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venerdì 31 marzo 2017

- TUTELA AMBIENTE E SALUTE: Adesione al documento per difendere la partecipazione dei cittadini

Grazie al "Forum Abruzzese dei Movimenti per l'Acqua", 9 associazioni in seno al nascente Coordinamento Interprovinciale Ambiente e Salute della Valle del Sacco e Bassa Valle del Liri, siamo orgogliose di stare tra le 107 associazioni che abbiamo aderito al documento che è stato inviato ieri a: (vedere dopo l'elenco delle associazioni).


Al Presidente della Repubblica
Al Ministero dell'Ambiente
Al Ministro dei Beni e delle Attività culturali
Ai Presidenti delle Commissioni Ambiente di Camera e Senato
Ai Parlamentari del Parlamento Italiano
Ai Presidenti della Regioni
Agli Assessori all'Ambiente delle Regioni
All'ANCI
Alla Commissione Europea
Autorità Nazionale Anti-Corruzione
Ai Consiglieri regionali

OGGETTO: nuove procedure di Valutazione di Impatto Ambientale - rapporto Stato-regioni -
qualità ambientale e tutela della Salute - richiesta di radicale modifica della proposta del
Governo di recepimento della Direttiva 2014/52/UE
Siamo organizzazioni che da decenni operano in tutta Italia nel campo della tutela dell'ambiente e della salute, partecipando attivamente alla vita civica del paese. Abbiamo spesso evitato scempi e gravi danni al territorio e alla salute dei cittadini frutto di scelte errate e spesso scellerate degli amministratori.
Siamo venuti a conoscenza della proposta di Decreto predisposta dal Governo per il recepimento della Direttiva 2014/52/UE con modifiche al D.lgs.152/2006 "Norme in Materia Ambientale" (noto come Testo Unico dell'Ambiente) che ora è al vaglio della Conferenza Stato-Regioni e delle Commissioni parlamentari.
Vogliamo esprimere la più profonda amarezza ed indignazione per i contenuti del tutto inaccettabili della proposta di Decreto; si guarda con evidente fastidio alla partecipazione dei cittadini e degli enti locali alle scelte che interessano i territori dove essi vivono e viene alterato anche il rapporto tra Stato centrale e regioni. Enti locali e cittadini addirittura perdono del tutto la possibilità di intervenire per ben 90 categorie progettuali, dagli impianti estrattivi a quelli dei rifiuti, passando per una moltitudine di altre tipologie di opere. L'elenco dettagliato è alla fine della parte tecnica del presente documento.
Un provvedimento che possiamo definire in diversi passaggi foriero di corruzione per i vantaggi che offre ai funzionari pubblici infedeli e ai privati meno attenti, a chi vuole sfruttare l'ambiente illecitamente e abusivamente mettendo a rischio la salute delle persone e la qualità del territorio. Un vero e proprio vantaggio di posizione che, tra l'altro, minerebbe alla base la libera concorrenza in quanto penalizzante per le aziende più corrette che verrebbero costrette ad una competizione al ribasso.
Oltre a contenere diverse palesi violazioni della Costituzione e della stessa Direttiva Comunitaria che sulla carta vorrebbe recepire, in almeno un passaggio il Decreto, se approvato in questa versione,
sovvertirebbe addirittura lo Stato di Diritto, con i funzionari dell'apparato amministrativo che potranno ignorare le decisioni dei tribunali amministrativi. Inoltre si propugnano addirittura metodi anti-meritocratici per la selezione dei soggetti che dovrebbero decidere e valutare le opere che possono avere impatto su salute ed ambiente.
Crediamo che questo paese non meriti tutto ciò, dopo decenni di depredazione dei territori con le
devastazioni, i dissesti e la diffusa inottemperanza degli standard comunitari per acqua, aria e suolo che sono sotto gli occhi di tutti proprio a causa dell'incuria della classe dirigente che non ha ascoltato la voce dei cittadini organizzati che quasi sempre si è rivelata più lungimirante.
Basti pensare che le forze politiche che si sono succedute alla maggioranza di Governo di questo paese per anni, davanti ai conflitti sociali sulle grandi opere, hanno richiamato - a parole - l'importanza del dibattito pubblico preventivo. Peccato che non l'abbiano mai praticato nonostante sia previsto dal 2006 proprio nel Testo Unico dell'Ambiente! Ecco, ora che la Direttiva Comunitaria intende aumentare la dose di partecipazione nel sistema, la bozza di Decreto svilisce ulteriormente sia questo strumento che altri che potrebbero garantire un'ampia partecipazione degli enti locali e delle comunità alle decisioni. Sono tanti i cittadini che vogliono poter esprimere la propria posizione, come hanno dimostrato lo scorso 4 dicembre 2016 con l'enorme partecipazione al Referendum costituzionale. Tra l'altro hanno detto No alla riforma costituzionale che voleva cambiare proprio l'Art.117 proponendo un ulteriore accentramento dei poteri e delle competenze.
Questo decreto non prende atto della lezione data dai cittadini il 4 dicembre 2016 e persegue gli stessi
obiettivi di quella riforma bocciata.
Qui di seguito passiamo velocemente in rassegna le principali criticità, rimandando al documento tecnico allegato alla fine del presente documento per un'analisi approfondita punto per punto con alcune delle numerose proposte che la nostra esperienza diretta ha maturato in questi anni in materia di procedimenti valutativi di carattere ambientale.
Vedrete che le nostre indicazioni non verteranno sulla questione dei tempi certi delle procedure perché in questi anni siamo noi per primi ad aver accusato il Ministero dell'Ambiente delle inaccettabili lentezze nell'esame dei progetti, visto che vogliamo l'immediata definizione dei procedimenti. Non ci spaventa il confronto ma vogliamo che il paese si comporti in maniera adulta e matura. Altri, invece, per imporre dall'alto scelte illogiche e poco fondate che non saprebbero spiegare, introducono nel Decreto numerosi sotterfugi ed escamotage per eliminare il confronto alla radice; un provvedimento che mostra anche gravissimi limiti culturali e etici. La politica non dovrebbe fermarsi a stigmatizzare a parole le lungaggini ministeriali nella definizione degli esiti dei procedimenti ma dovrebbe prendere provvedimenti concreti contro i dirigenti politici ed amministrativi che le hanno determinate. I ritardi non possono essere certo strumentalizzati proprio da chi li ha causati proponendo norme anti-democratiche che uccidono quel dibattito serio ed approfondito sulle opere e sulla loro reale utilità che non può che migliorare la nostra democrazia e la stessa economia evitando gli sperperi e i danni che abbiamo visto in questi anni sui nostri territori.
Siamo disponibili ad un confronto, anzi, lo chiediamo, affinché possiate comprendere tutti i gravissimi limiti di questo provvedimento che deve essere assolutamente modificato pena l'ulteriore decadimento della vita pubblica nel nostro paese.
Qui sotto riepiloghiamo le principali criticità rinviando al documento tecnico allegato l'esame "comma per comma" della bozza di Decreto predisposta dal Consiglio dei Ministri e trasmessa al Parlamento. 
Documento completo di osservazioni [QUI].


