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mercoledì 14 dicembre 2016

- 13 dicembre 2016: Data storica con la risoluzione contrattuale con ACEA

Tabella da incorniciare e lasciare ai posteri. Ci sono33 sindaci che hanno voluto la cacciata di ACEA per tutti i danni che ha provocato al popolo ciociaro. 17 sindaci che hanno remato contro fino ad oggi e 37 che ritengo rappresentino il peggiore dei modi per rappresentare ed amministrare i cittadini che li hanno votati.
Essere assenti ad un appuntamento si importante, quale era quello della votazione della rescissione del contratto con ACEA e l'approvazione delle nuove tariffe, senza neppure preoccuparsi di far partecipare un delegato che rappresentasse i propri comuni, è stato il peggior gesto che potessero mettere in atto. Hanno perso l'occasione per essere annoverati tra i giusti e dalla parte del popolo.



==O==

Una nota sulla vicenda......
"Alla vigilia del voto del 13 dicembre, la Multiutily Romana, a mezzo dei suoi legali ha inviato una scandalosa diffida via posta elettronica certificata a tutti i sindaci della Provincia di Frosinone ed al Presidente Antonio Pompeo, così riassunta da Porcu: -se ci votate contro vi facciamo un culo così in tutte le sedi giudiziarie". [Leggi qui]

Grazie ai 33 sindaci che non si sono lasciati intimorire......

==O==
Dalla stampa:

Martina Ottaviani
#Bastacea, dopo 13 anni i sindaci dicono basta



Video
Il sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani, a nome dei sindaci ATO5, spiega i motivi della rescissione del contratto con ACEA.
Mi dispiace che ho dovuto interrompere bruscamente il video, per un attacco da virus a stomaco ed intestini....





Incontro Comune di Roma ACEA DEL 14 DICEMBRE 2016...

Cominciavo a pensare di tornare al voto (5 *), senza rifiuto della scheda perchè non mi sento rappresentato da nessuno ma dpo questo incontro, tornerò sui miei passi... Tutti uguali.

Report incontro su ACEA in Campidoglio

Roma, 14 Dicembre 2016


Mercoledì mattina a partire dalle 9.00 si è svolto l'incontro su Acea presso il Comune di Roma a cui ha preso parte Salvatore Romeo, segretario particolare della Sindaca Raggi, l'addetto stampa della Sindaca, l'Ass.re Colomban (con delega alle partecipate) e il suo staff, diversi consiglieri comunali, un ass.re municipale e alcuni parlamentari del M5S.
Per il Forum dei Movimenti per l'Acqua erano presenti Severo Lutrario e Paolo Carsetti, e Luciano D'Antonio (Usb Publiacqua) come componente della “Piattaforma Acea”.
L'incontro si è protratto fino a circa le 13.45.
La discussione è stata suddivisa in due momenti.
Il primo di confronto con l'amministrazione capitolina e i parlamentari 5S, il secondo con la presenza dei vertici Acea, ossia l'AD A. Irace e la Presidente C. Tomasetti.
Va precisato che la partecipazione dei manager Acea è stata comunicata solo all'avvio dell'incontro.

La prima parte ha visto un confronto serrato sul ruolo che l'amministrazione capitolina può e deve assumere in merito ad Acea e, nello specifico, rispetto alla strategia aziendale che i vertici stanno mettendo in campo negli ultimi mesi.
Da parte nostra abbiamo ribadito le ragioni alla base delle quali il movimento per l'acqua e altre realtà hanno deciso di avviare una campagna specifica per contrastare la strategia di Acea, sottolineando come questa risulti perfettamente in linea con il progetto di dimensione nazionale volto a individuare nelle grandi multiutilities quotate in borsa i protagonisti del rilancio dei processi di privatizzazione, soprattutto mediante meccanismi di acquisizione, fusione e aggregazione in modo tale da poter via via inglobare tutte le società di gestione dei servizi idrici, ambientali ed energetici, divenendo i “campioni” nazionali in grado di competere sul mercato globale.
Più nello specifico sono state segnalate le criticità di più imminente attualità, come la possibile acquisizione di Talete S.p.A. (Ato Viterbo) e il contenzioso legale che Acea intende aprire contro la decisione dei sindaci del frosinate di rescindere per colpa la convenzione di gestione con Acea Ato 5 S.p.A..
Inoltre, sono stati evidenziati con forza i rischi derivanti dal progetto di accentramento di alcuni funzioni aziendali che si stanno progressivamente sottraendo alle società di gestione territoriale attraverso il progetto di digitalizzazione ACEA 2.0, processo che sta determinando forte apprensione per la condizione ed il futuro dei lavoratori del settore e che si configura come un cavallo di Troia per impedire, a scadenza delle concessioni, il ritorno in capo ai Comuni della gestione del servizio idrico.
Abbiamo sottolineato come con le ultime acquisizioni di quote societarie in vari territori annunciate nelle settimane scorse, si è svelata definitivamente la natura degli intenti dell'attuale dirigenza della società, in aperta contraddizione, almeno formalmente, con gli impegni politici presi dalla Giunta Raggi e con la prima stella del Movimento 5 Stelle.
Rimarcando che l'assenza di opposizione finora posta in campo dalla Giunta romana sembra aver determinato un’accelerazione della linea perseguita dall’attuale management in direzione opposta alla ripubblicizzazione, ampliando la ragnatela societaria e procedendo ad una espansione ed una assimilazione delle partecipate presenti nei vari territori.

