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mercoledì 11 febbraio 2015

- Terme Romane interrogazione Spilabotte Scalia al ministro per i Beni Culturali


Dal sito www.senato.it

L'interrogazione di Spilabotte - Scalia al Ministro per i Beni Culturali sulle Terme Romane di Via De Matthaeis.

del 16/12/2014

"SPILABOTTE, SCALIA - Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo - Premesso che:
il Comune di Frosinone ha rilasciato autorizzazioni a costruire edifici nella cosiddetta "Area De Matthaeis"; nell'area era già stata autorizzata la costruzione di un parcheggio, seppellendo conseguentemente le antiche terme;
la Soprintendenza per i beni archeologici del Lazio, con le note protocollari n. 568, 569, 574, 579, 581, 586 del 16 gennaio 2013 e, su specifica richiesta del Settore pianificazione territoriale, SUE e ambiente del Comune di Frosinone, registrata al protocollo con il n. 9163 del 1° febbraio 2013, ha inviato all'amministrazione comunale di Frosinone, con nota prot. n. 2734 del 7 marzo 2013, la Relazione tecnica storico-archeologicacon il relativo stralcio catastale al fine di avviare il procedimento di dichiarazione di interesse culturale dell'intera "Area De Matthaeis".
la Soprintendenza, quale organo periferico del Ministero per i beni e le attività culturali, con l'avvio del procedimento in oggetto propone di sottoporre a vincolo dichiarativo e a prescrizioni di tutela indiretta i ritrovamenti di competenza accertati negli anni 2000, 2005 e 2007 in corrispondenza della sede stradale di via G. De Matthaeis e negli immobili di proprietà comunale (F° 58, pp.cc. 257/P, 258) e privata (F° 58, pp.cc. 99, 159/P, 162/P, 524/P), ricadenti tutti in zona già interamente tutelata da vincolo paesaggistico e riconosciuta quale area a connotazione specifica per la realizzazione di parchi archeologici e culturali in sede di Piano territoriale paesistico regionale, alla relazione tecnica storico-archeologica emerge che i ritrovamenti che la Soprintendenza intende sottoporre a tutela appartengono ad un edificio termale di epoca romana tardo-imperiale, accessibile da Nord attraverso una rampa basolata,scoperta solo in minima parte, che doveva collegare l'edificio imperiale al presumibile tracciato dell'antica via Latina, corrispondente al bene lineare tipizzato da PTPR tl_0307;
le terme di età imperiale (III-IV sec. d.C.) risultano impiantate su edifici preesistenti riferiti ad epoca romana medio e tardo-repubblicana, anche questi scoperti, come il basolato stradale di cui sopra, solo in minima parte; le strutture di tali edifici repubblicani (III-I sec. a.C.), distinguibili nella planimetria di scavo edita nel 2010, proseguono oltre le strutture attribuite alle terme imperiali e oltre i limiti di scavo, sia a nord-ovest verso la P.C. 257 di proprietà comunale, sia a sud-est verso la P.C. 159 di proprietà privata;
considerato che:
l'insieme dei beni di interesse scoperti nel corso dei molteplici scavi condotti dalla competente Soprintendenza appaiono riferibili ad un complesso archeologico unitario, comprensivo degli effetti di una intensa e ininterrotta occupazione antropica del sito in un arco di tempo plurisecolare compreso tra il IX sec. a.C. e il III-IV sec. d.C., configurabile quale area archeologica;
la lettera d) dell'articolo 101, del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, dispone che: "Si intende per «area archeologica», un sito caratterizzato dalla presenza di resti di natura fossile o di manufatti o strutture preistorici o di età antica";
la Direzione regionale per i beni culturali e del paesaggio del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, con ultima nota prot. n. 15513 del 16 agosto 2012, ha ulteriormente rinnovato al Ministero competente la richiesta già formulata in data 14 maggio 2012 con nota n. 9135, volta a ridefinire l'area archeologica alla luce dei rinvenimenti più recenti, al fine di individuare un limite certo per la tutela diretta e valutare conseguentemente l'estensione dell'eventuale relativa area di rispetto, aggiornando in tal senso sia la relazione che la planimetria da allegare alla proposta di tutela dell'area "De Matthaeis",
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo, alla luce dei fatti esposti nonché dei recenti scandali che hanno coinvolto la Soprintendenza di Frosinone, non ritenga opportuno intraprendere iniziative al fine di tutelare e salvaguardare un'area ove insistono ritrovamenti archeologici e storici di rilevante importanza;
se non ritenga altresì opportuno adottare i provvedimenti necessari al fine di trasformare l'area citata in un parco archeologico da integrare alla villa, includendovi a tal fine anche le terme romane da ultimo rinvenute.
(3-01103)"