★★★★★★

(Per accedere al documento completo cliccare sull'immagine

martedì 21 marzo 2017

- Viale Parigi (Cavoni): 200 m di strada abbandonata

Si, sono solo 200 m, dalla rotatoria che incrocia con Viale Madrid, fino alla parte più alta dove finisce la strada. Un tratto di Viale Parigi, abbandonato a di tutto e di più...!!!

Premesso che è rimasta l'unica strada nella quale non sono ancora state sostituite le vecchie lampade con i moderni LED che oltretutto fanno risparmiare sui costi dell'energia elettrica...!!!

Sono ben 6 i pali dell'illuminazione pubblica che sono stati rimossi a causa della corrosione da ruggine, deteriorati nel tempo per mancati accorgimenti ed opportuna manutenzione e mai rimessi in opera.


















Poi, ce ne sono altri due, tra i quali, uno senza porta lampade... (7)
 


...e l'altro (8) che con il protrarsi della primavera, quando inizieranno a crescere le foglie sugli alberi, sarà oscurato dalle stesse...



Insomma, un'illuminazione pubblica che ci fa vivere nell'oscurità...
L'oscurità è la signora dell'inquietudine... e nella nostra zona si vive nell'inquietudine... per tanti motivi...!!!

Da non trascurare poi l'inciviltà di certi residenti, dico certi perché vivaddio non tutti lo sono e comporre un numero verde gratuito, per far rimuovere rifiuti ingombranti, risulta impresa ardua.





Dulcis in fundo (non è tutto qui... ma ci fermiamo per non renderci troppo antipatici), hanno iniziato con il così detto "asfalto elettorale", in via Strasburgo... Vogliamo augurarci che anche in questo, la nostra strada non venga dimenticata...!?
Spero di no..., altrimenti..., i voti...., NISBA...! ;)


Anche in passato mi sono già interessato del problema, vedi [QUI]
e se ne occupò anche il compianto caro presidente del gruppo anziani Cavoni, Matteo Battisti [QUI]
Se ne è interessata anche RAI TRE, vedi [QUI]
.
Questi invece, nella piazza casetta di legno, sono a riscio caduta e quindi pericolosi...





