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domenica 14 gennaio 2018

- Ricercatori italiani emigrati all'estero fanno una scoperta che potrebbe sconfiggere il cancro

Tutte le testate giornalistiche e TV ne hanno parlato...???

da www.fanpage.it 

pubblicato il 9 gennaio 2018 alle ore 19:07
Antonio Iavarone e Anna Lasorella: ecco i nomi dei due scienziati che hanno guidato il team della Columbia University di New York. La loro scoperta ha già rivoluzionato il mondo della medicina.
Dopo anni di ricerche, in particolare sul glioblastoma, la forma più aggressiva di tumore al cervello, Iavarone e la sua squadra hanno infatti individuato una particolare alterazione genica che favorisce la proliferazione delle cellule tumorali nella maggior parte dei pazienti malati: si tratta della fusione di due proteine che, scatendando un eccesso di energia, consentono alla massa tumorale la crescita esponenziale.
Sono già partite le prime sperimentazioni per mettere a punto delle terapie “personalizzate” che funzionino sulla base di questo meccanismo. 
Questa nuova conquista in campo medico ha però un retrogusto amaro per Iavarone e Lasorella, che anni fa sono stati costretti ad abbandonare l’Italia e a continuare negli Stati Uniti le ricerche iniziate qui: "Avrei voluto che il prestigio di questo risultato ricadesse sul mio paese. Mi sento un esule e mi dà profondamente fastidio aver ottenuto tutto questo lontano dall’Italia”.









venerdì 12 gennaio 2018

- Presepe 2018 al Fornaci Cinema Village di Lello Fiorillo

Lello Fiorillo è un nostro concittadino Frusinate, Campano di origini, da anni trasferitosi all'estero come tanti frusinati che non hanno avuto la possibilità di realizzarsi in alcun modo nel nostro paese. Uomo altruista di elevato senso umano, da sempre grande realizzatore del tradizionale Presepe animato.

Quest'anno è stato ospitato in un locale del Fornaci Cinema Village e vedete cosa è stato capace di realizzare, insieme al figlio.




Qui quello del 2017/2018, aperto al pubblico fino al 6 gennaio 2018




***
Qui di seguito il link del Presepe realizzato a Largo Turriziani nel 2010:

lunedì 8 gennaio 2018

- Polveri sottili: Misure con Oregon Scientific amatoriale

Ho avuto in prestito un apparecchietto che mi permette di valutare l'andamento dell'inquinamento con valori che pur non essendo scientificamente validi, (apparato di basso costo), fornisce comunque buone indicazioni confrontabili con la centralina di ARPA LAZIO, specialmente sui picchi delle fasce orarie. Sono indicazioni che non hanno valori scientifico riconosciuti con omologazioni.
Sto monitorando essenzialmente le PM10 per poterle confrontare con la centralina di Scalo che non prevede le PM 2.5, mentre questa misura sia le PM2.5 che le PM1.

Già da tempo sto pubblicando qui sul blog:
La scala dei valori come accennato è di diversa natura ma l'andamento delle fasce orarie è abbastanza simile e confrontabile, anche se sulla mia collina a Cavoni l'aria risulta più pulita, con valori più bassi rispetto a Scalo, grazie a Dio...! 

Qui il monitoraggio del 7/1/2018, all'esterno della mia abitazione in zona Cavoni



Di seguito i pannelli di confrontodi ARPA Lazio.
ASPETTO VOSTRE CONSIDERAZIONI
Grazie...
dalle 8 alle 9


Dalle 20 alle 23
(le macchie rosse rappresentano tra i 100 e i 200 µg/m3)




******************

Altre interessanti misure in movimento, all'esterno e su camini aperti a legna

L'attenzione che dedico all'inquinamento, mi spinge sempre più a farmi una cultura il più possibile completa sull'argomento, anche se le variabili sul tema sono molteplici e non tutte completamente comprensibili. Ultima esperienza, grazie ad una centralina mobile di quelle che si comprano online e di poche pretese, visti i costi contenuti. Mi è stata data in uso da un amico, i dati non saranno certificati ma sono molto attendibili per capire come si comporta la qualità dell'aria in base all'ambiente in cui viene misurata, le condizioni meteo e la posizione orografica della zona, se all'interno o all'esterno. Un fatto è certo, i grafici che si ottengono fanno capire bene qual'è l'andamento nel tempo, a prescindere dai valori ma dall'aumento o diminuzione degli stessi. La sperimentazione che ho fatto l'11 gennaio 2018, ha evidenziato come le PM salgono in maniera esagerata vicino ad un caminetto a legna e come siano contenute, più o meno, secondo l'ambiente, se in città o in periferia, se vicino ad un'arteria molto trafficata o in una zona con un alto livello sul mare.
Chiedo scusa per la qualità delle immagini fatte al buio ed in movimento, oltre che a tenere lo smart per le riprese, era un bambino.




