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mercoledì 23 luglio 2014

- Bonifica dei terreni inquinati nella VALLE DEL SACCO: qualche dubbio...


"Qualcuno" (privacy), ha scritto alla consigliere regionale Daniela Bianchi:


"Buongiorno, le scrivo dopo una nottata dedicata a festeggiare la lieta novella Che il fiume Sacco non è inquinato (vedere cartina zona SIN sotto riportata scaricata dal sito Lazioeurpoa)  ed ho il privilegio di vivere in una zona salubre. A doversi preoccupare sono gli sventurati cittadini che vivono sulle alture delle montagne che circondano la Valle. Mi viene da pensare che presto provvederete ad emanare un decreto per vietare l’imbottigliamento dell’acqua Fiuggi e la produzione del Cesanese che in gran parte viene prodotto nella zona più inquinata del Lazio fino a meritare la classificazione SIN Io non so se a qualcuno è venuto in mente di sovrapporre la cartina ufficiale delle Zone SIN con l’area ASI, certo vi sarà difficile spiegare ad un tedesco o finlandese Come fa ad essere inquinato monte Cacume dove al massimo qualche turista ha dimenticato una borraccia o la carta di un panino, mentre la zona ALABRO e la valle del fiume tra Colleferro e Frosinone, con il carico di industrie farmaceutiche, chimiche,  non sono  inquinate al punto di rientrare nel piano bonifiche!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!. Oppure la zona limitrofa agli inceneritori di Colleferro e la discarica di Colle Fagiolara Capirei questa cartina se fosse stata redatta da una organizzazione intenta a Scoraggiare il turismo a Fiuggi , altipiani di Arcinazzo , demonizzare il Cesanese O le ciambelle al vino di Acuto.  Ma la Regione!!!(?) Che cosa ci racconterete al prossimo incontro? Che i castagni di Montellanico o Rocca priora emanano qualche misteriosa sostanza cancerogena che ha portato A Ferentino ed Anagni un incredibile aumento di leucemie ? O forse è la vite del cesanese del Piglio? La mia stima in Zingaretti e sua è al lumicino, resto  in attesa di una risposta spero non offensiva dell’intelligenza media di un cittadino della Valle".
    
- fonte foto planimetria e descrizione progetto vedere qui: 


A vedere la planimetria qualche dubbio viene, confido in un chiarimento che tranquillizzi i dubbiosi come noi...



Comunicato Stampa del Comitato LIP Valle del Sacco (per la proposta di Legge Regionale di Iniziativa Popolare sulla Valle del Sacco) 
 Bonifica della Valle del Sacco: 2014, anno zero. Nei giorni scorsi la Regione Lazio ha annunciato che la “Bonifica dei terreni inquinati nella Valle del Sacco” è stata inserita come “azione cardine” nella programmazione regionale 2014-2020, e finanziata con 70 milioni di Euro dai fondi: Bilancio, PSR (Piano Sviluppo Rurale) e FSC (Fondo Sviluppo e Coesione); il fondo del POR-FESR (Fondo Europeo Sviluppo Regionale), inizialmente previsto per sostenere gli interventi sulla Valle del Sacco, era stato escluso in sede di accordo di partenariato. () Peccato che detti fondi non sono, in realtà, disponibili: -il Bilancio Regionale prevede alcuni stanziamenti, denari che però la Regione non può spendere per la bonifica del SIN “Bacino del fiume Sacco” poichè la recente sentenza del TAR ha riportato la competenza per il risanamento ambientale dalla Regione Lazio al Ministero dell’Ambiente, con il quale mancano accordi ed intese, pure in assenza di normative attuative alle quali fare riferimento; -il PSR, pubblicato sul sito della Regione Lazio, non prevede interventi specifici sulla Valle del Sacco, restando ancora da individuare quali azioni e progetti per la bonifica possano essere realizzati nell’ambito del Piano di Sviluppo Rurale e l’importo dei relativi finanziamenti; - il Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) non è ancora attivo, poichè la sua programmazione non è stata definita e sono in corso le trattative con gli organi statali per gli interventi e l’entità dei fondi per la Regione Lazio. Pertanto, allo stato attuale l’azione cardine sulla bonifica della Valle del Sacco è priva dei fondi necessari alla sua attuazione; inoltre, non è stato precisato quali saranno, nel concreto, gli interventi di risanamento ambientale, quali i tempi, quali i risultati attesi. La Valle del Sacco è all’anno zero: per la bonifica dei siti inquinati, per l’emergenza sanitaria, per gli impianti di trattamento dei rifiuti, per lo sviluppo economico, per il rilancio sociale. La nostra terra è tuttora considerata come una cenerentola, ultima fra gli ultimi, drammaticamente illusa nell’accoglimento delle sue istanze e ragioni: la Valle del Sacco è stata esclusa dalla Regione dall’elenco delle “aree interne” del Lazio bisognevoli di sostegno e specifiche strategie per lo sviluppo economico e sociale (Delibere Giunta Regionale 476 e 477 del 17 Luglio 2014). O forse i cittadini della Valle del Sacco sono ricchi, in buona salute, e vivono in un paradiso naturalistico?? Il Comitato LIP Valle del Sacco, oltre alla imminente presentazione del testo della Legge di Iniziativa Popolare per il risanamento ambientale, lo sviluppo ed il rilancio del territorio, è in procinto di avviare: -un esposto e richiesta d’intervento all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per il grave stato di salute della popolazione; -la richiesta alla Commissione Europea di attivare una procedura d’infrazione per la violazione delle direttive europee in tema di bonifica dell’inquinamento, trattamento dei rifiuti urbani, tutela delle acque e dei suoli, nonchè per la violazione delle direttive e dei regolamenti UE per la programmazione dei fondi strutturali; -l’azione per il risarcimento del danno ambientale su tutta la Valle del Sacco, sia con la class action contro la pubblica amministrazione come prevista dal DLgs 198/2009, sia attraverso il procedimento di cui al T.U. Ambiente DLgs 152/2006. Il Comitato LIP Valle del Sacco propone a tutte le associazioni di cittadini ed ai Sindaci di aderire a dette azioni, finalizzate ad ottenere quanto dovuto al nostro territorio ed ai suoi abitanti. Il Comitato LIP Valle del Sacco (lip.vallesacco@gmail.com – 3336943308)

lunedì 21 luglio 2014

- Aumenti tariffe idriche: I responsabili

Questo è quanto dichiarato dalla sindaco di Torrice Alessia Savo su facebook che riporto integralmente:
"Il mio " grazie" ,come cittadina, ad ATO 5!!!!!!!

