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mercoledì 23 luglio 2014

- Bonifica dei terreni inquinati nella VALLE DEL SACCO: qualche dubbio...


"Qualcuno" (privacy), ha scritto alla consigliere regionale Daniela Bianchi:


"Buongiorno, le scrivo dopo una nottata dedicata a festeggiare la lieta novella Che il fiume Sacco non è inquinato (vedere cartina zona SIN sotto riportata scaricata dal sito Lazioeurpoa)  ed ho il privilegio di vivere in una zona salubre. A doversi preoccupare sono gli sventurati cittadini che vivono sulle alture delle montagne che circondano la Valle. Mi viene da pensare che presto provvederete ad emanare un decreto per vietare l’imbottigliamento dell’acqua Fiuggi e la produzione del Cesanese che in gran parte viene prodotto nella zona più inquinata del Lazio fino a meritare la classificazione SIN Io non so se a qualcuno è venuto in mente di sovrapporre la cartina ufficiale delle Zone SIN con l’area ASI, certo vi sarà difficile spiegare ad un tedesco o finlandese Come fa ad essere inquinato monte Cacume dove al massimo qualche turista ha dimenticato una borraccia o la carta di un panino, mentre la zona ALABRO e la valle del fiume tra Colleferro e Frosinone, con il carico di industrie farmaceutiche, chimiche,  non sono  inquinate al punto di rientrare nel piano bonifiche!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!. Oppure la zona limitrofa agli inceneritori di Colleferro e la discarica di Colle Fagiolara Capirei questa cartina se fosse stata redatta da una organizzazione intenta a Scoraggiare il turismo a Fiuggi , altipiani di Arcinazzo , demonizzare il Cesanese O le ciambelle al vino di Acuto.  Ma la Regione!!!(?) Che cosa ci racconterete al prossimo incontro? Che i castagni di Montellanico o Rocca priora emanano qualche misteriosa sostanza cancerogena che ha portato A Ferentino ed Anagni un incredibile aumento di leucemie ? O forse è la vite del cesanese del Piglio? La mia stima in Zingaretti e sua è al lumicino, resto  in attesa di una risposta spero non offensiva dell’intelligenza media di un cittadino della Valle".
    
- fonte foto planimetria e descrizione progetto vedere qui: 


A vedere la planimetria qualche dubbio viene, confido in un chiarimento che tranquillizzi i dubbiosi come noi...



Comunicato Stampa del Comitato LIP Valle del Sacco (per la proposta di Legge Regionale di Iniziativa Popolare sulla Valle del Sacco) 
 Bonifica della Valle del Sacco: 2014, anno zero. Nei giorni scorsi la Regione Lazio ha annunciato che la “Bonifica dei terreni inquinati nella Valle del Sacco” è stata inserita come “azione cardine” nella programmazione regionale 2014-2020, e finanziata con 70 milioni di Euro dai fondi: Bilancio, PSR (Piano Sviluppo Rurale) e FSC (Fondo Sviluppo e Coesione); il fondo del POR-FESR (Fondo Europeo Sviluppo Regionale), inizialmente previsto per sostenere gli interventi sulla Valle del Sacco, era stato escluso in sede di accordo di partenariato. () Peccato che detti fondi non sono, in realtà, disponibili: -il Bilancio Regionale prevede alcuni stanziamenti, denari che però la Regione non può spendere per la bonifica del SIN “Bacino del fiume Sacco” poichè la recente sentenza del TAR ha riportato la competenza per il risanamento ambientale dalla Regione Lazio al Ministero dell’Ambiente, con il quale mancano accordi ed intese, pure in assenza di normative attuative alle quali fare riferimento; -il PSR, pubblicato sul sito della Regione Lazio, non prevede interventi specifici sulla Valle del Sacco, restando ancora da individuare quali azioni e progetti per la bonifica possano essere realizzati nell’ambito del Piano di Sviluppo Rurale e l’importo dei relativi finanziamenti; - il Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) non è ancora attivo, poichè la sua programmazione non è stata definita e sono in corso le trattative con gli organi statali per gli interventi e l’entità dei fondi per la Regione Lazio. Pertanto, allo stato attuale l’azione cardine sulla bonifica della Valle del Sacco è priva dei fondi necessari alla sua attuazione; inoltre, non è stato precisato quali saranno, nel concreto, gli interventi di risanamento ambientale, quali i tempi, quali i risultati attesi. La Valle del Sacco è all’anno zero: per la bonifica dei siti inquinati, per l’emergenza sanitaria, per gli impianti di trattamento dei rifiuti, per lo sviluppo economico, per il rilancio sociale. La nostra terra è tuttora considerata come una cenerentola, ultima fra gli ultimi, drammaticamente illusa nell’accoglimento delle sue istanze e ragioni: la Valle del Sacco è stata esclusa dalla Regione dall’elenco delle “aree interne” del Lazio bisognevoli di sostegno e specifiche strategie per lo sviluppo economico e sociale (Delibere Giunta Regionale 476 e 477 del 17 Luglio 2014). O forse i cittadini della Valle del Sacco sono ricchi, in buona salute, e vivono in un paradiso naturalistico?? Il Comitato LIP Valle del Sacco, oltre alla imminente presentazione del testo della Legge di Iniziativa Popolare per il risanamento ambientale, lo sviluppo ed il rilancio del territorio, è in procinto di avviare: -un esposto e richiesta d’intervento all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per il grave stato di salute della popolazione; -la richiesta alla Commissione Europea di attivare una procedura d’infrazione per la violazione delle direttive europee in tema di bonifica dell’inquinamento, trattamento dei rifiuti urbani, tutela delle acque e dei suoli, nonchè per la violazione delle direttive e dei regolamenti UE per la programmazione dei fondi strutturali; -l’azione per il risarcimento del danno ambientale su tutta la Valle del Sacco, sia con la class action contro la pubblica amministrazione come prevista dal DLgs 198/2009, sia attraverso il procedimento di cui al T.U. Ambiente DLgs 152/2006. Il Comitato LIP Valle del Sacco propone a tutte le associazioni di cittadini ed ai Sindaci di aderire a dette azioni, finalizzate ad ottenere quanto dovuto al nostro territorio ed ai suoi abitanti. Il Comitato LIP Valle del Sacco (lip.vallesacco@gmail.com – 3336943308)

