’attività fisica significa gioco e divertimento – e si sfideranno in un simpatico test che metterà alla prova le loro abitudini per uno stile di vita sano e una crescita migliore, i genitori potranno prendere parte a un interessante momento formativo tenuto dal Biologo Nutrizionista Jacobo Bertini, Vicepresidente dell’Associazione italiana Nutrizionisti, che chiuderà l’evento con il seminario “Cosa e quanto devono mangiare i nostri bambini? Risposte e soluzioni ai problemi più comuni”.
Un colorato gadget per tutti i partecipanti sarà l’omaggio di questa giornata in cui, attraverso il gioco e la fantasia, speriamo che anche i bambini sviluppino una consapevolezza maggiore sull’importanza del cibo genuino e delle buone abitudini alimentari, sui valori di uno stile di vita orientato all´ecologia e al bene comune, costruito dal basso, che valorizzi le relazioni prima che il capitale, che riconosca una equa ripartizione delle risorse fra tutti, che dia priorità al rispetto dell´ambiente naturale e della comunità sociale.
Vi aspettiamo numerosi Domenica 17 febbraio alle 10 per giocare insieme, la partecipazione alla manifestazione è gratuita.
Per informazioni: 335.1201567

lunedì 11 febbraio 2013

- Una donna coraggio contro la 'ndrangheda



Incontro – testimonianza
con

Rosy Canale
coautrice del libro
”La mia 'ndrangheta”
Martedì 12 febbraio 2013 - ore 21.00
Cinema ARCI
Via P. L. da Palestrina - FR
Sosy Canale