Un assemblea dei sindaci ATO 5 consumatasi nelle manovre del commissario Patrizi ed i Soliti " furbetti" che , da abili prestigiatori han fatto si che dei soli 50 Sindaci presenti, 31 abbian votato a favore di una tariffa e di un piano di investimenti che neppure conoscono!!! Ho assistito ad uno scenario indecente dove , la richiesta di rinvio per approfondire i testi presentati solo una settimana fa, da parte della maggioranza dei colleghi che ne hanno ammesso la non conoscenza, non è stata neppure votata ma si è fatto si di sospender la seduta affinché i soliti "pochi" primi cittadini, in un'ora, dopo essersi sbracciati con chi lamentava scarsi investimenti sul proprio territorio, han formulato una nuova proposta aleatoria e priva di fondamento, che ha visto il consumarsi del mercimonio di condotte idriche !!! Una grande presa in giro lesiva della dignità di chi rappresenta i cittadini frusinati , costretti ed entusiasti di diventare dei questuanti, giocandosi con un ' alzata di mano il destino della nostra gente! 
Negli interventi susseguitisi, che saran testimoniati dai verbali, non c'è stato uno che ha chiesto come venisse modificata la tariffa!!!!!! Parte di Quelli che avevan chiesto il rinvio, han superato il loro non sapere e hanno alzato la mano in favore di tariffe che saranno lacrime e sangue per tutti gli utenti ed in particolare per le attività produttive che vedranno quintuplicarsi il costo dell' acqua!!! Pur non conoscendo ( per loro ammissione), i miei colleghi, forse fidandosi delle non risposte della STO ai chiarimenti richiesti da me e da altri, forse fidandosi di un Patrizi che si sbracciava a dire che quello da approvare era un piano d' ambito che invece non era, dopo essersi sbracciato a dire che lui e la consulta non conoscevano il testo, curato solo dai tecnici, han votato a favore di una tariffa " beffa" che coprirebbe gli investimenti che Acea aveva il dovere di fare per obblighi contrattuali! 
Del resto, il commissario Patrizi, così distante a parole, doveva portare a "casa" il risultato....sarebbero state vane altrimenti le pressioni esercitate da lui e da qualche altro collega nei giorni precedenti alla seduta!!! In quanti infatti si son visti arrivare la telefonata di "stimolo" ?! Alla faccia di chi dice che del piano e della tariffa non conosceva nulla e che se ne erano occupati solo i "tecnici" !!! Per ora mi fermo qui! Presto ogni cittadino dovrà conoscere il danno procuratogli, se non attraverso i giornali, attraverso le piazze, a cui io e i tanti colleghi che pretendono di conoscere, prima di decidere il destino di chi rappresentiamo, non ci sottrarremo! Mi auguro che i verbali della seduta vengan presto resi pubblici e mantenuti nella loro originalità! 
Non me ne volessero i colleghi ma..... 
Una pagina vergognosa della storia di questa Provincia!!!"

Risponde Mario Antonellis sul gruppo facebook Acqua Pubblica Frosinone:

"E ADESSO SAPETE CON CHI PRENDERVELA 
Ecco i Comuni i cui Sindaci o loro rappresentanti hanno approvato il piano degli investimenti e l'aumento stratosferico delle tariffe idriche.. Non ci sono commenti da fare se non una domanda:. ma si sono resi conto del danno che hanno provocato ai cittadini ciociari ? 
A breve pubblicheremo dati esplosivi. Intanto aumenta la platea di chi pur volendo non si più permettere il lusso di pagare bollette da usura. Questi 31 incoscienti hanno svenduto la dignità di un intero popolo…".

...ed ecco a voi l'elenco...

...ed io personalmente, Luciano Bracaglia, aggiungo che gli ASSENTI = NO ipotetico e che quindi vanno inclusi nella lista degli INCOSCIENTI che hanno svenduto la dignità di un intero popolo...
Se un sindaco non può partecipare ad un incontro sì importante, delega un assessore o consigliere di fiducia...
Inoltre, informo che abbiamo iniziato una nuova era con la costituzione del Coordinamento Provinciale Sanità Frosinone (coinvolgendo i sindaci...) e dopo la marcia di mercoledì scorso, si proseguirà con iniziative mirate nei confronti di dirigenza ASL e Regionale... Facciamolo anche con Acqua Pubblica Provinciale e "sindaci corretti...", un coordinamento ma con azioni concrete e BASTA con le chiacchiere....!!! 
UN GRAZIE AD ALESSIA SAVO...


Questi i documenti ufficiali:







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E ORA LA RIVOLTA POPOLARE
TUTTI I NODI SONO ARRIVATI AL PETTINE –HANNO FATTO I CONTI SENZA L'OSTE – I SINDACI RESPONSABILI PAGHERANNO CARO PAGHERANNO TUTTO.
Non solo l'Acea non è stata allontanata dai nostri territori, mettendola in mora come dovuto, per colpa, e risolvendo la convenzione di gestione in base all'art. 34, ma nel giro di poco meno di un anno una classe politica amministrativa, da fallimento, ha consentito al Gestore di permettersi ogni sorta di vessazione nei confronti dei cittadini. L'ultima iniziativa di questa estate anomala è quella di far pagare agli utenti un conguaglio salatissimo di 75milioni di € complessivi, per gli anni 2006-2011, secondo un dispositivo scandaloso dell'allora commissario ad acta Dell'Oste che vista l'ignavia dei Sindaci aveva stabilito arbitrariamente che invece era l'ACEA ad aver avuto dei “danni” e non il popolo ciociaro. Abbiamo discusso e informato fino alla noia di questa questione. Tutti convenivano (Patrizi e Ottaviani compresi) che bisognava bloccare questo dispositivo, che occorreva ricorre al T.A.R. chiedendone immediatamente la sospensiva e nel merito contestare punto per punto le argomentazioni, prive di reale fondamento, di Dell'OSTE.
Anzi Ottaviani si era spinto pure oltre, come si conviene ad un avvocato, immaginando di prendere tempo per approfondire meglio le argomentazioni da mettere in campo per la risoluzione contrattuale e intanto, però, procedere spediti alla richiesta di sospensiva del provvedimento di dell'OSTE. Morale della favola la Provincia (leggi PATRIZI) ha subito pagato profumatamente lo staff legale che si sta occupando della questione dando inoltre incarico a consulenti tecnici esterni a supporto, come se la S.T.O. non fosse in grado di fornire tutte la necessarie informazioni. Ma UDITE UDITE !!! La sospensiva, (CHI SA PERCHE???) non è stata mai richiesta e il pronunciamento nel merito è in alto mare. Quindi l'ACEA chiama all'incasso i cittadini.
No signori No così è troppo semplice, vi avevamo avvertiti !!!!!
VOI SINDACI, pro ACEA, avete combinato un guazzabuglio e adesso pagherete di tasca vostra le conseguenze.
Intanto ecco la lettera che ACEA in maniera sibillina sta mandando agli utenti. In sostanza prossimamente arriveranno bollette da capogiro che oltre a contemplare gli aumenti stratosferici, recentemente approvati, delle tariffe conterranno anche una quota di “conguaglio retroattivo” in base ai consumi già pagati dal 2006 al 2011 per effetto dello scostamento di tariffa in aumento stabilita anno per anno da Dell’Oste. Per non parlare di una famigerata quanto ridicola richiesta di un “deposito cauzionale” a chi, come la schiacciante maggioranza degli utenti, non ha mai sottoscritto alcun cotratto con ACEA
E’ bene precisare che queste richieste, vengono fatte ai cittadini in virtù di un nuovo regolamento (metodo tariffario provvisorio) proposto dall’AEEGSI che non è una legge dello stato e che oltretutto è “sub iudice” essendo stato impugnato da molti ATO italiani, meno che il nostro naturalmente.
Il Coordinamento Acqua Pubblica di Frosinone si è già riunito informalmente anche con lo staff legale. A breve una assemblea urgente. In virtù delle ragioni sinteticamente esposte l’indirizzo del Coordinamento è quello di non pagare queste bollette, casomai inviarle ai Sindaci “eccellenti” insieme ad una missiva, in via di predisposizione, che formalizza e addebita loro e agli altri responsabili le ripercussioni civili penali e patrimoniali di questa vicenda.