4 commenti:

  1. La pianta inserita sul sito regionale è errata perchè fa riferimento alla sub perimetrazione effettuata successivamente all'istituzione del SIN Bacino del Fiume Sacco. In effetti il SIN inizialmente comprendeva l'area industriale di Colleferro + le aree ripariali del fiume estese nel 2010 fino a Falvaterra + le aree del Bacino. Il tutto con due competenze differenti, una del Ministero, una dell'Ufficio Commissariale per l'Emergenza. Ora con la Sentenza del TAR, tecnicamente viene rimesso in gioco tutto il Bacino del Fiume Sacco.

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  2. La pianta inserita sul sito regionale è errata perchè fa riferimento alla sub perimetrazione effettuata successivamente all'istituzione del SIN Bacino del Fiume Sacco. In effetti il SIN inizialmente comprendeva l'area industriale di Colleferro + le aree ripariali del fiume estese nel 2010 fino a Falvaterra + il resto del Bacino. Il tutto con due competenze separate, una del Ministero, una dell'Ufficio Commissariale per l'Emergenza. Ora con la Sentenza del TAR, tecnicamente viene rimesso in gioco tutto il Bacino del Fiume Sacco.

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  3. e fosse solo una cartina sbagliata...... lo sapete sì che i SIN (siti Interesse Nazionale per la bonifica) in realtà sono due. Uno denominato "Bacino del Fiume Sacco" istituito nel 2005, e l'altro denominato "Provincia di Frosinone" istituito nel 2001. Entrambi erano stati "declassati" con DM del 2013, ovvero erano passati dalla competenza statale a quella regionale. Dopo la recente sentenza del TAR che ha annullato il declassamento del primo SIN "Bacino del Fiume Sacco" ma non del secondo (mai impugnato), ora abbiamo per i due Siti che si sovrappongono sullo stesso territorio:
    due competenze diverse (Stato da una parte e Regione d'altra), due diversi piani di bonifica (quando ci saranno), due fondi diversi per la bonifica (uno dello Stato l'altro della Regione)..... un pasticcio istituzionale ed amministrativo!
    Ed a proposito di fondi: come farà la Regione Lazio a spendere i 70 milioni che avrebbe stanziato per la bonifica? su quale SIN li spenderà? perchè la Regione mica può spendere i suoi soldi per un intervento sul quale non è competente (SIN "Bacino del Fiume Sacco).....

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  4. C'è questo nuovo ultimo commento senza firma, penso sia sfuggita all'autore. Poiché lo stesso intervento lo ha pubblicato su facebook e non consento in questo blog, per mia libera scelta, di inserire commenti senza farsi identificare, vista la concretezza ed utilità del messaggio, mi prendo licenza di inserirlo io... Trattasi di Lucy Granieri, di LIP Valle del Sacco. Lo ringrazio per il contributo.

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