Un ringraziamento da parte degli abitanti del quartiere Cavoni ad Alessandro Redirossi de Il Messaggero che ha dato voce al nostro appello.
 


sabato 18 marzo 2017

- ANAGNI: Convegno Inquinamento Ambientale. Rischi per la salute nella Valle del Sacco

Il convegno è stato organizzato da diverse associazioni e comitati di Anagni, (vedi locandina), dove si vive una situazione drammatica, come in tutta la Valle del Sacco, per la enorme quantità d'impianti di combustione a tutti i livelli inquinanti. Dopo gli interventi molto allarmanti, da parte dell'Associazione dei Medici per l'Ambiente di Frosinone, (vedere di seguito alcune slides proiettate), il messaggio molto forte è stato quello che non potremmo e non dovremo sopportare più alcun impianto e di nessun genere. La salute degli abitanti di tutto il territorio è ormai minata all'inverosimile. Noi tutti, i soggetti ambientalisti, terremo alta l'attenzione affinché ciò non avvenga.

Ottimo anche l'intervento di Alberto Valleriani di RETUVASA il quale ha elencato con dovizia di particolari gli impianti e le quantità di rifiuti lavorati, zona per zona, in tutto il territorio. Quantità tra l'altro molto allarmanti... Oltre a centrali di cogenerazione di vari tipi, dannose per il nostro ambiente.
Alberto è tra i soggetti presenti nel neonato Coordinamento Interprovinciale per l'Ambiente della Valle del Sacco e Bassa Valle del Liri e partecipa attivamente insieme ad altri a far crescere e concretizzare tale RETE. 













venerdì 10 marzo 2017

- RIPRENDIAMOCI L'ACQUA - Assemblea pubblica, Isola del Liri


Fondamentalmente, al di la delle tante promesse e buoni intendi espressi da ogni relatore, quello che più conta è che entro giugno 2017, il problema ACEA, sia stato risolto, costituendo la nuova società pubblica. Bisogna lavorare tutti insieme e subito...!!! Sindaci, consiglieri, comitati, coordinamenti e cittadini.

Di seguito alcuni interventi:

Mario Antonellis


https://www.facebook.com/luciano.bracaglia/videos/10212593551824468/



Caligiore sindaco di Ceccano


https://www.facebook.com/luciano.bracaglia/videos/10212593850831943/



Adriano Roma Vice sindaco di Arnara

https://www.facebook.com/luciano.bracaglia/videos/10212593964394782/



Frattaroli sindaco di Settefrati
 
https://www.facebook.com/luciano.bracaglia/videos/10212594005795817/



Marco Maddalena Consigliere comune Ferentino 

https://www.facebook.com/luciano.bracaglia/videos/10212594165839818/


Nicola Ottaviani sindaco di Frosinone

https://www.facebook.com/luciano.bracaglia/videos/10212594237481609/


Di Pucchio Consigliere Comune Isola del Liri 



Prossime azioni previste dal Coordinamento Acqua Pubblica... 

- E' ormai irreversibile, il Processo di Risoluzione contrattuale.
- La futura forma di gestione, non potrà che essere esclusivamente PUBBLICA..
- Si ritiene indispensabile e NECESSARIO, l'azzeramento della STO.
- Serve immancabilmente la ricognizione dei danni prodotti da Acea, Comune per Comune, prima della sua dipartita. Si inizierà con i comuni "AMICI".
Questo è in sintesi l'esito della manifestazione a Isola del Liri.
Un bagno di folla ha sancito definitivamente la saldatura delle istanze dei cittadini con quelle dei loro amministratori di riferimento. Avanti tutta. #BASTACEA senza se e senza ma.
 .

venerdì 3 marzo 2017

- DIRITTO DI REPLICA - L'INCUBO INQUINAMENTO - LAZIO TV

TRASMISSIONE andata in olda il 01/03/2017

"L'Italia è stata già condannata tre anni fa per i superamenti di PM10 per il periodo 2006-2007. Non è bastato: 13 delle 55 aree già condannate hanno continuato a superare costantemente i limiti".

Ergo: occorre maggiore impegno a tutti i livelli, cittadini compresi.


Un estratto della trasmissione DIRITTO DI REPLICA...


In attesa della versione integrale.....

“I rischi sanitari da inquinamento della valle del Sacco”, era questo il titolo del convegno svoltosi il 10 febbraio al castello Colonna di Patrica, organizzato dall’associazione culturale “Città e dintorni: la politica e il buon governo”.
Sono intervenuti a relazionare:
- il presidente dell’ordine dei medici Fabrizio Cristofari
- il sindaco di Patrica Lucio Fiordalisio
- il  consigliere regionale Marino Fardelli
- il  presidente della Provincia Antonio Pompeo
- la  cardiologa Maria Cristina Volponi
la pneumologa Teresa Petricca
l'oncologo Giovanni Mansueto
 - il ministro Beatrice Lorenzin, ha disertato i lavori per sopraggiunti impegni istituzionali.

L'intervista a Luciano Bracaglia dell'associazione Frosinone Bella e Brutta ha avuto luogo in prossimità della (non riesco a definirla rotatoria), quello  strano manufatto c/o Madonna della Neve, il giorno della trasmissione "Diritto di Replica", il 01/03/2017.