Ho ricevuto e pubblico per vostra opportuna conoscenza:



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Risposta di ACEA ATO5 al comunicato di FEDECONSUMATORI



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Le discolpe del sindaco Ottaviani sulle bollette di conguaglio in arrivo...

Tariffe idriche, il sindaco: dieci anni di irresponsabilità
Dichiarazione del Sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani, sulla vicenda del servizio idrico integrato:

“Per dieci anni alcuni irresponsabili, digiuni sia di minime nozioni giuridiche in materia di convenzioni, sia di sensibilità verso l’interesse pubblico di carattere generale, hanno illuso i cittadini sulla possibilità che l’acqua arrivasse dentro le abitazioni in modo gratuito, raccontando barzellette amministrative che hanno lasciato il segno. Purtroppo, quegli stessi soggetti hanno volontariamente, e forse anche dolosamente, mandate deserte le assemblee dei sindaci che avrebbero dovuto deliberare sulla determinazione delle tariffe idriche e sulla qualità e quantità degli investimenti in carico al gestore. Fatto sta che per dieci lunghissimi anni quegli amministratori pubblici, capitanati da maestri di ventura improvvisati ed inadeguati, hanno lasciato campo libero ad Acea, che, approfittando dell’inerzia del controllore, ha disciplinato in modo unilaterale la propria attività aziendale sul territorio provinciale.
A quei pessimi maestri, oggi non va giù il fatto che, in pochi mesi, siano state smascherate bugie di produzione industriale, soprattutto all’indomani dell’approvazione, avvenuta il mese scorso, da parte dei sindaci, di un piano investimenti di 60 milioni di euro, al netto di ciò che potrà emergere dai contenziosi legittimamente attivati. Senza contare che attualmente la tariffa applicata da Acqualatina agli utenti è già consolidata in 2,2. La politica dello struzzo, equivalente al non decidere per dieci anni, ha fatto accumulare crediti da parte di Acea verso le utenze per oltre settanta milioni di euro e, si spera, possano ridotti al momento della decisione del giudizio attualmente in corso presso il Tar di Latina. Ad Acea diciamo di attendere l’esito di quel procedimento prima di definire i rapporti di credito verso gli utenti e di debito verso i comuni. A quegli irresponsabili che hanno causato tale danno ai cittadini e alla collettività, chiederemo di mettere mano al portafoglio, perché amministrare è un compito estremamente serio e non per tutti”.

Intervento, di Alessia Savo su Facebook, in risposta ad Ottaviani. (5/8/2014)

Credo che Ottaviani abbia letto poco del passato.......molto poco.
Per ora dico solo che nessuno ha mai approvato a testa bassa " pacchetti Acea" come han fatto ora alcuni miei colleghi ,senza alcun esame, approfondimento, tanto da essere ora storditi perché la situazione e' scappata di mano e quindi scelgon la strada più facile....il lancio di accuse
Credo che a volte la presunzione.......sia un grosso limite che noi amministratori dovremmo superare così da aver la curiosità di ascoltare anche le opinioni altrui.....quelle che poi si rivelan veritiere. Così forse, eviteremmo di commettere errori che poi pagan i cittadini, già costretti all'esasperazione...

Mia risposta:

Luciano Bracaglia Cara Alessia, non possono e non devono continuare a pagare sempre e solo i cittadini... è ora di finirla perché ormai l'orecchino al naso non lo porta più nessuno e grazie al potente mezzo della rete e a chi ci mette la faccia con onore, certe verità vengono a galla e se i cittadini non sono ciechi... potranno al momento giusto, render pan per focaccia....!!! Grazie per l'intervento. 

Giusto per non perdere la memoria sulla vicenda.....


Per quanto riguarda il piano di investimenti, sul sito di ACEA ATO5, sono riuscito a reperire solo questo servizio del TGR:


...e questo:


Interessanti aggiornamenti dalla stampa locale:
(08/08/2014)



MOZIONE 5 marzo 2014 - tariffe ACEA

Io e altri 21 sindaci, avvertimmo e chiedemmo di essere ascoltati! La nostra mozione perse per un voto! Leggetela, se fosse stata approvata oggi, sarebbe stata un' altra storia! 


I Sindaci di seguito riportati quali firmatari, formulano mediante mozione, la seguente proposta di Deliberazione all’Assemblea dell’ATO 5 Lazio Meridionale Frosinone:

OGGETTO: “Esclusione dall’aggiornamento tariffario per gli anni 2012-2013, della gestione del Servizio Idrico Integrato nell’ATO 5 – Lazio Meridionale – Frosinone.
Richiesta all’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas di una indagine ispettiva presso la stessa ATO 5 – Lazio Meridionale.

PREMESSO
Con il D. Legge n. 201 del 6 Dicembre 2011, il cosiddetto “Salva Italia”, sono state attribuite all’Autorità per l’Energia Elettrica e per il Gas (AEEG) le funzioni attinenti alla regolazione ed al controllo dei servizi idrici.
La AEEG, con delibera n. 585/2012 del 28 dicembre 2012, in vista di una più ampia ed organica riforma del sistema tariffario, ha introdotto un nuovo metodo per la determinazione delle tariffe per gli anni 2012-2013, denominato “Metodo Tariffario Transitorio”.
Tra i principi cardine su cui si articolava la richiamata delibera, vanno inseriti anche quelli di seguito riportati:
• La tariffa è predisposta dagli Enti d’Ambito, sulla base dei dati già inviati dai gestori nell’ambito del procedimento di “raccolta dati”, definito dalla AEEG con deliberazione n. 347/2012 del 2 agosto 2012;
• Il termine ultimo per l’invio delle informazioni necessarie alla elaborazione tariffaria era stato , infatti, fissato dalla AEEG per il 15 Ottobre 2012 e successivamente rideterminato al 31 Ottobre 2012;
• I dati trasmessi dovevano essere, obbligatoriamente corredati da una dichiarazione, sottoscritta dal legale rappresentante del soggetto gestore del servizio idrico integrato:
Di veridicità dei dati trasmessi e di corrispondenza con i valori desumibili dalla documentazione contabile del gestore, tenuta ai sensi di legge;
Di validità del titolo autorizzativo sulla base del quale il gestore sta gestendo il servizio nei territori interessati;
Di raccordo tra i valori desumibili dalla documentazione contabile ed i valori riportati nella modulistica trasmessa, allegando una relazione illustrativa;

