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mercoledì 21 marzo 2012

- INCONTRO sullo STATO della SANITA’ di FROSINONE e PROVINCIA

INCONTRO sullo STATO della SANITA’ di FROSINONE e PROVINCIA
tra ASSOCIAZIONI e COMITATO di RAPPRESENTANZA
della CONSULTA dei SINDACI

                           Sala Riunioni ASL        13-03-2012
Sindaco di Frosinone Marini
Sindaco di Anagni Noto
Presenti: i Sindaci di Frosinone ed Anagni, Presidente e Vicepresidente della Consulta delle Associazioni di FR, Rappresentanti di Associazioni del Capoluogo (Frosinone Bella e Brutta, Cittadinanza Attiva Tribunale del Malato) e della Provincia (Comitato Pro Ospedale Pontecorvo, DAS Anagni).
Verbalizzante: Isabella Appolloni.
dopo l’introduzione del Sindaco M. Marini, che ha anticipato una Conferenza di Sindaci entro 15 giorni, F. Notarcela, presidente della Consulta delle associazioni illustra le criticità dello stato della sanità della nostra Provincia (le problematiche nel dettaglio sono contenute in un documento allegato al verbale).
Tra i punti discussi:
- L’azienda sanitaria non ha ancora un Atto Aziendale;
- dopo la chiusura degli ospedali di Ceccano e Pontecorvo e lo stato di precarietà di Anagni, non c’è stata riconversione delle strutture né del personale. Soprattutto, non si sono creati i presupposti per organizzare strutture di eccellenza negli ospedali di Frosinone, Cassino e Sora;
- lo spreco di risorse strutturali e la cattiva gestione delle risorse umane (destinazione sconosciuta dei lavoratori degli ospedali chiusi, strumentario inutilizzato, mentre nelle strutture funzionanti se ne sente la mancanza) provocano l’esodo dei malati anche per trattamenti semplici così come il crescente acquisto di prestazioni aggiuntive, (l’acquisto di prestazioni aggiuntive, il lavoro straordinario, le spese legali, il contenzioso, ecc., creano organizzazione precaria e non permettono alcun risanamento e miglioramento);
- la mancanza di informazione. Se ci fosse un rapporto con le associazioni, si
potrebbero migliorare le prestazioni, monitorando la situazione reale;
- malcontento per la situazione del nuovo ospedale del capoluogo dove tutte le aspettative sono state disattese a partire dal Pronto Soccorso, fino al vitto distribuito ai degenti: per dare respiro al Pronto Soccorso si potrebbe creare una struttura territoriale, gestita dai medici di famiglia, 24 ore al giorno, sulla base dell’esperienza fatta a Roma, in piazza d’Istria, dove, al costo di 140.000 €, si è realizzato un ambulatorio nel quale medici ed infermieri si occupano del trattamento dei “codici bianchi”;
- malgrado la penuria di posti letto, il reparto di post acuzie (circa 16/18 posti letto), giace inutilizzato per mancanza di personale, intanto, troppo spesso, gli interventi programmati saltano, in quanto i letti disponibili vengono occupati per le urgenze o tenuti occupati per un numero esagerato di giorni, da pazienti in attesa di esami o anche soltanto per il ritardo degli esiti di esami FATTI, dovuti alla mancanza di personale o di macchinari. A 1.000 €/giorno, per ricoverato, si comprende che lo spreco è esagerato, senza considerare che, intanto, le condizioni dei malati in attesa, ovviamente peggiorano;
- bisogna prestare attenzione alla precaria situazione del reparto di ematologia - che si occupa di patologie oncologiche –, è in grave difficoltà per mancanza di medici;

- ciò che viene proposto è un salto di qualità legato alla semplice gestione oculata delle risorse e all’attenzione ai carenti “servizi di conforto” – Bar, edicola, sala lettura - anch’essi fondamentali quando si ha a che fare con problemi di salute. Si ha una sensazione di abbandono e sfiducia nel momento in cui i manager ci rispondono di avere le mani legate dalla Regione e la Regione fa derivare la mala sanità dal governo nazionale. Evidentemente urge un tavolo di lavoro/confronto/partecipazione, c’è bisogno di raccordare associazioni ed amministrazione;
- gli interlocutori di Pontecorvo ribadiscono il fatto che alcune problematiche SONO di competenza dei manager, non della Regione e i manager dovrebbero iniziare a farsene carico. Stando così le cose perché non provare a saltare i passaggi di manager e Regione ed andare direttamente dal Ministro?;
- il sindaco di FR ricorda come il coordinamento dei sindaci abbia già, inutilmente, tentato questa strada, non ricevendo alcuna attenzione a Montecitorio e suggerisce di seguire il percorso normale: incontrare il Dr. C. Mirabella e poi preparare un documento da presentare alla Regione in maniera congiunta. Volendo, comunque, si potranno seguire più percorsi parallelamente;
- si suggerisce la presenza di medici di base in PS. Il Sindaco di Anagni spiega che il medico di base non può più decidere le urgenze ma ha un numero verde a disposizione per risolverle e ci riferisce le ulteriori difficoltà che i medici di base hanno quando una struttura ospedaliera viene chiusa e loro si trovano a decidere se prendersi la responsabilità di erogare prestazioni (anche semplici vaccinazioni!) sapendo di non poter disporre di un pronto soccorso e/o rianimazione nelle vicinanze.
SIT-IN
Intanto, il 26 marzo, i sindacati hanno inscenato un sit-in di protesta davanti l'ingresso dell'Ospedale Spaziani, per sollecitare la dirigenza locale e la presidenza regionale, a mettere in atto tutte le azioni a suo tempo promesse, per eliminare le molteplici carenze esistenti, ad iniziare dal pronto soccorso che scoppia, le carenze di personale, posti letto e accumuli di ritardi su assistenza ed interventistica. Personalmente ho partecipato alla protesta ed ho approfittato dell'occasione per invitare le sigle sindacali a coinvolgere le associazioni in queste manifestazioni che sono finalizzate al bene dei cittadini.
Di seguito, alcune foto della manifestazione.
da sinistra: Roccadani - Migliori - Moretti



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