Produzione di saponi artigianali e ricamo per combattere la criminalità organizzata e portare la legalità a San Luca, in Calabria, roccaforte della 'ndrangheta. Questa la missione di Rosy Canale, imprenditrice calabrese di 38 anni che ha deciso di lottare la malavita utilizzando come arma la cultura del lavoro. A raccontare la storia di Rosy è il blog La nuvola del lavoro del Corriere.it.
Rosy Canale era proprietaria di un locale a Reggio Calabria che è stata costretta a chiudere per non cedere alle minacce della 'ndrangheta che avrebbe voluto trasformarlo in una base per lo spaccio di stupefacenti. La donna si ribella alla criminalità organizzata, riceve minacce e viene aggredita.
Dopo essere stata ridotta in fin di vita dai suoi aggressori, Rosy decide di lasciare la Calabria, ma poi torna. Nel 2007 si trasferisce nella Locride, a San Luca, roccaforte della ‘ndrangheta, dove fonda il Movimento donne di San Luca e della Locride.
Obiettivo dell'associazione è quello di salvare madri e figli dalla criminalità e diffondere, attraverso il lavoro, la cultura della legalità in una terra dove il tasso di disoccupazione femminile è del 13,6%. Rosy apre dunque dapprima una ludoteca e in seguito crea un laboratorio per la produzione di saponi artigianali e uno di ricamo.
Adesso però la crisi ha colpito l'associazione. Ecco perché l'imprenditrice lancia una denuncia alle istituzioni: “Ci hanno lasciate sole, speravamo di ricevere aiuto, almeno nella fase di start up e invece nulla. Vogliono combattere la criminalità, rilanciare il Sud, ma solo a parole”.
Malgrado la tentatizione di mollare tutto, Rosy assicura però che l'impegno dell'associazione rimarrà alto: “fermarsi sarebbe come urlare al mondo Viva la ‘ndrangheta”.
A.P.
Portare cultura del lavoro e sviluppo dove questi valori non esistono perché alla legalità si preferiscono le leggi non scritte della malavita. Un’impresa ardua, ma non per Rosy Canale, imprenditrice calabrese 38enne che ha fatto della lotta alla ‘ndrangheta  una missione di vita.
A lei lavorare piace da sempre: “ero proprietaria e gestore di un locale a Reggio Calabria -racconta Rosy- inaugurato e fatto crescere con tanti sacrifici” ma un giorno è costretta a smettere. La criminalità organizzata la prende di mira, vuole che il suo locale diventi una base per lo spaccio di droga. Lei si ribella, loro la minacciano.
Una sera Rosy sale in macchina dopo aver finito di lavorare, ad attenderla ci sono due aggressori. “Mi hanno picchiata fino a ridurmi in fin di vita -racconta- Ho capito che lì non ero più al sicuro”. Lascia la Calabria, ma alla fine decide di tornarci, e non in un posto a caso.
Nel 2007 si trasferisce nella Locride, a San Luca, roccaforte della ‘ndrangheta. “Volevo dare un’altra chance alla mia terra -spiega- Ho scelto un paese in cui la malavita comanda. Ho pensato che se un seme riesce a germogliare nella roccia, allora può farlo ovunque”.
Qui Rosy fonda il Movimento donne di San Luca e della Locride: un’associazione che vuole salvare madri e figli dalla criminalità e diffondere la cultura della legalità attraverso il lavoro. “Prima ho aperto una ludoteca, un posto sicuro per i bambini abituati a giocare con le pistole”, spiega la Canale.
“Poi ho avviato un laboratorio per la produzione di saponi artigianali e uno di ricamo”. Lavori semplici, ma che possono cambiare la vita di chi vive in una terra dove il tasso di disoccupazione femminile è al 13, 6% (Fonte Istat). Le donne di San Luca oggi sono 18, hanno tra i 35 e i 40 anni. Sono madri, mogli, sorelle di uomini vittime e carnefici della ‘ndrangheta. Fanno le braccianti e vivono dei prodotti che loro stesse coltivano.
“Hanno creduto molto in questo progetto e nel loro lavoro”, precisa Rosy. “All’inizio abbiamo avuto attenzione e fondi per comprare i macchinari. L’obiettivo-spiega la Canale- era dare un primo impiego per creare occupazione, entrare nel mercato dell’equosolidale, partecipare alle fiere di settore”.
Le cose sembravano funzionare, ma poi la crisi non ha risparmiato nemmeno loro. “Vendiamo poco, facciamo fatica a ripagarci le spese. Non voglio che le mie donne lavorino gratis -puntualizza- un compenso è la base di ogni lavoro onesto”. “La difficile congiuntura economica ha reso le persone impermeabili alla solidarietà. Prima c’era più interesse vero la nostra realtà”.
L’imprenditrice si dice stanca e non nasconde la delusione avuta dalle istituzioni locali: “Ci hanno lasciate sole-denuncia- speravamo di ricevere aiuto, almeno nella fase di start up e invece nulla. Vogliono combattere la criminalità, rilanciare il Sud, ma solo a parole”.
Rosy ammette che le cose sono sempre più difficili e la tentazione di mollare tutto ogni tanto c’è. “Per ora proviamo, tutte insieme, a continuare-spiega-fermarsi sarebbe come urlare al mondo “Viva la ‘ndrangheta””.
San Luca è un borgo antico, un pugno di case bianche arroccate tra i monti della Locride. Era il paese di Corrado Alvaro, il poeta che scriveva: “La disperazione più grande che possa impadronirsi di una società è il dubbio che essere onesti sia inutile”. Ma è anche la roccaforte della ‘ndrangheta, della faida tra i Nirta-Strangio e i Pelle-Vottari, quella della strage di Duisburg, Germania, del 15 agosto 2007. Sei uomini uccisi nell’ultimo atto di una guerra tra ‘ndrine, cominciata nel 1991. La mente dell’agguato è Giovanni Strangio: voleva vendicare la cugina Maria, moglie del boss Gianluca Nirta, uccisa la notte di Natale del 2006.