Gli Enti d’Ambito, con procedura partecipata dal gestore interessato, dovevano obbligatoriamente verificare la validità delle informazioni ricevute, integrandole o modificandole secondo il principio del recupero integrale dei costi e del riconoscimento dei costi efficienti di investimento e di esercizio (art. 6 delibera n. 585/12).
L’aggiornamento delle tariffe applicate fino all’approvazione da parte dell’AEEG, doveva essere effettuato secondo la metodologia riportata nella stessa delibera 585 /12 (art. 4) e secondo le indicazioni e gli schemi del piano tariffario e del rendiconto finanziario di cui alla successiva delibera AEEG del 21 febbraio 2013.
Gli Enti d’Ambito, pertanto, dovevano predisporre il piano economico finanziario (PEF) e cioè l’atto che, ai sensi dell’ Art. 149 del D.Lgs 152/2006, costituisce parte integrante del Piano d’Ambito e che prevede, con cadenza annuale, per tutto il periodo d’affidamento, l’andamento dei costi di gestione e di investimento, nonché la previsione annuale dei proventi da tariffa.
La nuova metodologia comportava, quindi, l’aggiornamento del piano tariffario mediante la proiezione per tutto il periodo di affidamento, con cadenza annuale, delle componenti di costo ammesse nel vincolo dei ricavi del gestore (VRG), nonché la redazione di un rendiconto finanziario, con la proiezione per tutto il periodo di affidamento con cadenza annuale dei flussi di cassa, in entrata ed in uscita.
L’eventuale accertamento, da parte dell’Assemblea dei Sindaci, in sede di applicazione del metodo tariffario transitorio, di mancata garanzia dell’equilibrio economico-finanziario da parte del PEF, avrebbe consentito deroghe, in modo estensivo, alle indicazioni metodologiche di cui la delibera n. 73/2013 ed ai criteri contenuti nella delibera n. 585/2012.
La AEEG aveva, infatti, previsto tre matrici di gradualità per la definizione degli OPEX (Costi Operativi Efficentabili), dei CAPEX (Costi delle immobilizzazioni) e per la costituzione del FNI (fondo nuovi investimenti, attraverso un meccanismo di anticipazione in tariffa) la prima per gli anni 2012/2013, la seconda per il 2014 e la terza per il 2015.
Il nuovo metodo tariffario transitorio manteneva, pertanto, per gli anni 2012 -2013 un’ articolazione tariffaria per gestore/ambito tariffario, analoga alla preesistente e comunicata alla AEEG entro il 31-10-2012.
Le tariffe per gli anni 2012-2013 venivano, quindi, definite attraverso un moltiplicatore (TETA) da applicare alle strutture tariffarie esistenti.
Il vincolo riconosciuto ai ricavi del gestore (VRG) - pari alla somma dei costi delle immobilizzazioni e dei costi per oneri finanziari e fiscali (che sostituiscono il costo per la remunerazione del capitale investito , il cui inserimento in tariffa non era più consentito dal 21 luglio 2011 a seguito del referendum abrogativo del giugno dello stesso anno) dei costi operativi efficentabili (ovvero quei costi sui quali il gestore può intervenire per la loro riduzione) della quota aggiuntiva di costo destinata al finanziamento di nuovi investimenti, dei costi dell’energia elettrica e delle forniture all’ingrosso, dei costi per il rimborso mutui agli enti locali, e dei corrispettivi per l’uso di infrastrutture di terzi - doveva essere conseguito mediante applicazione del moltiplicatore tariffario TETA.
Se il Metodo Tariffario Transitorio, in conformità al principio di gradualità nell’ attuazione della nuova disciplina, comportava una variazione tariffaria superiore al limite previsto dal Metodo Tariffario Normalizzato (applicabile sino al 2011) e cioè il 6.5 % (5% + 1,5 %), sarebbe stata disposta da AEEG una istruttoria aggiuntiva anche mediante verifiche ispettive.
La gradualità si basava sul confronto tra il vincolo tariffario da piano d’ambito e quello da Metodo Tariffario Transitorio;
L’Ente d’Ambito, entro il 30 aprile 2013, presentava alla AEEG, istanza di verifica del piano economico finanziario (PEF) aggiornato, cui dovevano essere allegati:
Il prospetto di piano finanziario e di rendiconto finanziario;
Una relazione che illustrava le modalità di aggiornamento del PEF e le principali assunzioni adottate per la proiezione delle varie grandezze economiche del piano negli anni successivi al 2013;
La convenzione di gestione, che regola i rapporti tra Ente d’ambito e Gestore, resa conforme al metodo tariffario transitorio.

• L’articolo 3 della deliberazione n. 585 del 28 dicembre 2012 stabiliva che :
“Sono esclusi” dall’aggiornamento tariffario 2013 -2012, i gestori del Servizio Idrico Integrato “Sono esclusi” il cui titolo ad esercire il servizio, è stato dichiarato invalido con sentenza passata ingiudicato ovvero ritirato o annullato in via amministrativa;
Le gestioni che, a fronte dell’avvenuto affidamento al gestore, non hanno effettuato, alla data del 31-12-2012, la prevista consegna degli impianti, in violazione delle prescrizioni date in tal senso da parte dell’autorità d’ambito;
Le gestioni che, alla data del 31-7-2012, non avevano adottato la carta dei servizi, nonché le gestioni che, alla medesima data, in violazione della normativa applicabile, applicavano alle utenze domestiche la fatturazione di un consumo minimo impegnato;
“è sospeso”
l’aggiornamento tariffario per le gestioni sul cui titolo ad esercire il servizio, è pendente un contenzioso giurisdizionale ed in cui sia stata emanata dall’autorità giudiziaria una misura cautelare sospensiva o limitativa del titolo stesso, per tutta la durata dell’efficacia della misura medesima, ovvero in cui sia stata emanata dall’autorità giudiziaria una sentenza, anche di primo grado, se non successivamente sospesa, che abbia accertato l’invalidità del titolo medesimo.
In questo Ambito Territoriale, l’intera fase di attuazione del Metodo Tariffario Transitorio, ha coinciso, con il periodo nel corso del quale i Commissari ad Acta, nominati dal TAR Lazio – Sez. staccata di Latina, hanno dato esecuzione alla sentenza n. 529/2011 mediante la determinazione delle tariffe per gli anni dal 2006 al 2012 e la revisione del Piano d’Ambito per il triennio 2012-2013.
Le attività dei commissari, infatti, iniziate ad ottobre 2011, sono state portate a compimento il 30 maggio 2013.
La nuova disciplina, pertanto, ha caratterizzato le fasi concernenti la revisione del Piano 2011-2013 e la determinazione delle tariffe degli anni 2012-2013.
Il Commissario delegato ad Acta, Ing. Dell’Oste, con riferimento a quanto previsto dalla Deliberazione n. 585/2012 precisava infatti, mediante nota del 7 marzo 2013, indirizzata alla Segreteria Tecnica Operativa di questo Ambito, che la revisione del piano 2011-2013, presupponeva la determinazione della tariffa 2012-2013 e che senza la tariffa non sarebbe stato possibile ricostruire gli aspetti economici e finanziari che avrebbero dovuto costituire il contenuto del piano stesso.
Prescriveva, pertanto, nei confronti della Segreteria Tecnica Operativa, l’obbligo di predisporre ed inviare entro il 31 marzo del 2013, all’ Autorità d’Ambito, all’AEEG e ad esso stesso commissario ad acta, tutte le informazioni di cui alla deliberazione n. 585/2012 (Art. 6, Comma 3, da b a d) e quindi:
b) una relazione di accompagnamento che ripercorreva la metodologia applicata, anche con riferimento ai dati di piano d’ambito imputati, e le eventuali rettifiche operate;
c) la modulistica inviata dal gestore ai sensi di quanto disposto dalla deliberazione 347/201/R/IDR, come eventualmente rettificata;
d) la documentazione di supporto alle rettifiche operate.