Dagli interventi dell'Ass.re Colomban, dei rappresentanti della Sindaca, dei consiglieri comunali e dai parlamentari 5S è emersa una sostanziale differenza di impostazioni.
Da una parte l'Ass.re ha ribadito la sua visione imprenditoriale e mercatista sui servizi pubblici da cui emerge che l'obiettivo del suo mandato è l'efficientamento e la razionalizzazione delle aziende partecipate compreso il potenziale intervento di partner privati.

I parlamentari 5S hanno sottolineato come il programma del movimento contempli da una parte l'efficientamento ma in un quadro di gestione pubblica dei servizi e che in particolare sull'acqua intendano rispettare l'esito del referendum.

I Consiglieri comunali hanno espresso le loro critiche all'azione di Acea che risultano sovrapponibili alle nostre. Hanno, inoltre, presentato ai convenuti la mozione depositata pochi giorni fa e che verrà discussa, probabilmente, ad inizio gennaio in cui si impegna la sindaca a: cambiare il CdA e ridurre il numero dei membri; porre uno stop alle fusioni e all'acquisizione di nuove partecipazioni; istituire un tavolo sulla ripubblicizzazione. Permane la criticità sul fatto che non sono state indicate soluzioni immediate e concrete volte a contrastare l'azione di Acea.

I rappresentanti della Sindaca, anch'essi, hanno ribadito la volontà di rispettare il referendum del 2011 e in parte esponendo ragioni vicine alle nostre, ma, allo stesso tempo, senza individuare un azione o un percorso per praticarla.

E' apparso evidente come la differenza di visioni, soprattutto con l'Ass.re Colomban, e il fatto di aver ribadito a più riprese i pericoli derivanti dall'eventuale reazione dei “mercati” laddove l'amministrazione prendesse una posizione pubblica o procedesse al cambio immediato dei vertici, fa emergere nei fatti la mancanza di volontà politica di aprire un fronte su Acea.
Infatti, più volte è stato detto come sia necessario approfondire ulteriormente la questione per individuare la strategia più efficace.

Di fronte a tale inerzia e ignavia abbiamo ribadito che, laddove nelle prossime ore non dovesse emergere nessuna presa di parola da parte dell'amministrazione, siamo intenzionati rilanciare con ancor più forza la nostra campagna denunciando la sostanziale complicità dell'amministrazione 5S alla strategia privatizzatrice di Acea.

La seconda parte dell'incontro ha visto il confronto con i vertici di Acea i quali hanno sottolineato come le operazioni societarie compiute sono parte integrante del piano industriale e, pertanto, è loro dovere portarle fino in fondo.

L'amminsitrazione capitolina ha chiesto di non procedere a nessun'altra acquisizione o fusione.

Di fronte a tale richiesta sia la Presidente che l'Amministratore Delegato di Acea hanno rimarcato l'assoluta indipendenza e autonomia del Consiglio di Amministrazione e che un'eventuale interferenza “politica” non sarebbe gradita ai “mercati”, oltre al fatto che le operazioni fatte, andando ad ampliare il perimetro d'intervento dell'azienda, sono nell'interesse degli azionisti, sia pubblici che privati.
Pertanto, la percezione che abbiamo avuto è quella che Acea proseguirà nella direzione intrapresa finora.

Da parte nostra abbiamo fortemente contestato il ruolo di Acea, sia rispetto all'approccio strettamente e ferocemente privatistico e speculativo con cui trattano i servizi pubblici, sia rispetto alle questioni più strettamente aziendali come il nefasto progetto di digitalizzazione Acea 2.0.

E' emerso con evidenza che se la Giunta Raggi non farà valere con forza il suo ruolo di azionista pubblico di maggioranza, a partire dai necessari passaggi segnalati dai comitati con la “Piattaforma Acea”, l'azienda seguirà il cammino intrapreso.

E' emerso, inoltre, in maniera dirompente e del tutto inaspettata che l'operazione su Acqualatina aveva avuto un disco verde dall'ex Assessore al Bilancio e partecipate Minenna e dalla Giunta. Ciò risulta di una gravità estrema.

In conclusione nessuna delle 5 domande che nei giorni scorsi abbiamo pubblicamente posto alla Sindaca e all'amministrazione ha trovato una seppur minima risposta.

Pertanto, in estrema sintesi, permane la gravità della situazione visto che non si è palesata alcuna volontà dell'amministrazione di prendere una posizione forte per contrastare la strategia di Acea di continua e progressiva espansione, a partire dal necessario cambio dei vertici e una presa di parola sulle questioni più di attualità come la possibile acquisizione di Talete S.p.A. (Ato Viterbo) e il contenzioso legale che la partecipata del Comune di Roma intende aprire contro la decisione dei sindaci del frosinate di rescindere per colpa la convenzione di gestione con Acea Ato 5 S.p.A..

Paolo Carsetti

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