Le immagini di quei corpi crivellati fanno il giro del mondo e rimbalzano anche dal televisore di una donna che ha conosciuto la ‘ndrangheta da vicino. Si chiama Rosy Canale e nel 2004 è stata ridotta in fin di vita per non essersi piegata ai clan di Reggio Calabria, che volevano fare del suo locale il quartier generale dello spaccio di cocaina. Si sta riprendendo dopo una lunga convalescenza e vorrebbe abbandonare quella terra amata e allo stesso tempo matrigna. Il massacro le fa cambiare idea. Decide di andare a San Luca, perché “se un seme riesce a germogliare nella roccia, allora può farlo ovunque”. Si trasferisce lì e, grazie alla vincita di un bando, comincia un corso di disegno per i bambini. Poi apre una ludoteca all’interno di un bene confiscato, un laboratorio di ricamo e una piccola fabbrica di saponi in cui impiegare le donne del posto, quasi tutte disoccupate. Il 27 gennaio 2008 nasce il Movimento Donne di San Luca.
Oggi Rosy racconta la sua esperienza in un libro, scritto a quattro mani con la giornalista Emanuela Zuccalà (scarica alcune pagine del volume). Presentato anche a Milano l’11 novembre durante il Festival dei Beni confiscati alle mafie, si intitola La mia ‘ndrangheta” (Ed. Paoline, 19,90€) e racconta la storia di questa donna coraggiosa, senza dimenticare il resoconto della faida di San Luca. “E’ stato un lavoro lungo – racconta Zuccalà – io e Rosy abbiamo unito lo sguardo personale a quello più distaccato della giornalista che vuole raccontare, con il massimo rispetto, i fatti e le donne di San Luca”. Tra queste spicca Teresa Strangio, madre di Francesco Giorgi e sorella di Sebastiano Strangio, uccisi a Duisburg. “Si è presentata al funerale dei suoi cari vestita di bianco, ha perdonato gli assassini e poco dopo la strage ha celebrato il matrimonio della figlia. Teresa sfugge a qualunque classificazione, non ha molta cultura, ma è una vera rivoluzionaria. E’ l’alter ego di Rosy”, dice Emanuela.
A San Luca non c’è donna che non abbia avuto a che fare con la ‘ndrangheta. Qualcuna ha perso il padre o il marito, qualcun’altra il figlio o il fratello. Anche chi non ha vittime in famiglia, ha vissuto consapevolmente in condizioni modeste per non essersi mai immischiata “con i sequestri o con la farina (la cocaina, ndr). “Il movimento – racconta Emanuela – ha scoperto talenti straordinari, a lungo rimasti inespressi”. L’iniziativa di Rosy ha riacceso la speranza, ma ora ci sono molte difficoltà, mancano i fondi e il sostegno delle Istituzioni, locali e nazionali. “’La mia ‘ndrangheta’ vuole riabilitare San Luca dalla demonizzazione mediatica. La Calabria non è solo una terra maledetta, ma un terreno fertile in cui possono nascere nuove idee – spiega la giornalista – Abbiamo voluto trasmettere una immagine coerente della ‘ndrangheta. Per qualcuno è ancora un’organizzazione criminale di pastori, ma in realtà è una rete potentissima con una testa e molte braccia, anche all’estero. I boss viaggiano e usano la tecnologia. Anche le donne ora hanno ruoli più attivi”. Nel luglio 2011, durante il processo Fehida, la Corte d’Assise di Locri ha condannato all’ergastolo per la strage di Duisburg Giovanni Strangio, Gianluca Nirta, Giuseppe e Francesco Nirta, Sebastiano Romeo, Francesco Pelle, Francesco e Sebastiano Vottari. Ci sono state anche tre condanne minori e tre assoluzioni. “Il nostro libro – precisa Emanuela – non assolve e non condanna, è una storia, vera, che vuole lanciare un messaggio di speranza, al di là di tutti gli stereotipi”.
Storia e cronaca della ‘ndrangheta a Reggio Calabria e nella Locride, attraverso il racconto personale di Rosy Canale. Nata a Reggio, imprenditrice, vittima della mafia calabrese e viva per miracolo, si ritrova a San Luca, il paesino dell’Aspromonte ombelico della ‘ndrangheta, ad avviare un’attività di volontariato con le donne.
Qui il suo racconto si intreccia con quello delle donne del posto, madri delle vittime di Duisburg, sorelle di altre vittime e carnefici di una faida senza fine.
Prima parte: Era tutto bianco. Dalla visione del primo morto ammazzato sotto casa, fino all’aggressione che quasi la uccide.
Rosy Canale racconta l’adolescenza a Reggio Calabria durante la cosiddetta seconda guerra di ‘ndrangheta, i suoi incontri con i boss, le vecchie conoscenze di famiglia che sono pezzi di storia della ‘ndrangheta, le minacce, la tragedia. E, in mezzo, l’amore, la figlia, il ritratto di una società malata dal quale emergono tanti perché sul-la nascita e l’affermazione della ‘ndrangheta.
Seconda parte: Donne in Aspromonte. Rosy va a San Luca, a fare volontariato nelle scuole: l’unico modo per curarsi dopo il trauma. La vita di paese, i ritratti delle donne che si riuniscono attorno a lei, le tradizioni, l’odio atavico per i carabinieri, la storia del Movimento Donne di San Luca fino all’assegnazione di un bene confiscato alla ‘ndrangheta per farlo rivivere con progetti sociali.
Terza parte: Dimenticare Duisburg. I progetti del Movimento donne di San Luca, dalla creazione di una ludoteca per i ragazzi del paese fino alla mostra fotografica allestita a New York. L’analisi della strage di Duisburg, ancora oscura nelle sue motivazioni, e dell’ascesa criminale della ‘ndrangheta a livello internazionale. Le testimonianze dirette delle madri di due vittime di Duisburg.
Il libro si conclude con il pellegrinaggio al santuario di Polsi, nel cuore dell’Aspromonte, dove c’è quella che è stata definita “la Madonna della ‘ndrangheta”, muta guardiana di tanti summit criminali.
Il lieto fine non c’è.