La Segreteria Tecnica Operativa, secondo il verbale (senza data) sottoscritto dai componenti un Tavolo Tecnico per la verifica della validità delle informazioni ricevute dal gestore, con procedura partecipata dallo stesso gestore, ha verificato la documentazione concernente:
la costruzione della tariffa secondo il Metodo Transitorio;
il calcolo del vincolo ricavi garantiti (VRG);
il canone di concessione;
le specifiche del TOOL per il calcolo della tariffa;
il riepilogo degli investimenti 2011-2012;
il riscontro delle schede completate dal gestore per il calcolo della tariffa.
La Segreteria Tecnica, apportate le rettifiche alla popolazione fluttuante, al numero dei Comuni serviti da impianti di depurazione ed alla ripartizione dei volumi fatturati per ogni specifico uso previsto, dichiarava “conclusa la procedura di validazione e di aver conseguito gli obiettivi previsti dalla Delibera n. 585 del 2012”, trasmetteva, il 2 aprile 2013, la documentazione all’ATO 5, all’AEEG ed al Commissario ad Acta. Quest’ultimo con Determinazione del 30 maggio 2013, in adempimento all’Ordinanza con cui il TAR Lazio disponeva “anche la determinazione della tariffa da Piano d’Ambito per gli anni dal 2006 al 2012”, concludeva le attività demandategli, stabilendo, tra l’altro, essere “opportuno confermare per l’anno 2012 la tariffa approvata dal precedente Commissario ad Acta con Decreto F66/12 dell’8 marzo 2012”.
STABILIVA, infine, che la Segreteria Tecnica Operativa, definiti gli strumenti e gli importi finalizzati al riconoscimento delle partite, a conguaglio, per il periodo 2006-2011, procedesse all’invio della documentazione all’AEEG per le determinazioni tariffarie di sua competenza.
CONSIDERATO
Il Commissario straordinario della Provincia di Frosinone, quale Presidente dell’ATO 5, di concerto con la Consulta d’Ambito, ha conferito incarico legale perché venisse presentato ricorso dinanzi la TAR Lazio – Sezione di Latina, per l’annullamento della Determinazione del 30 maggio 2013 nonché della Relazione allegata.
Detto incarico seguiva quello già conferito nel 2012 per il ricorso, innanzi al medesimo TAR Lazio – Sezione di Latina – per l’annullamento del Decreto del Commissario ad Acta F66 dell’8 marzo 2012, con il quale era stata determinata la tariffa del S.I.I. per l’anno 2012.
Le motivazioni dei due ricorsi trovano fondamento, tra l’altro, nell’aver attribuito i due Commissari, alla deliberazione dell’Assemblea dei Sindaci n. 4 del 27 febbraio 2007, valore di Piano d’Ambito revisionato e di aver considerato tale deliberazione valida ed efficace, nonostante l’annullamento della stessa con effetto ex tunc mediante la Deliberazione n. 5 del dicembre 2009.
Il medesimo Commissario straordinario, sempre di concerto con la Consulta d’Ambito, conferiva incarico a tecnici esterni perché, mediante apposita relazione venisse effettuata una analisi dei dati e degli elementi utilizzati dai Commissari ad Acta per la determinazione, a favore del Gestore, dei conguagli relativi alle annualità 2006-2011.
In data 24 febbraio il Commissario, quale Presidente dell’Autorità d’Ambito, ha disposto la convocazione dell’Assemblea dei Sindaci per il giorno 5 marzo 2014 per la trattazione di un Ordine del Giorno avente ad oggetto: “adempimenti art. 9, comma 9.2, della Deliberazione dell’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas, n. 643 del 27 dicembre 2013”.
L’AEEG, infatti, con la Deliberazione n. 643/2013, ha approvato il Metodo tariffario Idrico (MIT), per la determinazione entro il 31 marzo del 2014, ed a cura degli Enti d’Ambito, delle tariffe per gli anni 20014 e 2015 e per l’aggiornamento del programma degli investimenti (PdI) da attuare nel quadriennio 2014-2017.
Ha previsto, inoltre, all’art. 9 – “Disposizioni transitorie finali”, una specifica procedura che gli Enti d’Ambito avrebbero dovuto osservare qualora inadempienti ai propri obblighi di predisposizione tariffario per gli anni 2012 e 2013.
In tal caso, secondo il disposto dell’art. 9, “il Gestore può presentare agli Enti d’Ambito, istanza di aggiornamento tariffario, recante tutti gli atti ed i documenti previsti dalla deliberazioni 347/2012, 585/2012, 73/2013, 271/2013 e 459/2013” e l’AEEG, ricevuta la comunicazione della presentazione di tale istanza, “diffida l’Ente d’Ambito ad adempiere entro i successivi 30 giorni”, trascorsi i quali l’istanza del Gestore, da intendersi accolta ai sensi della legge 241/90, deve essere trasmessa alla stessa AEEG ai fini della sua valutazione ed approvazione entro i successivi 30 giorni.
Alla specificità della disposizione dettata dall’AEEG, si contrapponeva un atto di convocazione il quale, ancorché corredato di un “dettagliato appunto”, (espressamente definito) della Segreteria Tecnica Operativa, appariva irragionevole ed anche sviatorio da quelle che sono le finalità cui è preordinato il complesso della normativa e delle disposizioni in una materia, come quella del servizio idrico, che vede l’esercizio delle attività dell’Assemblea comunque e sempre subordinate al principio di legalità.
Irragionevolezza e sviamento dell’azione amministrativa che hanno trovato conferma dalla lettura della documentazione che il Gestore aveva posto a corredo della sua istanza e per la cui acquisizione si è reso necessario l’intervento delle Forze dell’Ordine presso gli Uffici della Segreteria Tecnica.
Infatti l’Assemblea, sulla scorta di quanto elaborato dal Gestore e sulla base della attività di validazione e rettifica effettuata dalla Segreteria Tecnica Operativa nei tempi e nei modi sopra descritti, è stata convocata per approvare e fare propria la serie di modelli e prospetti di cui alla Metodologia individuata da AEEG per poi procedere, secondo le valutazioni, gli input e le risultanze definite dallo stesso Gestore a determinare:
- il vincolo ai Ricavi del Gestore – Anno 2012 – in € 55.468.720,00, per il cui conseguimento è fissato il moltiplicatore tariffario (teta) di € 1,350 (pari al 35%)
- il vincolo ai Ricavi del Gestore – Anno 2013 – in € 57.423.224,00, per cui conseguimento è fissato il moltiplicatore tariffario (teta) di € 1,397 pari al ( 39.7%)
La tariffa per l’anno 2012 e per l’anno 2013 sarà quindi determinata dalle applicazioni del coefficiente del 35% e del 39,7% alla tariffa di € 1,35 così fissata, nel 2012, dal Commissario ad Acta.
L’Assemblea è stata convocata, altresì, per motivare alla AEEG, cui il legislatore ha attribuito la funzione di Autorità di regolazione del servizio Idrico Integrato, il superamento del limite, fissato nel periodo transitorio, del 6,5% per gli aumenti tariffari.
L’Assemblea, in forza, di quanto sopra descritto, farà proprio ed approverà un Piano degli Investimenti il cui importo complessivo, dagli originari 340 milioni di Euro, offerti dal gestore in sede di gara, è giunto, come dato previsionale, a 212 milioni di Euro; procederà alla modifica, di fatto, del perimetro di Ambito, atteso che il Gestore, sin dall’anno 2003 opera a favore dei Comuni di Conca Casale e Rocca d’Evandro, anche se non fanno parte dell’ATO 5; consoliderà il sistema, sino ad oggi attuato, di contribuzione, a favore del Consorzio ASI di Frosinone, delle spese di gestione del sistema idrico integrato a quest’ultimo afferente, con oneri che superano il Milione di Euro l’anno; deciderà di proseguire a sostenere gli oneri di ammortamento per l’acquisto nel 2006, da parte del Gestore, della nuova sede nel Comune di Frosinone con i proventi tariffari, aderirà alla scelta del gestore a tenere rapporti infragruppo con ACEA S.p.A. e con svariate Società ad essa collegate per un valore che supera, per ciascun esercizio finanziario, i dieci milioni di Euro.
Tutto ciò se ed in quanto la Presidenza dell’ATO 5 ha provveduto alla revoca degli incarichi legali, a suo tempo, conferiti per la difesa degli interessi del territorio e degli utenti, nonché alla revoca dell’incarico a professionisti esterni per la verifica dei dati tecnici presentati dal Gestore per la determinazione, a cura dei Commissari ad Acta, delle tariffe 2006-2012 e dei relativi conguagli.
E’ evidente, infatti, che l’inserire all’ordine del giorno l’approvazione della proposta del Gestore che, nei contenuti, nega e mette nel nulla tutte le eccezioni ed i rilievi che sino ad oggi l’AATO 5 ha ad esso contestato, sta a significare totale accettazione delle ragioni dell’ACEA.
E’ ancor più evidente, però, che se l’intento è quello di risolvere i problemi della gestione del servizio integrato nell’Ambito 5, mediante un voto con cui si esprime, implicitamente, l’assoluta condivisione, da parte dell’Assemblea, non solo della proposta ACEA sull’aggiornamento tariffario 2012 e 2013 senza evidenziarne vizii o illegittimità, ma dell’intera gestione sin ad oggi attuata sussiste comunque il diritto di ciascun componente di potersi determinare, sullo specifico argomento, in modo consapevole, senza che ne venga carpita la buona fede, mediante l’uso di formule generiche, fuorvianti, con l’intento di rappresentare come mera presa d’atto la decisione da assumere.

