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domenica 21 ottobre 2012

- IL RUOLO DELLA CONSULTA DELLE ASSOCIAZIONI...


 Servizio effettuato da Lazio Tv Frosinone  
Manovre,scorrettezze, forzature e interpretazioni arbitrarie del regolamento
caratterizzano il rinnovo   degli organismi dirigenti

In queste ultime settimane si sono verificate una serie di ambiguità, scorrettezze e forzature che stanno mettendo a rischio il ruolo di garanzia, trasparenza e promozione della partecipazione che la Consulta delle associazioni di Frosinone ha consolidato con il protagonismo delle associazioni, così come ampiamente documentato.
Nei suoi primi due anni di vita, la Consulta delle associazioni ha svolto una serie di attività che si sono ripercosse positivamente sulla vita cittadina: dalla battaglia per i beni pubblici come l’acqua e la salute( Trasferimento dell’ospedale e intestazione a Fabrizio Spaziani; efficienza e funzionamento del reparto di emodinamica 24 ore su24  e per 7 giorni su 7; organizzazione di un ambulatorio di eccellenza per  la terapia anticoagulante-Tao,ecc.) quella per la tutela e valorizzazione  del patrimonio culturale e storico, che ha portato all’apposizione del vincolo archeologico sulle Terme Romane di Frosinone da parte della Soprintendenza. In questi due anni la Consulta è stata punto di riferimento per le associazioni e per i  cittadini su molteplici problematiche della città. L’autonomia da qualsiasi condizionamento di natura partitica o politica ha permesso di aprire un costante confronto con l’Amministrazione comunale e di raggiungere risultati tangibili.
Oggi quanto costruito nei primi 24 mesi di attività viene messo a rischio da una serie di manovre e arbitrarie interpretazioni del regolamento:

Ø      A febbraio è scaduto il mandato della Consulta. Il 18 luglio, il presidente e l’esecutivo della Consulta in occasione della prima riunione della nuova  V Commissione consiliare - Organi istituzionali, trasparenza e partecipazione - hanno chiesto di sciogliere alcuni dubbi e perplessità circa  i soggetti legittimati a convocare l’assemblea per eleggere i nuovi organismi dirigenti della Consulta stessa, non essendo chiaro il regolamento.
Ø      Seguendo il parere della V Commissione che aveva concluso il dibattito approfondito, individuando nella Consulta il soggetto legittimato rinnovare gli organi dirigenti,  il 31 luglio la presidenza della Consulta ha convocato tutte le associazioni iscritte all’albo comunale per decidere le modalità di convocazione dell’assemblea per il rinnovo degli organi dirigenti.
Ø      Sconfessando l’indirizzo politico della V Commissione e gli accordi raggiunti con la consulta circa l’interpretazione del regolamento, la direzione del Settore Affari generali e Organi istituzionali, improvvisamente,  ha avocato a sé ogni decisione per quanto riguarda il rinnovo degli organismi dirigenti della consulta e con determina n. 2001 del 06.09 c.a.  fissa la data di convocazione dell’assemblea decidendo anche  la costituzione del seggio elettorale e le modalità dello svolgimento delle elezioni.

Alla luce di tutto ciò è evidente come un tecnico abbia prevalso su una volontà politica (quella della V Commissione). Inoltre la decisione del dirigente è stata presa senza consultare in alcun modo gli organi direttivi della Consulta, ledendo e  annullando  così il ruolo e l’autonomia delle associazioni in maniera arbitraria.
Infatti, l’art.8 del regolamento detta: l’assemblea è convocata dal presidente (comma 2) ed è presieduta dal presidente (comma 1). L’art. 9 recita: “Il presidente convoca, presiede e coordina le adunanze sia dell’assemblea sia del comitato esecutivo” (comma 2).

 Ma le manovre, le forzature, le interpretazioni arbitrarie continuano

Ø      L’Assemblea delle associazioni è stata convocata,  sulla base della determina dirigenziale citata, per il giorno 10 0ttore 2012 dalle ore 10 alle ore 12.   
Ø      L’assemblea sarebbe dovuta durare “dalle ore 10.00 alle ore 12.00, come recita il testo della determina. Ma alle 10:50 la direzione del Settore Affari Generali ha improvvisamente sciolto l’Assemblea delle associazioni chiamata ad eleggere il presidente e il comitato esecutivo adducendo il mancato raggiungimento del numero legale. Questa decisione è stata motivata con l’applicazione, per analogia, del regolamento delle sedute del Consiglio comunale. Perché non si è applicata, per analogia, la legge sui referendum?
Ø       Nella determina non era assolutamente prevista alcuna verifica del numero legale degli aventi diritto al voto prima delle ore 12, orario previsto per la chiusura dell’assemblea.
Ø      Una decina di rappresentanti delle associazioni si sono presentati per votare nel lasso di tempo tra l’ora dello scioglimento (10.50) e le ore 12. Con tali presenze si sarebbe superato abbondantemente il quorum previsto dal regolamento per rendere valida l’assemblea e l’elezione.
Ø       Ancora non basta.Nella determina citata n° 2001/2012  è scritto “si precisa sin da ora che qualora per l’elezione del comitato esecutivo non si raggiunga il quorum della maggioranza assoluta l’assembla è sin d’ora convocata per il giorno 14 novembre 2012 dalle ore 10 alle ore 12.
Ø       La stessa direzione con la determina n° 2307/2012 dell’11 ottobre 2012, ha annullato senza alcuna motivazione e senza aver coinvolto minimamente i rappresentanti della Consulta e delle associazioni iscritte all’albo comunale, la convocazione prevista per il 14 novembre 2012 e rinviato sine die l’assemblea per l’elezione degli organi dirigenti della consulta.
Ø       A rincarare la dose è stato un comunicato apparso sul sito del Comune lo scorso 11 ottobre, nel quale “si porta a conoscenza delle Associazioni iscritte all’albo comunale che la V Commissione Consiliare Permanente ha intenzione di apportare modifiche al regolamento per la gestione dell’albo e della consulta delle associazioni”. Nel comunicato si invitano le associazioni a inviare per iscritto o via mail delle proposte di modifica. L’intenzione di apportare modifiche al regolamento non è stata però comunicata ufficialmente in alcun modo agli organi dirigenti della Consulta, né alle singole associazioni che ne fanno parte.
Tutti questi fatti spingono a concludere che ci siano delle manovre in atto da parte della politica e dei partiti per impossessarsi della Consulta delle associazioni, trasformandola in uno strumento di subordinazione e di  asservimento partitico, annullando il ruolo autonomo e democratico dell’associazionismo.

 Il presidente della Consulta delle Associazioni
                                                                    Francesco Notarcola

N.B. Siccome l’albo delle associazioni iscritte, non è stato aggiornato, secondo quanto stabilito dal regolamento,  c’era confusione anche sugli aventi diritto al voto, dovuta al fatto che i cambiamenti intervenuti nella dirigenza delle associazioni non risultano al Comune.


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