La denuncia dalla sua voce al cinema ARCI (di Luciano Bracaglia)
 




L'incontro è stato organizzato da Laboratorio Scalo. 

Clicca qui per vedere il servizio di Frosinoneweb al cinema ARCI: http://www.frosinoneweb.net/2013/02/13/rosy-canale-quando-ti-hanno-gi%C3%A0-ucciso-una-volta-non-hai-pi%C3%B9-niente-da-perdere/ 

sabato 9 febbraio 2013

- Mancanza divieto d'accesso "PERICOLOSISSIMO"

Uscita a senso unico proveniente da Via Berna
 Oggi è intervenuto l'assessore ai LL.PP. ed ha garantito che lunedì la Multiservizi, poserà i segnali idonei... Verificheremo


Ci troviamo sulla Monti Lepini, in direzione verso S.S. per Fiuggi, all'altezza del Centro Copie Bortone, prima di imboccare la discesa del sottopasso e, come potete vedere, non esiste un segnale stradale di divieto d'accesso, verso Via Berna...!!!
Mi riferisce Piero, l'impiegato del Centro Copie che molto spesso, vede auto, moto e bici che imboccano tranquillamente in senso contrario... Se non si interviene in fretta, prima o poi, accade l'imprevedibile...!!!



- In vela per Frosinone


In questa pagina, inseriremo tutte le Vele che navigano per Frosinone... 

Peccato che non sia il vento a muoverle e,... 

il PM10 cresce, cresce, cresce...!!!

Ringraziamo i committenti che invece di attivarsi per abbatterlo, contribuiscono ad incrementarlo...

il PM10...
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Dopo le vele, a seguire, trovate
Manifesti abusivi...




Il mare si è spostato a Frosinone...
Tutti in vela...!!!

Nuova vela arrivata dal mediterraneo
ad inquinare Frosinone



Non si accontentano solo di
inquinare ma invadono anche
la corsia della rotatoria
al Casaleno...
Questa mi mancava. Ho dato
3 doppioni per averla da
Riccardo Spaziani
Alè trovataaaaa..........!!!!
L'avevo già incrociata tante volte,
quella del Presidente (ex)
ma non riuscivo a fotografarla..
Finalmente ce l'ho fatta...!!!










C'è anche Abbruzzese...!!!






















"Per Gandhi, un seme malato non può dare una pianta sana. Veniamo al dunque, avete presente tutti quei camion che girano per le nostre città con la pubblicità elettorale sopra? Camion vela si chiamano. Ecco, prima di dare il voto a qualcuno pensate se vale la vela, ops.... la pena di far eleggere un partito/candidato che non si faccia alcuno scrupolo a far girare per tutto il giorno per molte settimane un camion che disturba il traffico e inquina moltissimo. Non è il camion che fa la differenza ovvio, ma stiamo parlando di semi".
A proposito di "SEMI"... Questa mattina ho rincorso con grande ardore il camion vela di PICANO, con l'intento di fotografarlo ma..., ho dovuto desistere perché mi ha "SEMI"...nato... :)

Collaborate, inviate le foto di tutte quelle che incontrate
ed avremo una bella collezione...