Ferme le azioni che dovranno essere attivate, in esito alla verifica di taluni servizi resi dal Gestore che hanno fatto emergere problematiche anche sotto il profilo della rispondenza dei risultati effettivamente conseguiti rispetto agli obiettivi programmati, è stato riscontrato nel contempo che la proposta avanzata dal Gestore si pone in palese contrasto con il disegno delineato dall’AEEG.
Il quadro ancorché sopra sinteticamente descritto mette in evidenza, in particolare la stridente contrapposizione tra la severità delle regole sul metodo tariffario transitorio ed il ricorso, da parte del Gestore, sulla applicazione del minimo consumato, a giustificazione che si connotano di particolari tratti al limite della irragionevolezza.
Il sistema del servizio idrico integrato non può disattendere, sul piano sostanziale, il principio della veridicità posto a garanzia della necessaria e corretta rappresentazione della realtà.
Risulta infatti incontestabile che la tariffa anno 2012 è stata determinata dal commissario ad acta, con rinvio, alla fase della revisione, di molteplici problematiche quali, ad esempio quella della restituzione agli utenti della quota della tariffa per canone di depurazione, laddove non serviti da impianti.
Che analoga decisione è stata adottata, nel marzo 2012, per il c.d. “minimo consumato”.
La fase della “revisione” è stata avviata ad ottobre 2012 dall’ing. Dell’Oste, Direttore dell’Ufficio speciale Tariffe e Qualità dei Servizi Idrici presso l’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas, e al contempo nominato Commissario ad Acta presso l’ATO 5 per la determinazione della tariffa 2006-2012.
L’avvenuta determinazione della tariffa 2012, nel marzo 2012, con la previsione del “minimo consumato”, fissato in m.c. 108, ripartiti nelle fasce “agevolata” e “base” dei consumi per utenze domestiche è stata comunicata alla Autorità EEG, all’AATO 5 e al Commissario dell’Oste con l’invio dei modelli di cui alla raccolta dati del 31 ottobre 2012.
La procedura “partecipata” dal Gestore, avviata dalla Segreteria Tecnica nel febbraio 2013, secondo i termini fissati dalla 585/2012, si è tenuta sugli elaborati predisposti dal medesimo Gestore e con la tariffa riproposta con la medesima previsione del “minimo consumato”.
Il Commissario Dell’Oste, il 30 maggio 2013, ha confermato la tariffa 2012, come predisposta dal precedente Commissario Passino.
Infondata e pretestuosa è, pertanto, la motivazione addotta dal Gestore sulla fatturazione, al 31 luglio 2012, di un consumo minimo impegnato “per cause indipendenti dalla condotta e dalla volontà del Gestore, bensì per assenza di appositi interventi da parte dell’Autorità d’Ambito competente”.
In tale contesto, considerata la fatturazione del “minimo consumato” fatto che si pone in aperto contrasto con la disciplina dettata dall’AEEG per l’attuazione del Metodo Tariffario Transitorio (art. 3 punto 4 della Deliberazione 585/2012),

Propongono la presente MOZIONE:

- perché l’Assemblea dei Sindaci proceda ad escludere, per gli anni 2012-2013 la gestione del Servizio Idrico Integrato dell’Ambito Ottimale n. 5 – Lazio Meridionale – Frosinone, dall'aggiornamento tariffario, ponendo il valore massimo del moltiplicatore Teta pari ad uno, ai sensi dell’arto 3 Comma 4 della Deliberazione n. 585/2012, in considerazione del fatto che, alla data del 31 luglio 2012, il Gestore applicava alle utenze domestiche la fatturazione di un consumo minimo impegnato;
- perché l’Assemblea dei Sindaci disponga che il Commissario Straordinario della Provincia, quale Presidente dell’AATO 5, inoltri istanza all'Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas di verifica ispettiva presso questo Ente d’Ambito.



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Il documento prodotto dai legali di Federconsumatori per il ricorso al conguaglio di ACEA ATO5
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da 1e3.it
(del 14/08/2014)

Acea Ato5 stai sbagliando tutto.
A Ceccano non ci stanno
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Considerazioni scottanti di Mario Antonellis sulla pagina del Coordinamento Acqua Pubblica Frosinone di Facebook...
Frosinone 21/08/2014
PATRIZI UN COMMISSARIO STRAORDINARIO PER "AZIONI STRAORDINARIE"


