Restiamo in attesta dieci giorni, per ascoltare i pareri dei cittadini e se ci sarà una maggioranza favorevole invieremo la proposta al Comune di Frosinone.
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Restiamo in attesta dieci giorni, per ascoltare i pareri dei cittadini e se ci sarà una maggioranza favorevole invieremo la proposta al Comune di Frosinone.
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Se fossi stato il dirigente addetto alla viabilità del Comune di Frosinone:
vista la fila indiana che si forma sempre, in diverse ore della giornata su viale Madrid e che si fatica molto ad uscire dallo stop su Via T. Landolfi, avrei modificato l'utilizzo della strada come descritto in foto:
La 𝐏𝐫𝐨𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐯𝐢𝐚 𝐁𝐮𝐝𝐚𝐩𝐞𝐬𝐭, del 20 gennaio 2026, 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐞𝐠𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐢𝐜𝐥𝐨-𝐩𝐞𝐝𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐭𝐫𝐚 𝐕𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐏𝐚𝐫𝐢𝐠𝐢 𝐞 𝐯𝐢𝐚 𝐓. 𝐋𝐚𝐧𝐝𝐨𝐥𝐟𝐢, è nata dopo aver denunciato al Comune un albero pericoloso e soffocato dalle edere.
Sono passati 6 giorni e nessuno si vede.
"Caro Giuseppe Sarracino, dopo che hai fatto intervenire sull'albero pericoloso sul Viadotto Biondi, con prontezza ed attenzione, vorrei ricordarti che anche questo sulla minore via Budapest, ritengo possa essere allo stesso modo pericoloso perché il nostro parcheggio condominiale di viale Parigi, 11 è molto frequentato da persone ed auto. Grazie per la dovuta attenzione che non vorrai tralasciare, anche potendo addebitare le spese al proprietario del terreno confinante che da decenni è incurante ed andrebbe sansionato per aver abbandonato."
Una cittadina ha scritto:È ora che i proprietari dei terreni abbandonati facciano una pulizia profonda.... ne vale anche per il decoro della Città...... in caso di inadempienza scattino le multe.....
Allego:
- Immagine con tracciato proposto;
- Albero pericoloso e vegetazione invasiva;
- Planimetria.
Planimetria con tracciato proposto
Una, dieci, cento "Via Casone" ed il traffico intenso su arterie varie ne beneficerà.
Questa è una dimostrazione semplificata per far comprendere la convenienza e i miglioramenti che si ottengono aprendo nuove e più strade
Più percorsi = meno congestione e flusso migliore
La ramificazione riduce la congestione. Sia nei sistemi idrici che nel traffico stradale, distribuire il flusso su più percorsi paralleli permette un movimento più veloce ed efficiente. Un singolo percorso crea colli di bottiglia, mentre multiple vie permettono a più "unità" (acqua o veicoli) di fluire simultaneamente senza ostacolarsi a vicenda.
"Via Casone, una soluzione concreta per la mobilità cittadina"
Dopo anni di chiusura e abbandono, è arrivato il momento di ripensare Via Casone come un collegamento strategico tra il quartiere Cavoni ed il Centro di Frosinone.
L’apertura al traffico, con senso unico e pista ciclabile, rappresenterebbe una boccata d’ossigeno per la mobilità cittadina, alleggerendo il carico veicolare sulla congestionata Monti Lepini.
Un progetto semplice, sostenibile e realizzabile, che migliorerebbe i tempi di percorrenza, aumenterebbe la sicurezza e favorirebbe anche la mobilità dolce con riduzione dell'inquinamento, grazie alla presenza della ciclopedonabile.
È ora di trasformare questa strada dimenticata in una risorsa per tutta la città?
Che cos'è oggi la Valle del Sacco?
Una discarica di interessi economici e politici, piegata a logiche di profitto e abbandonata da una classe dirigente che ne ha favorito il degrado. Di fronte c'è una comunità che pretende rispetto, anche da chi ne strumentalizza le battaglie per tornaconto personale, svuotandole di senso e logorandone la credibilità.
Ogni decisione è stata orientata da scopi estranei alla tutela ambientale e al bene comune. Dalla bonifica — ridotta a slogan da destra e sinistra — ai fondi del PNRR utilizzati per operazioni opache. Dalle politiche di reindustrializzazione alla riperimetrazione del SIN, fino alla cosiddetta transizione ecologica, trasformata nell’ennesimo paravento per progetti a beneficio di pochi.
Dopo il diniego all’impianto di Frosinone — ottenuto dopo oltre 5 anni grazie all'azione della Provincia e forse alla rinuncia del proponente, scoraggiato dall’obbligo di caratterizzazione ambientale su un sito contaminato — e dopo l’autorizzazione del biodigestore di Anagni (con prescrizioni e ricorsi ancora in corso), tra Artena e Paliano avanzano nuovi impianti per biodigestione e biometano. Progetti sostenuti da fondi pubblici e approvati con modalità tutt’altro che trasparenti.
Le denunce sollevate in questi anni sulla pericolosità di tali impianti e sulla loro localizzazione nel SIN della Valle del Sacco restano valide. Questa non è transizione ecologica: è un modello che di “verde” ha solo il colore dei soldi, sorretto da un ambientalismo di facciata e strumentalizzato da chi cavalca le proteste solo per convenienza, senza mai mettere in discussione un sistema che sfrutta il territorio e ne esporta i profitti.
Con i nuovi progetti in corso, ai cittadini si chiede di pagare il prezzo della speculazione “green”: salute compromessa, territorio sacrificato, qualità della vita distrutta. I vantaggi? Solo per grandi gruppi economici e politici. Pesano le gravi responsabilità di amministratori locali e regionali, che ignorano le comunità e calpestano i territori in nome del profitto di pochi.
Da oltre 5 anni, il Comitato No Biodigestore porta avanti un’intensa attività di informazione, mobilitazione e contrasto istituzionale per bloccare l’autorizzazione del biodigestore di Frosinone.
Un lavoro costante, documentato e partecipato, che ha coinvolto cittadini, tecnici e associazioni.
Ed il risultato è arrivato.
Tutto il percorso, le iniziative e i risultati ottenuti sono consultabili sulla pagina ufficiale:
La tutela del territorio non si ferma. Continueremo a vigilare.