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Risposta


"Il sottosegretario Ilaria BORLETTI DELL'ACQUA risponde indi all'interrogazione n. 3-01103 della senatrice Spilabotte sulla tutela dell'area archeologica "De Matthaeis" di Frosinone, precisando che l'area citata è un complesso di Terme di epoca romana, in parte distrutte dalla costruzione di un fabbricato degli anni Sessanta del secolo XX e rinvenute per opera e cura della competente Soprintendenza per i beni archeologici del Lazio, in occasione di una richiesta di autorizzazione da parte dei privati proprietari per la realizzazione di parcheggi interrati di pertinenza. Specifica in particolare che sulla zona sono stati apposti specifici provvedimenti di vincolo, con decreto dirigenziale del 24 aprile 2013 per l'area di proprietà comunale e con decreto dirigenziale del 10 maggio 2013 per l'area in proprietà privata. Puntualizza peraltro che, a seguito dei ritrovamenti delle strutture di interesse archeologico, la competente Soprintendenza non autorizzò la realizzazione dei parcheggi interrati, che vennero effettuati a raso su una pavimentazione a carattere di rimovibilità.
Con l’occasione chiarisce che la Soprintendenza, in subordine alla Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Lazio, che provvede alla emanazione di tali provvedimenti, è il soggetto deputato all'esercizio della tutela archeologica. Nei casi nei quali, come in quello all’esame, si renda necessario procedere all’avvio dei procedimenti di vincolo, gli enti territoriali sono semplicemente informati dell'atto dell'apposizione dei provvedimenti, così come previsto dalla legge n. 241 del 1990, laddove essi siano proprietari dei terreni interessati dal provvedimento, ma essi non sono coinvolti in alcun modo nel procedimento di apposizione del vincolo.
Nel merito, tiene altresì a precisare come non tutti i rinvenimenti archeologici diano luogo alla necessità di sottoporre a vincolo i terreni interessati, sia per ragioni di cattiva conservazione o intrinseca modestia di quanto rinvenuto, sia per la possibilità di rimozione dei rinvenimenti o perché essi possono consistere in entità "negative", cosicché la conoscenza di essi non si possa altrimenti conseguire che con la consunzione della stessa loro materialità. Questo appare dunque il caso dei rinvenimenti dell'area De Matthaeis per quanto concerne il periodo preromano: essi hanno fornito dati assai interessanti, sotto il profilo scientifico, sulle vicende storiche dell'insediamento umano nell'area di Frosinone bassa. Dati che, affinati e ricompresi in un quadro d'insieme, varranno ad illustrare convenientemente i materiali recuperati negli scavi, mentre solo le strutture di età romana, segnatamente le terme, hanno necessitato e richiesto un provvedimento di tutela che ne potesse impedire distruzione e manomissioni ulteriori, con l'apposizione di un vincolo indiretto volto ad assicurare le condizioni per una loro futura valorizzazione.
In conclusione, afferma che tale valorizzazione, da attuare con il concorso dell'ente locale, potrà attuarsi appena reperite le risorse, eventualmente unificando l'area delle Terme con il terreno della Villa Comunale, nel qual caso si provvederà a predisporre gli atti volti alla rimozione del citato parcheggio a raso, come da prescrizioni a suo tempo dettate; in ogni caso, secondo la competente Soprintendenza al momento attuale i livelli di tutela assicurati all'area risultano sufficienti.
La senatrice SPILABOTTE (PD) si dichiara soddisfatta della risposta, ringraziando il Governo e il Presidente per aver compreso l'importanza di calendarizzare l'interrogazione. Riferisce infatti che sul territorio si era diffusa la preoccupazione che fossero stati rilasciati permessi di costruire su aree protette. Ciò è stato inoltre aggravato dagli scandali che hanno interessato la Sovrintendenza, proprio per episodi di corruzione. Sottolinea dunque che lavorerà in stretto contatto con il Comune affinché vengano adeguatamente contemperati gli interessi dei privati con quelli pubblici di tutela, augurandosi conclusivamente che si reperiscano le risorse necessarie".