giovedì 4 gennaio 2018

- Sacchetti biodegradabili a pagamento: chiarimenti ed alternative

     Qualcuno potrà mai mettere per un solo istante in discussione il mio impegno civico a difesa dell'ambiente...?
        Quindi, non ci sto a ricevere attacchi gratuiti e, a quanti non hanno dubbi sul mio impegno, vorrei solo chiarire la mia posizione di protesta assunta sui sacchetti biodegradabili a pagamento, necessaria a contestare tutti i politicizzati di parte partitica che cercano ogni forma di attacco pur di difendere l'indifendibile, gettandola in caciara e distogliendo l'attenzione da problemi molto più importanti e gravi che non sto qui a ricordare.

Nessuno mai, si sognerebbe di essere contrario all'eliminazione delle buste di plastica non ecologiche ma anche di altri involucri dannosi per l'ambiente, dei quali ci hanno invaso a non finire fino a farci rimpiangere la vecchia carta paglia ed i liquidi sfusi (alla spina). Non si capisce e si contesta la decisione unilaterale del Governo che ha caricato il costo dei sacchetti a carico dei  consumatori e non delle catene commerciali o degli esercenti ma ancor di più, molti non riusciamo ad accettare il divieto di utilizzare shopper portati da casa o le vecchie borse a rete molto utilizzate in passato, soluzioni che permetterebbero da un lato di ridurre il consumo di plastica proteggendo l'ambiente e dall'altro di evitare inutili costi a carico delle famiglie già tartassate abbondantemente negli ultimi anni.
Pertanto, se i consumatori non saremo autorizzati a portare da casa shopper, retine o buste trasparenti per la spesa, in grado di verificarne il contenuto, immagino che ci saranno clamorose forme di protesta nei supermercati, come già sta avvenendo che indurranno a lanciare lo sciopero dei sacchetti, spingendo i consumatori a pesare uno ad uno i prodotti ortofrutticoli passandoli singolarmente in cassa pur di non pagare l'ingiusto balzello ed il modo come è stato proposto.
Un altro problema è quello delle etichette del prezzo che non essendo biodegradabili dovrebbero essere staccate dalle nuove buste bio prima di essere utilizzate come sacchetti per i rifiuti organici domestici e la questione non si porrebbe se frutta e verdura venissero pesate alla cassa, come nei discount e il prezzo riportato direttamente sullo scontrino senza bisogno di attaccare etichette con colla sui sacchetti.
Domando ai soggetti che si pongono a difesa di questa nuova ingiustizia, cosa ne pensano invece della bella iniziativa all'insegna del risparmio e della sostenibilità che la Coop Svizzera ha messo a disposizione dei propri consumatori, buste riutilizzabili per frutta e verdura, chiamate Multi-Bag, in alternativa ai sacchetti di plastica che prima distribuiva gratuitamente.




I Multi-Bag, certificati da Oecoplan e sostenuti dal WWF, sono sacchetti a retina, riutilizzabili e lavabili in lavatrice a 30°C, su cui si possono attaccare e staccare le etichette con il prezzo dei prodotti acquistati. Per evitare di pagare anche il peso del sacchetto (27 g), basta pesare frutta e verdura sulla bilancia, imbustare e incollare l’etichetta sulla retina. Utilizzando una sola busta si possono mettere prodotti diversi, ad esempio mele e banane o arance e cavolfiori e aggiungere le etichette con i prezzi.
Il costo di un set di Multi-Bag da 3 sacchetti è di 4,55 €, ovvero 1,52 € l’uno.
Ai voglia a riutilizzarli...!!!
(Luciano Bracaglia)

Ahhh... ma siamo in Svizzera...!!!




mercoledì 20 dicembre 2017

- PM10, monitoraggi, analisi dei dati, fasce orarie maggiormente inquinate, fonti.

Frosinone, 20/12/2017

Dopo 18 giorni di analisi dei dati ARPA, iniziamo a fare qualche riflessione.