Di certo Patrizi sarà ricordato per le cose “straordinarie” che ha combinato sul tema dei S.I. in provincia di Frosinone.
In estrema sintesi. 
Ha fatto sì che non passasse la risoluzione contrattuale ACEA per colpa, in base all'art. 34 della convenzione di gestione, promossa dal CO.CI.D.A., sottoscritta da 10mila cittadini e supportata da 34 Sindaci. Al punto da dover essere diffidato prima di indire (il 9 settembre 2013) una assemblea dei Sindaci per discutere della questione. Nonostante poi, che in quella occasione, si fosse deciso di dover riconvocare l’assemblea dopo aver approfondito meglio la modalità per la estromissione del GESTORE, visto il parere possibilista suggerito dai legali nominati allo scopo, il Signor Patrizi si è ben guardato dal farlo, né si è preoccupato di mettere in mora il Gestore.
Sulla faccenda del dispositivo di dell'OSTE, quello di 75milioni di €, per intenderci, che inopinatamente l’ATO avrebbe dovuto rimborsare ad ACEA, ha "toppato" alla grande. Ha pagato in anticipo lo staff legale che si doveva occupare di ricorrere al TAR contro questo dispositivo. Ha nominato un tecnico esterno (altra parcella) per capirci qualcosa, come a dire che la S.T.O. (segreteria tecnica operativa dell'ATO5 che dall'inizio della gestione ci è costata 4milioni di €) l'unica titolata a supportare i legali, non “poteva o non doveva” dare alcun contributo per contrastare le assurde risultanze di dell’OSTE. Addirittura ha tentato una transazione con il Gestore vantandosi del fatto che “secondo studi cervellotici” si poteva “transare” su una somma di 69milioni di €, dimenticando o non sapendo affatto, che già dell’OSTE nel suo incomprensibile dispositivo, parlava di dover verificare meglio i dati a base delle sue elaborazioni, perché avuti unilateralmente da ACEA. Per questo dell’Oste nelle sue deduzioni lasciava un margine di approssimazione molto ampio variabile dai 57 ai 75 milioni di €. 
Per di più lo staff legale prontamente “pagato” si è “dimenticato” di chiedere la sospensiva del provvedimento, in attesa della sentenza nel merito, permettendo all’ACEA di andare subito all’incasso, dalle tasche dei cittadini, del valore approssimato per eccesso, ovviamente, di 75milioni di €.
Sul tema del fondo di accumulazione dell’ATO5 per la depurazione dove dovevano confluire la quota parte delle somme pagate dai cittadini per tale servizio, non ha fatto nulla. Neanche è andato a verificare che l’ACEA quelle somme non le ha mai versate. Stiamo parlando di una cifra prossima a 75milioni di €. Vista la situazione esplosiva dei nostri depuratori, (solo il 10% in regolare esercizio, con situazioni paradossali come quella di Isola Liri e con decine di depuratori sotto sequestro da parte della magistratura, o censurati con sanzioni amministrative pesantissime da parte dell’ARPA LAZIO), che relega l’ATO5 al penultimo posto in Italia, subito prima di Catania per la qualità di questo servizio, invece di censurare radicalmente il gestore ha avuto la sfacciataggine di presentarsi IN TV insieme all’amministratore delegato ACEA, Ing. Saccani, che sosteneva, senza mezzi termini, che i depuratori funzionano PERFETTAMENTE.
E poi cosa ha fatto Patrizi quando i cittadini hanno richiesto la restituzione delle somme pagate per la depurazione ma non dovute, come sancito per legge ? Semplicemente nulla perché le somme da rimborsare dovevano essere prelevate, necessariamente, dal fondo di accumulazione dell’ATO5, dove l’ACEA non ha versato una lira.
E che ha fatto il Signor Patrizi, come azione risarcitoria nei confronti di ACEA, sul tema degli oneri concessori che l’ATO5 doveva distribuire ai Comuni, per l’affitto che il gestore avrebbe dovuto versare per l’utilizzo delle nostre infrastrutture e per il rimborso dei mutui contratti dai diversi Comuni ? Assolutamente nulla!!! Si parla di un ammanco di 6,3 milioni di € per ogni anno di gestione.
Visto che il Signor Patrizi continua a difendere il suo operato e quello dei Sindaci che hanno votato per aumenti stratosferici delle tariffe, con l’assurdo alibi “che ormai le tariffe non le stabilisce più l’assemblea dei Sindaci dell’ATO ma l’AEEG” (Autorità dell’energia e del gas) adesso AEEGSI. è bene sapere questo. Il cosiddetto cosi detto MTT (metodo transitorio tariffario) evocato da Patrizi non è una legge dello stato ma semplicemente una proposta della suddetta autorità per superare “transitoriamente” il vecchio Metodo Normalizzato (quello si che scaturiva da una legge dello stato !!). Questo metodo transitorio contiene diversi profili censurabili dal punto di vista metodologico nonchè legali, e con assunti contrari agli esiti referendari, al punto che è stato impugnato un po’ ovunque nei diversi ATO ITALIANI. Sotto la guida PATRIZI questo metodo è stato preso per oro colato. Non solo non è stato impugnato ma PATRIZI e i sui consiglieri hanno “omesso di verificare” che l’MTT conteneva una formidabile scappatoia che permetta la non applicabilità alla nostra situazione. Sostanzialmente l’MTT, ammesso che si debba, non si può applicare negli ATO dove ancora non è stato eliminato, come dovuto, il cosiddetto minimo impegnato. E’ il caso nostro. Ma oltre il danno la beffa. Qui stiamo ai limiti del dolo, altro che svista o ignoranza!!!! Per poter APPLICARE il MTT AL NOSTRO CASO si è fatto credere ai cittadini utenti che si stava facendo una degna operazione a loro favore. Ovvero che veniva eliminato, “finalmente”, l’odioso balzello del minimo impegnato, (che intanto ha fatto incamerare illegalmente ad ACEA circa 40 milioni di €). In realtà gli IGNARI CITTADINI non sanno che le somme del minimo impegnato verranno recuperate abbondantemente attraverso l’aumento tariffario, oltre al fatto che con questo raggiro si è tentato di legittimare l’applicazione di tariffe ALTRIMENTI INAPPLICABILI. E i cittadini dovrebbero pagare??? Per non parlare della clamorosa presa di posizione di chiedere all'ACEA, (all'appaltatore) di fare una proposta di piano d'ambito. Come dire che ormai la capitolazione nei confronti del gestore è tale che l'ACEA da appaltatore diventa committente di se stessa. 
Grazie Patrizi per la straordinaria ed indiscutibile “abnegazione” con cui hai “inguaiato” il popolo ciociaro.

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ATO 5 - Undici anni da raccontare | Documento redatto da Antonello Iannarilli e 

Alessia Savo. Cliccare sul link per aprire il documento:


venerdì 11 luglio 2014

- Copiosa perdita idrica in Via V. Contessa

... salendo, dopo il ponticello.
Tutta Via Vetiche è senza acqua...
Reclamato n. 758708 del 11/07/2014 ore 14.50

Alla buona di Dio....



mercoledì 9 luglio 2014

- Via Prefelci al buio da mesi

Strada di campagna senza Guard Rail e senza illuminazione
Immaginate se ora dovessimo raccogliere tutti i reclami dei cittadini che tormento sarebbe in una città come Frosinone dove la manutenzione in genere lascia molto a desiderare..!!!???
Ma lo facciamo comunque per dare risalto ad un fatto che da mesi non trova riscontri e gli abitanti della zona sono molto adirati. Girerò comunque il reclamo a chi di dovere...
Ho ricevuto e pubblico, senza nome del segnalante, per motivi di Privacy...:

"Buonasera.
La mia richiesta di aiuto nasce perché da circa due anni l'illuminazione stradale pubblica per una tratto che copre circa 50 metri in prossimità di una curva coperta non è più funzionante. Lungo il tratto di strada ci sono terreni scoscesi non protetti da guard rail pericoloso dunque, sia per le auto che per i pedoni. Il tratto di strada è nei pressi della mia abitazione e sono costretta a lasciare la mia luce privata accesa tutta la notte oramai sia in inverno che in estate.
Nonostante segnalazioni telefoniche prima mensili e negli ultimi 3 mesi con cadenza settimanale direttamente al comune di Frosinone, la persona addetta all'ufficio tecnico di via Armando Fabi, continua a ripetere 'la settimana prossima il problema sarà risolto'.
Dal momento che vengono pagate le tasse sia da me che da tutti i cittadini che abitano nella stessa strada, non capisco il motivo per cui non debba essere risolto il problema che sostanzialmente si traduce nella sostituzione di due lampadine, in alternativa devo credere che il responsabile dell'ufficio tecnico non trasferisce a chi di dovere le segnalazioni fatte.
Che cosa devo fare? mi sono anche offerta all'acquisto di tasca mia delle lampadine per la sostituzione.
(la strada è via Prefelci dal civico 30 al 40)
grazie per tutto ciò che potrete fare, saluti"

############

...e sono arrivati puntuali i ringraziamenti dalla signora che mi segnalò il caso:
"Buon pomeriggio Sig.Luciano,
grazie infinite per l'interessamento al mio problema. FINALMENTE è stato risolto, ora l'illuminazione è funzionante.
è riuscito a fare quello che da un anno e mezzo non sono riuscita io agendo per le vie burocratiche.

di nuovo grazie
buon lavoro

Lorenza"

domenica 6 luglio 2014

- Coordinamento Provinciale Sanità Frosinone


Questo è il link per accedere su FACEBOOK al gruppo del "COORDINAMENTO PROVINCIALE SANITA' FROSINONE




Sta nascendo un coordinamento Provinciae che sarà la massa critica dirompente di cittadini e tant'altro in un ambiente ove dirigenti e politici di turno nulla fanno per il bene comune...

STIAMO ARRIVANDO...!!!

Intanto, martedì 15 luglio alle 19, nuovo incontro al Tre Stelle per costituire ufficialmente il nuovo comitato... Partecipate...!!!


...intanto, nell'attesa
(da Il Messaggero del 06/07/2014)




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Qualche foto della manifestazione del 16/07/2014










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da L'Inchiesta


I cittadini rivogliono la loro Sanità, le foto della storica marcia di ieri



I cittadini rivogliono la loro Sanità, le foto della storica marcia di ieri
FROSINONE - La direzione generale della Asl accerchiata da cittadini e associazioni, la Manager Mastrobuono che esce, ci mette la faccia e ascolta il grido durissimo dei comitati, che chiedono a gran voce le sue dimissioni e dicono basta ai “liquidatori” della sanità provinciale, attaccando anche la politica. Il momento più importante della manifestazione di ieri, che nel capoluogo ha condensato la rabbia e la disperazione dell’intera provincia per uno sfascio sanitario non più tollerabile. Tutto è iniziato nella tarda mattinata, quando da Alatri dopo i divieti dell’ultim’ora un eroico gruppo a piedi con al seguito l’ambulanza ha sfidato il sole cocente per raggiungere comunque passo dopo passo il capoluogo con striscioni emblematici per chiedere la salvaguardia dell’ospedale San Benedetto, intonando senza sosta il coro: “L’ospedale non si tocca”. Nella piazza di Madonna della Neve si sono uniti al “grosso” del corteo con associazioni e comitati da tutta la provincia, rappresentanze del Movimento 5 Stelle e di Casapound. In testa al corteo i rappresentanti del coordinamento provinciale delle associazioni per la difesa della sanità territoriale che si sta costituendo ufficialmente in questi giorni ma che sembra già una solida realtà. Comitati e associazioni con centinaia di cittadini hanno bloccato mezza corsia della trafficata Monti Lepini per dire basta alla sanità romanocentrica, alla politica di Zingaretti giudicata in continuità con la smobilitazione sanitaria provinciale dei sui predecessori e alle scelte da “messo liquidatore” (come l’hanno definita le associazioni) della Mastrobuono. Oltre ad alcuni sindaci e loro rappresentanti dell’area nord (Collepardo, Fiuggi, Veroli, Ferentino, Vico, Fumone, Trivigliano tra gli altri) erano presenti durante il corteo solo Ernesto Tersigni di Sora e Giuseppe Morini di Alatri fra quelli dei centri in cui si trovano ancora gli ospedali dopo l’accetta della Polverini. Il sindaco di Frosinone Ottaviani si è fatto trovare alla Asl, mentre quello di Cassino Petrarcone non era presente. Fra i manifestanti il deputato del Movimento 5 Stelle Luca Frusone.
Rabbia urlata, scritta sui cartelli, quella dei cittadini “che non vogliono morire su una barella”, come recitava uno degli striscioni. E tutti hanno sfidato anche la forte pioggia che si è abbattuta sul capoluogo. Poi l’ingresso alla Asl e la direzione generale letteralmente accerchiata al grido di “vergogna” e “dimettiti”. Il direttore generale della Asl Isabella Mastrobuono, però, ci ha messo la faccia e si è fatta trovare davanti al palazzo della dirigenza. I primi a esprimere il loro disappunto alla manager sono stati Morini e Tersigni, che sono stati anche invitati da alcuni cittadini a non interloquire con la manager, al fianco della quale è rimasto solo il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani, in funzione di mediatore. Dai cittadini fischi e cori contro la manager e, in generale, verso la politica sanitaria sul territorio.
Poi l’invettiva delle associazioni sul palco, con la richiesta perentoria di dimissioni per la manager, le istanze per nuove deroghe per le assunzioni di personale medico, le richieste veementi dei posti letto persi dal territorio, per lo stop ai trasferimenti delle risorse provinciali a Roma e per il potenziamento degli ospedali. Poi il grande atto di accusa per la politica, assente e impegnata, secondo le associazioni, nella difesa dei propri interessi e non di quelli del territorio. Frasi che hanno causato una reazione di Tersigni, che ha mostrato la camicia zuppa per la sua presenza al corteo. Ma era impossibile non constatare che di camicie asciutte e distanti, presenti e passate, ce ne sono state e ce ne sono ancora troppe.


da Ciociaria Oggi


da Ciociaria Oggi del 21/07/2014


il 21/07/2014, si è tenuto l'incontro degli aderenti al Coordinamento Provinciale Sanità... per analizzare i risultati della protesta del 16 luglio e mettere le basi per condividere le azioni future.
Prossimo incontro per costituzione coordinamento, lunedì 28 luglio.


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Il comunicato stampa del 22/07/2014, stilato nell'incontro del Coordinamento di lunedì scorso, 
da "Il Quotidiano Frosinone" del 23/07/2014: 





L'incontro in consiglio regionale tenuto il 22/07/2014:











02/09/2014 (video di Filippo Rondinara su facebook)
Un invito ad ascoltare quanto il dottor Sarra ha riferito ai cittadini di Alatri, sulle linee guida che la Regione Lazio ha scritto, (quasi in gran segreto), per distruggere la sanità pubblica ciociara a favore di Roma e dei privati...:[clicca sul link sotto, per vedere]





Incontro alla saletta soci COOP di lunedì 01/09/2014