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mercoledì 15 febbraio 2017

- Diritto di parola: Sindaco Ottaviani su inquinamento. Mie considerazioni....



Immagine della redazione Radiocassinostereo.









Mi son concesso di analizzare e commentare secondo le mie modeste conoscenze, l'articolo di oggi di Radiocassinostereo:



"Diritto di parola – Il sindaco Ottaviani parla dell’inquinamento a Frosinone: è soprattutto una questione culturale".

Io -
Giusto... ma, mi permetterei di correggere in: "...è "anche" e non soprattutto, una questione culturale.



Il sindaco -
La città di Frosinone è ai primissimi posti in Italia per inquinamento urbano. Continui sono gli sforamenti dei livelli di polveri sottili nell'aria, soprattutto PM10.

Io - 
Siamo stati nel 2016 al 2° posto in Italia per PM ed al 1° per il dannosissimo Benzo[A]pirene, con 3.5 ng/m3, quando il limite è 1 e Torino 2°, con 1.5 ng/m3. Sarebbe auspicabile chiedere ad ARPA LAZIO una fornitura dei dati giornaliera e non annuale come da legge europea...??? Io ritengo di si.

Diritto di Parola -
Sul problema si susseguono convegni di studio e analisi tecniche sul controllo del fenomeno, e intanto i dati epidemiologici rivelano un incremento delle malattie respiratorie, infarti, ictus e tumori. Nella puntata di oggi di “Diritto di parola”, il sindaco Nicola Ottaviani ha illustrato la situazione nel comune che amministra e i provvedimenti che sono stati messi in campo finora.
Prima di tutto, tiene a precisare che il problema non riguarda solo la sua città, ma l’Italia nel suo complesso e, per restringere il campo al nostro territorio, tutta la provincia. L’Europa sta per promuovere una infrazione nei confronti dell’Italia per gli sforamenti delle soglie d’inquinamento e questo perché le maggiori città spesso non hanno adottato alcun provvedimento di contenimento delle emissioni nocive o hanno agito in maniera inadeguata. E per quanto riguarda i valori di PM10 che continuano a impestare l’aria nel capoluogo ciociaro? «Questo problema non riguarda solo la città di Frosinone, ma tutta la Valle del Sacco, perché basta connettersi con il sito istituzionale dell’Arpa, verificare l’emissione in atmosfera che viene registrata quotidianamente su tutto il bacino della Valle del Sacco – quindi partendo da Colleferro per arrivare a Cassino – e ci si rende conto come ci sia un costante superamento dei livelli massimi di concentrazione, che, secondo la normativa attuale italiana, sono pari a 50 nanogrammi per metro cubo, mentre la stessa Comunità europea suggerisce all'Italia di abbassare questi livelli, per far sì che ci sia maggiore tranquillità sotto il profilo della salute. La città di Frosinone, da 12, 13 anni a questa parte, da quando il monitoraggio è iniziato, ha gli sforamenti, che purtroppo non fanno stare tranquilli non solo gli amministratori, ma anche gli stessi cittadini».

Il sindaco - (Vede il bicchiere mezzo pieno...)
Il sindaco però è ottimista: «La nota positiva consiste nel fatto che, nel corso degli ultimi 3 o 4 anni, c’è stato un abbassamento di questi livelli rispetto al passato, grazie ai provvedimenti che sono stati adottati.

Io - (Vedo il bicchiere mezzo vuoto)
Ritengo dalle numerose testimonianze raccolte sui social e dai report sull'aumento delle patologie e tumori che i superamenti restano sempre notevolmente al di sopra dell'indice europeo e che le cause degli abbassamenti qualora ci siano dipendono maggiormente da fattori meteorologici favorevoli. Quindi, mai abbassare la guardia e mai una PM in più con nuove fonti inquinanti (Biomasse, Inceneritori, etc...).

Il sindaco -
Stiamo parlando, innanzitutto, dell’adozione di ben 23 autobus a impatto ambientale molto basso, euro 5, euro 6, a batteria e a metano. Quindi abbiamo una flotta, che è l’unica flotta di un Comune capoluogo nel panorama dell’Italia centrale, completamente ecologica.

Io -
Benissimo, anche se, un ulteriore sforzo dovrebbe essere fatto anche con il rinnovo del parco Scuolabus ancora molto vetusti ed inibizione totale dei COTRAL, nelle vie interne della città, vietando anche il transito dei TIR sulla Monti Lepini.