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Comunicato stampa della Consulta delle Associazioni da Atuttapagina

«Le associazioni, i comitati ed i cittadini del capoluogo gridano forte la loro protesta e la loro indignazione nei confronti del Ministero per i Beni Culturali per la risposta all’interrogazione presentata dai senatori Maria Spilabotte e Francesco Scalia sulle Terme Romane e sul sito archeologico di via De Matthaeis, a Frosinone». Lo afferma Francesco Notarcola, presidente della Consulta delle associazioni della città di Frosinone.
«Dopo una lunga attesa durata sei mesi – prosegue Notarcola – la montagna ha partorito il topolino. Il Ministero attraverso il sottosegretario ha, con cognizione di causa e per scelta politica, evaso le richieste contenute nell’interrogazione». In questa si chiedeva al ministro:
1) quali azioni intendesse intraprendere al fine di tutelare e salvaguardare un’area dove insistono ritrovamenti archeologici e storici di rilevante importanza;
2) se non ritenesse opportuno adottare i provvedimenti necessari al fine di trasformare l’area in un parco archeologico da integrare alla villa, includendovi a tal fine anche le Terme romane.
«Ma, con un linguaggio piatto e noioso, degno di un qualsiasi burocrate dello Stato, ci è stata riproposta un’argomentazione logora e vecchia, da sempre contestata in tutte le sedi con dossier e controdeduzioni dai cittadini e dall’associazionismo del territorio, che da anni si battono in luogo di Istituzioni e Autorità contro gli interessi della speculazione edilizia, per salvare e valorizzare reperti archeologici di grande pregio, ancora invisibili per i cittadini di Frosinone», afferma la Consulta delle associazioni della città di Frosinone.
«Purtroppo quando il sottosegretario afferma che la valorizzazione del sito archeologico “con il concorso dell’ente locale potrà attuarsi appena reperite le risorse”, ci sembra di rileggere le parole della Soprintendenza nel lontano 2011, quando nella lettera di risposta alle associazioni sottolineava che a impedire la valorizzazione del complesso fu “la mancanza di risorse sia da parte del Comune che della Soprintendenza”. Da un ministro dei Beni Culturali della Repubblica Italiana ci aspettavamo un contributo concreto e un’ipotesi progettuale per poter avviare finalmente la valorizzazione dell’intera area di De Matthaeis, ricostruendo l’antico villaggio dei nostri antenati e riscoprendo le Terme Romane. Quest’ultimo grande patrimonio è ancora seppellito sotto un parcheggio concesso per 60 anni ad un privato all'”imponente” cifra di 69 mila euro (circa 1.000 euro l’anno), con cui il Comune ha sicuramente risanato i suoi bilanci. Le associazioni ritengono, invece, da sempre che il bilancio dissestato del capoluogo potrebbe rifiorire a nuova vita puntando in maniera decisa sulla valorizzazione delle risorse e dei tesori locali. Grazie ministro per tanta generosità», conclude con amaro sarcasmo Francesco Notarcola.


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Condivido il parere di un esperto che ha studiato molto il caso: 

- "A mio parere la risposta del Ministero, identica alle precedenti affermazioni della soprintendenza, conferma l'incompatibilità della costruzione (cosi come progettata) rispetto alle esigenze di futura (prevista) valorizzazione.
Purtroppo l'interrogazione non conteneva un punto saliente della nostra battaglia: la necessita'di ulteriori accertamenti sull'area non scavata e la possibile estensione del vincolo.
Di ciò, invece, è informato il comune di Frosinone con le osservazioni ex l.241/90 che non hanno ottenuto ancora alcuna risposta tantomeno azioni di accertamento o solleciti alla soprintendenza o altri enti sovraordinati!".

Deduco da ciò che cercano di allontanarsi dalle giuste azioni da adottare... Glissano per intenderci.....


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Le reazioni infuriate di Frusone del 5 stelle:



Questo è l'articolo scritto da Manlio Lilli de Il Fatto Quotidiano



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