C'è una regata anche a Cassino...
New Entry da Cassino...


Dice Emiddio De Santis
che a Latina sono più avanti di noi... hanno le vele frigo !!!!

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Manifesti abusivi...
Non votare chi imbratta le città! Come si può essere bravi amministratori se per primi non si rispettano le regole?

 
25 gennaio 

venerdì 1 febbraio 2013

- La Uespa 2013


te penceca - te gonfia - 'ntaccide - esce quand'è aulenata

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Indice:

Pagena une:
- La cupertina 
Dui:
- Lettera aruperta  a glie sindeche de Frusenone
Tre:
- Glie clebbe delle lengue sozze
Quattre:
- La uocca della uerità
Cinque:
- Noua giunta a glie Cumune:
so chisse diece che cummannene - C'è posta per te
Sei:
- Pengecate de uespa - Alla Pruincia
Sette:
- Scazzamignenne pè glie Tribbunale - Concorso Bimbe Belle
Otte:
- A chi tocca s'arroscia
- Lettera a glie Prefette
- Edicola Sant'Antonio

Noue:
- Chiglie che la uedene poche o quase maje
- A la croce rossa de Frusenone

Diece:
- Frusenone deuentarà Bella o sarà sempre Brotta?

Undece:
-  A glie Cataste
Dodece:
-Nen è uere n'cazze (ma le dicune)
Tredece:
- Scherzenne, scherzenne
Quattordece:
- Chelle e chiglie de le Terme Pompeo
- Concorso bimbi belli
Quindece:
- Cinema, TV e canzoni - Una e-mail per ... me
Sedece:
- Chesta è bona - Cose da pazze - Album figurine
Dieciassette:
- Giornale radio - Aglie Pippodrome
Dieciotte:
- De Porcu abbasta i auanza Alessio: è braue, bieglie i mò pure sicche!
Dieciannoue:
- De Extra c'è remaste sole glie nome
Uente:
- Che brotta bestia la puliteca!! - Glie clebbe de glie nonne rembambite
Uentune:
- "Miss Uespa 2013" (mieglie nen le sieme truate)
Uentedui:
- Attente a chesse - Chelle che lauorene 'ncima a Feisbuc (perché nen tienne 'ncazze da fà)
Uentetre:
- Sfarfallenne - Cuori solitari (ex "Clebbe delle Uizzoche")
Uentequattre:
- Donne: Modi di dire vizi e virtù - Pure chess'atre uè le raccumanname
Uentecinque:
- Quattre "cazzate" giuste pe ride
Uentesei:
- Glie uangele seconde la Uespa
Uentesette:
- Astor Hotel: A disposizione - Tipe a spiaggia
Uentotte:
- A glie giurnale "La Provincia" succede chesse i atre - Farmacia Bigoni
Uentenoue:
- Frosinone Calcio: Pane & Pallone
Trenta:
- Cose che succedene - Circolo Sporting Europa
Trentune:
- La Talpa e glie Comune
Trentadui:
- Fotocronaca osè
Trentatrè:
- Cenere e carbone
Trentaquattre:
- Ciociabook
Trentacinque:
- Block notes - I Telecani d'oro 2012
Trentasei:
- Aucate rampante
Trentasette:
- Le pagelle gialleblù - Calle calle
Trentotte:
- 'Mparateue a campà
Trentanoue:
- Giurnale, giurnaliste i giurnalare
Quaranta:
- Raglie d'asene
Quarantune:
- Babbo Natale a glie cataste - Nommera - 'Mbriachella i glie turgiane
Quarantadui:
- Ultimissime della notte
Quarantatrè:
- Ndocce Campanile
Quarantaquattre: Chesta la diche a mode mie:
- L'alma deglie cummerce: la pubblecetà.
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