Il sindaco -

Dopodiché, con l’istituzione di domeniche ecologiche e, devo dire, del lunedì ecologico, è riuscita a maturare quella che è la cultura dell’ambiente e soprattutto la necessità, in alcune situazioni, in alcune criticità dell’anno, di lasciare a casa il mezzo privato per utilizzare il mezzo pubblico. Stiamo parlando, naturalmente, di provvedimenti che non risolvono il problema, ma che lo attenuano: nello scorso anno, abbiamo abbattuto di ben il 30% quelli che erano i profili dello sforamento, passando da 114 superamenti nel 2015 a 84 nel 2016. Questo significa che le amministrazioni, se vogliono, con il concorso, soprattutto, dei cittadini e delle famiglie (perché stiamo parlando pur sempre di sacrifici e ce ne rendiamo conto tutti), non riescono a risolvere il problema, ma possono attenuare quella che è l’incidenza sul profilo della salute e, più in generale, della qualità della vita e dell’aria».
Ottaviani centra un punto fondamentale per affrontare le criticità: la cultura ambientale, che deve essere adottata da tutta la popolazione. «Ci deve essere l’obbligo – l’obbligo morale oltre che giuridico – di contribuire all'abbassamento di questi livelli di inquinamento». Su questa linea era indirizzato anche il primo lunedì ecologico, con la sua portata innovativa e il suo carattere dirompente – “dirompente”, certo, perché un conto sono i giorni festivi, quando gli uffici sono vuoti, altro conto sono quelli feriali, con la chiusura delle scuole che la decisione ha comportato. La prima ragione che ha spinto l’amministrazione ad adottare questo provvedimento è di natura, per così dire, scientifica, per provare se il traffico poteva influire sui livelli di PM10 (e pare che abbia funzionato, perché, nelle ore in cui il blocco era attivo, i valori erano arrivati a 12-14 ng/mq). Il secondo motivo, «che forse è ancora più serio e qualificante rispetto al primo», è far capire che «il momento è serio e va affrontato con provvedimenti seri».


Io -
A proposito della sperimentazione del lunedì famoso, non ritengo sia corretto sostenere con certezza che abbia funzionato, primo perché c'è stata pioggia ed è notoriamente risaputo che la stessa abbatte le polveri sottili, secondo, non si è tenuto conto, per una corretta comparazione, di misurare le PM (come fatto in Via A. Moro), anche su altre strade senza blocco, come ad esempio sulla Monti Lepini che sostiene tutto il traffico deviato. Inoltre, si è considerato di inserire nell'ordinanza il blocco anche dei mezzi nei cantieri edili...? Ci sono ruspe e mezzi pesanti a gasolio che ne bruciano centinaia di litri ogni ora, producendo tante PM e dannosissimo benzo[A]pirene.

Il sindaco -
Quando un malato è grave, va curato con una cura forte. «Stiamo intervenendo con la cura forte perché riteniamo che questo tipo di sensibilità verso l’ambiente, verso l’abbattimento dei livelli di PM10, stia maturando, non soltanto a livello di istituzioni, ma anche e soprattutto all'interno delle famiglie. Ci sono stati tanti studenti, ad esempio, che – sappiamo per certo – hanno abbassato il termostato all'interno delle abitazioni, perché un conto è avere una temperatura a 22 o 23°, un conto è averla a 30°. Avere la temperatura a 30° non serve a nessuno, fa anche male alla salute, e soprattutto immette in atmosfera, con le caldaie, cicli inquinanti». Una questione culturale, che va affrontata, prima di tutto, culturalmente.

Io -
Vivaddio se riusciremo a convincere ogni cittadino che in questo dramma deve essere il primo attore ed assumere consapevolezza che anche il sistema di accensione di un camino, ad esempio, può contribuire, se lo moltiplichiamo per centinaia, a dare un contributo all'ambiente. Ma penso si stia trascurando ancora una volta il fatto che si cerca di mettere apposto le coscienze con i facili blocchi di traffico e poi si sfornano delibere che dettano tante restrizioni ma che poi nessuno farà rispettare... che nessuno si degnerà di controllare...
La responsabilità maggiore deve essere attribuita alla mancanza di seri e severi controlli su quanto previsto nelle delibere, senza trascurare come sta accadendo anche per quelli previsti e di competenza della provincia, per quanto riguarda comignoli ed industrie. La stragrande maggioranza dei riscaldamenti domestici, sono alimentati a metano ed è noto che inquinino pochissimo, rispetto ad altre fonti di combustione, ci sono comunque i controlli obbligatori delle caldaie che ci costano ogni 2 anni quasi cento euro... mentre le altre fonti non vengono neanche sfiorate e sono a mio avviso le peggiori.

Presto le associazioni ci proporremo unite a livello moto ampio sul territorio della Valle Latina, per dare un contributo condiviso su tali materie.

ATTENZIONE INTANTO, AI BICCHIERI TROPPO PIENI O ACCONTENTARSI PERCHE' COMUNQUE LA GENTE CONTINUA AD AMMALARSI E MORIRE...!!!

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