Se tutti i santi giorni dedico del tempo ad analizzare i dati forniti da ARPA LAZIO, non lo faccio perché non ho nulla da fare, anzi, è il contrario e non sto qui a farmi commiserare... ma lo dico perché mi farebbe piacere avere almeno dei ritorni dall'opinione dei miei contatti e che qualcuno si facesse venire qualche dubbio e commentasse!
Comunque, passiamo al sodo.Come potete vedere dalla foto in basso o da ciò che pubblico quotidianamente sul mio blog
appare evidente come le fasce orarie incriminate e che si ripetono sistematicamente, sono: 8 - 9 la mattina e 20 - 23 la sera.
Personalmente posso dedurre che, le cause maggiori che potrebbero innalzare le concentrazioni di PM10 e di inquinanti in genere, vadano ricercate tra le fonti che si utilizzano maggiormente in tali orari.
La mattina, tra le 8 e le 9, secondo voi, cosa succede abitualmente...? Secondo me, si utilizzano molto i mezzi di trasporto tra i quali autobus vetusti e diesel con FAP che sono i maggiori inquinatori, inoltre, nella stragrande maggioranza delle abitazioni, anche, si accendono i riscaldamenti verso le 7 affinché la casa sia calda attorno alle 8 - 9 quando ci si veste e si fa colazione, poi si va via e si lasciano spegnere. Quindi, alto utilizzo delle micidiali stufe a pellet e caminetti, non solo in campagna ma anche negli appartamenti in città, (attenzione che non lo sostengo io ma fonti specializzate, tipo ARPA TOSCANA ed ISPRA).


Non trascuriamo neanche le industrie che si mettono in movimento con maggiori richieste di combustione nelle prime ore della giornata.
La sera poi, dalle 20 alle 23, penso che sia la fascia oraria indiscutibilmente più usata per riscaldarsi, maggiormente con pellet e legna che visti i costi contenuti sono diventati i maggiori mezzi di combustione da riscaldamento, (non considero il GPL perché non è annoverato tra gli inquinanti pericolosi, anzi andrebbe incrementato alla grande.
Stabilite queste personali cause ma che trovano riscontro nei dati che vengono pubblicati da enti scientifici riconosciuti, ritengo sia uno spreco inutile di denaro pubblico, quello di acquistare centraline per il rilevamento delle PM, da parte del comune di Frosinone, in quanto credo non abbiano alcuna valenza scientifica e non certamente non possono rispettare lo standard europeo definito dalla norma UNI EN 481, con alto grado di affidabilità, considerando i bassi costi ma non abbiamo neanche più bisogno, a mio avviso, di misure, considerando i continui e ripetitivi superamenti...! Abbiamo invece bisogno di investire in azioni concrete, pratiche, vere, reali, non forvianti e che, oltre ad essere attuate da tutti i comuni della Valle del Sacco, vengano coinvolti tutti i cittadini affinché facciano ognuno la propria parte con coscienza ma innanzitutto messi a conoscenza perché moltissimi di loro ignorano quali sono le cose da non fare e quelle da fare, per abbattere le polveri sottili.
Per agevolare i cittadini in questo, con il Coord. Interpr. Ambiente e Salute V. del S. e Bassa V. del Liri, abbiamo chiesto un incontro al sindaco Nicola Ottaviani che spero ci conceda al più presto, (abbiamo ancora 4 mesi di inquinamento allarmante da contrastare...). Abbiamo costituito anche un Gruppo di Lavoro Aria Pulita che partirà i primi di gennaio, con il contributo professionale di ingegneri, medici e tecnico ARPA (se ci sarà concesso), oltre ad un consigliere comunale della commissione ambiente del comune che il sindaco ci dovrebbe concedere. NOI CE LA STIAMO METTENDO TUTTA E VOI...???

STILI DI VITA DA CAMBIARE.... E NOI CI STIAMO LAVORANDO....
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Da MultimediaTv, la testimonianza del Prof. Bonanno dell'università degli studi di Napoli Parthenope








Antonietta Gatti moglie dello scienziato Stefano Montanari: l'impatto delle micro polveri sull'organismo






Stefano Montanari etichettato ciarlatano dai prof. Massaruto e Nardi replica sugli inceneritori




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Ulteriori riflessioni dalle analisi di grafici che ARPA LAZIO mette a disposizione ed aiutano a comprendere bene come i fenomeni atmosferici condizionano più o meno le PM10